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“Come farla finita col femminismo” | Veronica Benini | TEDxAlessandria


quando ero piccola la maestra portava in

bambini in due file maschia destra né

femmina sinistra o viceversa

a un certo punto si vede che ho litigato

con un bambino gli ho tirato un calcio

nello stand quel bambino si è messo a

piangere la palestra ferma la fila

capisce secondo me gli altri meno

sputtanata chi aveva dato il calcio

all’altro bambino e ovviamente mi

punisce ma che cosa fa diceva a veronica

hai dato un calcio ma i calci sono da

maschi si vede che vuoi essere un

maschio e ne ha messa in mezzo alla fila

dai maschi divertiti

io so stata umiliata in un modo atroce e

non ho raccontato niente a casa al

giorno d’oggi questa cosa mi turba molto

la mia maestra è stata veicoli di

sterotipo stereotipi incoscienti che io

chiamo lei l’ha fatto a fin di bene

punirmi ma non mi è punita perché ho

dato un calcio all altro essere umano

lei mia punita perché secondo lei cosa

a questa cosa mi ha fatto pensare che da

piccoli abbiamo due religioni

la maestra e i nostri genitori e loro

formano la nostra visione del mondo

attraverso la loro

noi non abbiamo modo di farci la nostra

sono loro che attraverso le loro azioni

i loro discorsi il loro modo di punirci

fanno sì che ci facciamo un’idea per

fortuna a casano dei genitori che mi

facevano giocare con arco e frecce sugli

alberi anche con le bambole quindi avuto

un’educazione molto più variata di non

quella stereotipata che ricevevo a

scuola questa cosa però mi ha fatto

riflettere a qom educhiamo le nostre

bambine secondo dei concetti di

gentilezza di pulizia di essere carine

di non essere aggressive e questi

concetti vengono perpetrati anche dalle

favole se ci pensate

le favole che avevo io la mia età io ho

40 anni erano che c’era questa

principessa bella bella bella in modo

assurdo a un certo punto arrivava un

principe la salvava e vivevano felici la

principessa non faceva niente

a volte dormiva anche fino agli anni 50

l’unica modo di sopravvivere per una

donna era il matrimonio o ti sposavi

parigi dello ti facevi suora ma non è

che c’erano altre opzioni

quindi venivamo educate come prodotti da

piazzare prodotti da piazzare al meglio

sul mercato questo cosa fai quando devi

per piazzare ben è un prodotto al fai

bello lo fai attrattivo per fare un buon

per trovare un buon partito e quindi

eravamo educate belle per essere super

belle gentili giovani sempre giovani e

possibilmente vergini così non c’erano

dubbi sulla paternità dei figli serigi

della era un peso per la tua famiglia e

comunque il concetto di single ripeto

non esisteva l’indipendenza non è

un’opzione

il marketing di massa che è nato grosso

modo gli stessi anni negli anni 50

quindi giocava su questi tre concetti

giovinezza bellezza fertilità e fare le

mamme

il marketing si basa tutt’oggi su questi

concetti che vanno attraverso la

frustrazione

ok soprattutto però c’è una sorta di

antagonismo fra le pubblicità che ci

vogliono tutte sexy ci fanno vedere sexy

e il fatto che noi comunque dobbiamo

essere morigerate serie 1 che trova

tanto va bene se tu hai molti partner

non va bene sei una poco seria provate a

dire una cena che avete avuto magari una

cinquantina di partner sessuali

consenzienti vi guarderanno un po male

ok io ci provo spesso è buffo ma questa

cosa mi fa riflettere aver avuto tanti

partner fa di me una cattiva persona una

cattiva professionista o farebbe di me

una cattiva madre

io non credo però il mondo ci vuole

così è una teoria che l’ho chiamata la

paura dall’infinito femminile e questa

teoria consiste nel fatto che

biologicamente fisiologicamente un uomo

può avere poi iacolare un certo numero

di volte in una giornata mentre una

donna può aver influito il rasmi in sé

leva se trova quindi averli da sola in

compagnia eccetera

e questo rende il mondo della

sessualità completamente dispari fra

uomini e donne

questo fatto si secondo me che nella

storia noi siamo state molto contenute

per i nostri aspetti sessuali e si vede

ancora in tante religioni

quindi siamo ancora succubi del fatto di

avere i tre concetti cardine giovinezza

e soprattutto bellezza per il car

il marketing moderno anche se il mondo

nel frattempo è cambiato ma noi non ce

ne importa nulla perché siamo cresciute

con quei simboli

sappiamo che siamo molto di più di un

corpo ma vogliamo comunque il corpo

perfetto

ora io ve lo dico la prova costume non

esiste per noi lo sappiamo ma lavoriamo

tutto l’anno in palestra con le diete

per quei quindici giorni di vacanza

eppure l’anno a 365 giorni e non

lavoriamo il nostro corpo per essere

sane e in salute tutto l’anno no per la

prova costume è il concetto che non mi

torna

ora io da pro la figliola a 29 anni

era laureata politicamente corretta

avevo un contratto a tempo determinato

mi ero sposata aveva un loft tutto mio

che volevo un bambino ora un certo

appunto la vita e prepotente succedono

delle cose e non ho potuto avere il

bambino per una serie di motivi quindi

il mio il mio piano politicamente

corretto di caselle è crollato

credevo che la mia vita fosse finita

perché io avevo un piano preciso quel

però un altro spicci due anni dopo

lanciava una start up era single e

viveva in un furgone

perché il mio piano prevedeva che io

non dovevo spendere per totali in

affitto però dopo anni di caselle

compre politicamente corrette avevo

cominciato a progettare io le mie

caselle e nelle mie caselle andare a

vivere un furgone per due anni e alla

scelta giusta da fare senza pensare cosa

avrebbero detto gli altri e che succede

quando tu disegni le due caselle cominci

a vivere secondo quello che tu vuoi

veramente fare e non quello per cui sei

stata indottrinata a fare succedono cose

bellissime

io ci sono riuscita grazie ai tacchi e

vedete che c’entrano i tacchi tutto

questo centrando molto perché io nel

mio lavoro l’uso come uno strumento di

empowerment questa cosa qua

in pratica ho messo insieme una cosa

molto frivola come quella di un tacco

che tutti pensano che sia un vezzo con

le pari opportunità ed è uno strumento

fisiologico di empowerment ora non so se

ci sono donne in sala che usano i tacchi

e se io chiedessi come vi sentite

condendo stati fatti sapete rispondermi

come vi sentite potenti power c’è un

motivo ben preciso per cui una donna si

sente power quando mette un paio di

tacchi ma cominciamo da lontano gli

uomini hanno in media 11 manifestazioni

e rettili al giorno

le donne no perché abbiamo un organo

interno loro esterno onorano talmente

tanta confidenza che vi danno dei nomi

ci sono un sacco di aggettivi anche in

tante lingue non c’è le palle 6 cazzuto

ilha de cui skype boskov hoeness

eccetera e

male si dice anche alle donne tu sei una

donna con le palle

ora io onestamente non le vorrei e non

mi piacerebbe neanche che mi ci sono sei

stata una grande chuene affida così

neanche quindi noi non colleghiamo

questa cosa della potenza virile con la

carriera e il potere gli uomini in

eccessiva che succede però quando una

cambia la postura avete sapete che con i

tacchi ai più seno più glutei

ok ma perché ci dobbiamo raddrizzare

avere uno schiacciamento lombare questo

schiacciamento lombardi cosa fa porta il

sedere più indietro però così facendo

il nostro membro si sposta di circa 4 cm

all’indietro e questo crea una cosa

molto particolare a livello fisiologico

noi sentiamo che abbiamo un membro

perché le labbra si aprono leggermente

e questo sentire ci fa entrare la stessa

dinamica sesso potere carriera degli

uomini ma con un attributo fammi

femminile e un ager un accessorio

femminile perché quando le donne sono

arrivate in massa al lavoro si sono

mascolinizzato nell’aspetto col tailleur

pantalone nella nell’agire con la colla

aggressività perché l’uomo l’essere

umano domina il mondo perché la

capacità di adattarsi ora secoli di

dominazione maschile nel mondo del

lavoro avevano reso il mondo del lavoro

dalle dinamiche maschili la donna quando

arrivata che ha fatto

beh ha detto io mi adatto e ha confuso

mascolinità con così sono

professionale quindi non andate a dire a

una neolaureata di non andare a un

colloquio in tailleur pantalone perché

lei sembra così perché solo così

sente di essere professionale

ora il problema è che voi mi direte

adesso sì il cavolo però mi devo

mettere i tacchi per sentirmi figa per

sentirmi power

no è un espediente un esercizio se tu

ti senti male una mattina infinito i

tacchi ti senti una figa vai e conquisti

il mondo e lo puoi fare anche

togliendoli perché appunto un esercizio

ok nel 2017

non abbiamo più bisogno di sposarci per

sopravvivere siamo indipendenti siamo

nostre

ora il marketing però continuo

martellare sui soliti concetti deve

essere giovane e bella figa sei grassa

sei brutta sei vecchia chissenefrega si

sono grassa brutta e vecchia onestamente

possiamo riprenderci la nostra immagine

ok e non c’è nessun principe siamo noi

il principe

ora ci sono tantissime leader che adesso

cominciano a parlare è diventata quasi

una moda vinci un premio weil e fa il

discorso femminista e di moda ma non

possiamo lasciare le leader da sole

portare avanti questa causa l’idea è

questa l’idea questa dicono che le

rivoluzioni non si fanno sulle tastiere

ora io ci sono andata in piazza l’otto

marzo c’era pochissima gente per quello

che è veramente la causa femminista la

causa della donna la parola femminista

un po di sanders le rivoluzioni si

possono fare nelle tastiere l’idea è

questa la società avanza per la media

non per i picchi che possono essere le

speaker è bene che ci siano loro

perché ci dicono qualcosa sta cambiando

qualcosa si muove ci ascoltano ci

facciamo sentire ma noi siamo milioni e

tutti quanti abbiamo un telefonino tutti

quanti abbiamo un influenza nel nostro

entourage e tutti quanti possiamo andare

a dire a un brand che la pubblicità che

sta facendo e l’uso dell’immagine della

donna che stava facendo in quel momento

con quella campagna a noi non piace non

andare lì a trattarli male no io dico

di essere attive di diventare attiviste

digitali in modo costruttivo

quindi possiamo anche assumere donne

possiamo promuovere campagne virtuose

andare a protestare nelle campagne che

non ci piacciono e condividere storie

perché condivide una piccola storia di

un’amica che magari si è lanciata in

propria avuto questa idea cambiato vita

fra le centinaia di amici che abbiamo

magari

la persona vedendo quella condivisione

quella propria storia nostra può avere

quel click in testa che le fa pensare

cavolo ha ragione magari posso farlo

anch’io e può cominciare un nuovo

percorso da sola quindi la condivisione

le reti sono importanti non pensate di

essere piccole non pensate che non avete

il potere di boicottare un brand per

quello che parlo di media per quello che

parlo di piccole azioni e per quello che

parlo che siamo veramente milioni e un

click può fare la differenza può fare

a fare clic nella testa di un’altra io

sono un attivista digitale da 11 anni e

ricevo tantissime lettere quindi so che

funziona

non lasciateci soli però ognuno di noi

può fare una piccolissima cosa e ha

senso farlo e non è mai piccola ci

vuole costo coraggio soprattutto

costanza perché siamo tutti bravi

l’otto marzo tutti ma l’otto marzo una

volta l’anno e noi stiamo lottando per i

nostri diritti per abbattere gli

stereotipi da troppi secoli

quindi noi siamo milioni

noi siamo il mercato e il mercato

possiamo deciderlo noi quindi

raccontatevi condividete creati

scintille

eri e dichiaro il mondo a nostra

immagine e somiglianza perché noi noi

siamo milioni di cui grazie

[Applauso] [Musica]

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