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“Mente e creatività” | Salvatore Rizzello | TEDxAlessandria


[Applauso]

cosa succede nel nostro cervello quando

percepiamo uno stimolo esterno non è

facile dare una risposta a questa

domanda ma ci possiamo provare facendoci

aiutare dalla neurobiologia il nostro

cervello è costituito da circa 100

miliardi di neuroni che tra loro sono

connessi mediamente con 10 mila

connessioni appunto per un numero

complessivo davvero esorbitante un

milione di miliardi

ogni qualvolta noi percepiamo uno

stimolo esterno queste connessioni

cercano di dare un significato questo

stimolo e ogni qualvolta questo

significato che noi diamo a successo

noi lavoriamo in una routine che

richiamiamo ogni qual volta ci troviamo

di fronte a una situazione analoga

facciamo un esempio molto semplice tutti

noi riconosciamo essere questa è una

lettera è un numero 5

ma c’è stato un momento particolare

nella nostra vita in cui per la prima

volta abbiamo appreso che quel segno era

una e quell’altro segno era un numero 5

e ogni qual volta ci troviamo di fronte

a qualcosa di simile lo riportiamo

immediatamente alla lettera al numero 5

questo significa che le nostre strutture

cognitive i nostri neuroni si

riposizionano nel dare questo tipo di

significato quindi c’è una dimensione

neuronale e una cognitiva quindi una

disposizione biologica dell’unione dei

neuroni la cito architettonica cioè il

modo in cui tutti i neuroni si

predispongono nel nostro cervello e il

significato cognitivo che noi diamo a

questi con un condizionamento reciproco

ma cosa succede quando ci troviamo di

fronte a un simbolo che invece può

avere più di un significato ha un

significato ambiguo che cos’è questo

può essere un hashtag può essere un

diesis può essere il gioco descrisse il

cancelletto che il telefono eccetera

può avere diversi significati se non

c’è un contesto ben definito

rimane appunto indefinito ma la domanda

è perché noi diamo un significato

preciso perché proprio quello e non un

altro

la risposta è abbastanza banale il

primo significato che ci viene in mente

è quello che c’è più familiare a mia

madre non verrebbe mai in mente il

concetto di hashtag a mia nonna non

sarebbe venuto mai in mente il concetto

di cancelletto del telefono a un ragazzo

della mia generazione invece sarebbe

venuto in mente immediatamente dopo del

tris

quindi tutto ciò che familiare noi lo

riportiamo a quanto dice ho conosciuto

perché il nostro cervello e

conservatore da questo punto di vista

cerca di adattare il nuovo a quanto già

possiede facciamo adesso

un esempio musicale provate ad ascoltare

questo frammento grazie bene l’abbiamo

riconosciuto tutti

e l’incipit della piccola serenata

notturna di bozze a tutti noi risulta

familiare gradevole piacevole perché lo

riconosciamo immediatamente perché lo

troviamo così familiare gradevole

guardiamo un attimo la partitura

guardate nelle prime otto note noi

troviamo quattro volte la stessa nota

che si ripete questa nota e una nota

particolare si chiama tonica e quella

che il nostro cervello cerca per

ancorarsi per appoggiarsi appena

l’abbiamo ascoltato il nostro cervello

andava alla ricerca proprio di quel

appoggio perché in effetti

dovete sapere che ogni singolo suono se

noi lo in uk le assi ogni singola nota

è composta da un universo sonora enorme

potremmo dire quasi infinito guardate

questa sequenza questa è la sequenza

degli armonici praticamente i micro

suoni che compongono ogni singolo suono

ogni singolo suono che loro adesso hanno

realizzato era costituito dall’insieme

di tutti questi micro suoni e i primi

quattro tra i primi otto come vedete ce

ne sono quattro

che anche se hanno altezze diverse sono

lo stesso suono che normanna che in

questo caso il dopo che danno il nome

alle varie note in questo caso sono gli

armonici del do se avessimo avuto quelli

del mio avremmo trovato quattro mia

all’inizio 4 sola e così via

quindi la nostra capacità percettiva

riconosce immediatamente quello che è

prevalente in questo caso i primi suoni

su 8.4 che si ripropongono sono quelli

fondamentali è qualcosa che

acusticamente esiste in natura e che è

diventata per noi una base culturale

siamo immersi in un universo sonoro che

si basa su queste strutture che sono

alla base dell’armonia quella che

abbiamo appena sentito in mozart per la

piccola serenata notturna

ecco perché il nostro orecchio il

nostro cervello li riconosce come

familiari gradevoli appunto e ogni

qualvolta appunto noi

riproduciamo questi suoni dovete tenere

conto che rispondono a quelle strutture

armoniche che i compositori cercano di

mettere in atto quando realizzano le

loro opere

ascoltiamo adesso un altro breve brano

leggermente più lungo rispetto a quello

che abbiamo sentito prima

credo sconosciuto ai più e vediamo cosa

succede questa volta nel nostro cervello

grazie cosa succede questa volta quanto

siamo lontani dai canoni musicali del

settecento in che epoca siamo chi può

essere l’autore forse noi oggi lo

apprezziamo questo brano meraviglioso ma

quando fu eseguito la prima volta la

sera del 12 febbraio del 1785 lo

sconcerto fu enorme e anche nelle

esecuzioni successive si gridava allo

scandalo queste note che scrivevano

queste dissonanze nessuno riuscì ad

apprezzare la grandezza di mozart

questo brano che abbiamo appena

ascoltato e di wolfgang amadeus mozart

un genio che in un colpo solo era

arrivato in una musica che si esprime

con un linguaggio tipico del novecento

il rifiuto assoluto

c’erano proteste c’era chi portava

indietro la partitura per chiedere di

correggere gli errori

c’era chi parlava di orecchio guasto da

parte di mozart

tutti tranne una persona che quella sera

era presente all’esecuzione franz joseph

haydn grandissimo musicista che così si

espresse alla presenza del padre di

mozart via fermo davanti a dio e come

persona onesta che vostro figlio il più

grande compositore che io conosca di

persona o per sentito dire a del gusto e

inoltre la più grande scienza della

musica

cogliendo nell’immensa grandezza ma

perché proprio hiding e perché gli

altri invece ebbero un moto di rifiuto

nei confronti di questa composizione che

ci appare così diversa così poco

familiare rispetto all’altra guardate il

motivo è legato al fatto che in realtà

il genio è qualcosa di estremamente

complesso chi è mozart

cosa sappiamo noi di lui certo abbiamo

tutta la sua musica milioni di note

codificate ma chi era realmente mozart

in cosa consiste concretamente il suo

ciò che è stato sottoposto una

disciplina ferrea che è cresciuta in un

ambiente particolare e che ha prodotto

comunque una musica sublime guardiamo un

attimo di nuovo la sequenza degli

armonici anziché soffermarci sui primi

andiamo sui micro suoni più lontani

guardate note che stridono molto vicine

tra di loro e potremmo continuare fino a

trovare i quarti di tono e così via

bene la grandezza la grande sensibilità

artistica del musicista sta proprio in

questo non riuscirà a cogliere questi

rapporti più lontani su cui ha

strutturato poi l’armonia della musica

successiva quindi lui riusciva a sentire

accogliere a percepire degli elementi

sconosciuti ai più

ci sono molti decenni dopo riuscivano a

cogliere potremmo dire semplificando al

massimo che tutta la storia della musica

è una costante emancipazione verso la

dissonanza così come è stato anche per

la storia dell’arte è certamente molto

strana non a caso isolato

esempi analoghi li avremmo potuto fare

con moltissimi altri musicisti e artisti

ma allora tutto si evolve grazie allo

spirito di alcuni pionieri che sono

costretti poi con sconforto guardare al

come scritto un grandissimo autore

americano e inevitabilmente sconfortante

guardare attraverso noi occhi cose alle

quali abbiamo già applicato la nostra

visuale e quindi crea uno iato

profondissimo tra l’autore e il il

pubblico oppure tutto si evolve verso

qualcosa di migliore non è esattamente

così prendiamo un esempio dalla

tecnologia tutti riconosciamo la

tastiera del computer ma vi siete mai

chiesti perché la disposizione dei

tasti è questa e non un’altra perché

abbiamo la pula w la eccetera si dice

tastiera qwerty e non c’è un altro a

disposizione anche in questo caso la

risposta è banale perché fu la prima a

disposizione dei tasti che venne

introdotta quando nacque la macchina per

scrivere nei decenni successivi furono

sviluppate delle altre tasti

ergonomicamente più efficaci ma non

riuscirono a imporsi sul mercato perché

tutti richiedevano le tastiere qwerty

perché avevano imparato ad usarle

perché il cervello come dicevo prima

tende a riportare a quello che già

conosce gli elementi nuovi e quindi

abbiamo avuto una rigidità che si è

manifestata e molti altri elementi della

nostra tecnologia che di fatto non ha

selezionato ha fatto le tecnologie

migliori ma consideriamo il nostro dna

per capire esattamente che cosa succede

nei processi di innovazione nel processo

di ri applique di replicazione ogni

miliardo di pio ii nuovi sede crea uno

per errore

alcuni di questi errori funzionano

creano delle novità e determinano un

innovazione un cambiamento quindi di

fatto se noi mettiamo insieme questi tre

elementi la biologia che vale a dire il

i geni che ciascuno di noi ha il

patrimonio genetico

l’esperienza e nel caso di mozart

appunto l’esercizio importante e un

terzo fattore l’ambiente vale a dire un

ambiente che sia stimolante che non sia

ripetitivo e basato solo sulla routine

abbiamo i tre elementi fondamentali che

costituiscono la creatività umana

adriano olivetti intuì quanto questo

fosse importante e mise a lavorare gli

uni accanto agli altri operai con

ingegneri artisti e filosofi tutti

insieme perché sono dal cui a cervo di

queste diverse esperienze potevano

emergere i sentieri giusti per portare

alla progettazione delle macchine

pensanti il computer e teniamo bene in

considerazione questa lezione

fondamentale

teniamo in considerazione quanto sia

importante mettere sempre insieme questi

elementi per sviluppare in tutti i

livelli formativi la creatività umana

perché se come esseri umani siamo

caratterizzati da tanti limiti

computazionali cognitivi mnemonici

sappiamo risolvere problemi estremamente

complessi e ci sappiamo esprimere

attraverso il sublime linguaggio

dell’arte sottomessi come siamo

all’attenzione e risolta tra mente e

cervello

remiamo barche controcorrente risospinti

senza sosta nel passato grazie

[Applauso] [Musica]

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