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Materia Assente | Edoardo Tresoldi | TEDxBologna


[Musica]

avete mai pensato al paesaggio come a

avete mai pensato che una casa un albero

possano avere una propria personalità

una propria identità

avete mai immaginato che un luogo possa

avere una sua anima

ecco oggi vorrei portarvi con me in

questa dimensione immateriale per

raccontarvi come sono arrivato a

realizzare delle opere in grado di

dialogare con quello che gli antichi

romani chiamavano il genius loci ossia

lo spirito del luogo

sono nato e cresciuto a cambiago un

paesino dell’hinterland milanese ha

cambiato tra una rotonda una superstrada

una palazzina anni settanta spuntano qua

e là dei castelli dei cascinotti

diroccati alcuni mangiati dalla natura

altri hanno un albero che spunta dal

tetto quasi completamente caduto queste

dimensioni sospese risultano i miei

occhi come una sorta di come una sorta

di isolette sacra in mezzo a contrasto

con l’urbanizzazione che nel frattempo

si mangia tutto il resto del territorio

in questo contesto inizio ad

appassionarmi ad incuriosirmi del

paesaggio dei linguaggi del paesaggio ed

alla sacralità che vive in alcuni

nel frattempo finisco gli studi

all’istituto d’arte di monza e mi

trasferisco a vent’anni a roma dove

iniziò a lavorare come scenografo in

vari campi tra arte e cinema nel 2013

un amico mi invita

a partecipare a un festival di arte

urbana in calabria e io accetto spinto

anche da dall’istinto e dall’idea dal

desiderio di voler ritornare a parlare

di paesaggi e di natura arrivo e

realizza la mia prima scultura la figura

di un uomo seduto su un muretto che

guarda il mare

voi vi chiederete cosa c’entra un uomo

seduto su un muro con il paesaggio la

natura è l’idea era quella di

raccontare una storia semplice una

storia quasi invisibile e quindi decido

di utilizzare la rete metallica e la

trasparenza per riuscire a realizzare

un’opera che sapesse inserirsi nel luogo

in maniera timida solo che scopro che in

realtà la trasparenza aveva un

potenziale molto più grande aveva la

capacità di raccontare luogo attraverso

di sé perché il paesaggio disegnava

gli stati d’animo della figura e la luce

del sole cambiando raccontava i diversi

stati emotivi sempre del personaggio

così mi rendo conto che il paesaggio in

realtà era la vera essenza di cui era

fatta la mia prima opera dopo

l’esperienza in calabria decido di

lasciare il mio lavoro come come

scenografo e inizia a lavorare in studio

realizzando una serie di sculture e

iniziò anche a girare in italia e

all’estero realizzando delle opere d

arte pubblica delle grandi opere d’arte

pubblica come era stato per la prima

dopo un periodo di ricerca realizzo a

londra control con control presento

ufficialmente il concetto di materia

assente ossia utilizzo la rete e la

trasparenza per rappresentare la materia

assente che il lato i materiali delle

cose

il mio percorso continua poi iniziò ad

alternare alle figure delle geometrie

dei piani dei cubi degli elementi

geometrici e iniziò a realizzare delle

installazioni che creano dei volumi che

non escludono il paesaggio ma lo

includono valorizzandolo inizio poi a

immaginare di realizzare delle

architetture nel paesaggio in cui

l’orizzonte delimita il pavimento le

montagne entrano nelle pareti ed alle

volte le nuvole decidono quanto siamo

lontani dal cielo così in inghilterra

realizza la mia prima cupola e se negli

archetipi classici la cupola rappresenta

la volta celeste

la mia architettura è la volta celeste

la materia di cui sono fatte e inizia

utilizzare il linguaggio

dell’architettura classica per

raccontare la sacralità dei luoghi che

tanto ricercavo fino a prima

con la nuova tecnica le dimensioni delle

istallazioni crescevano le avevo

finalmente la possibilità veramente di

generare dei mondi inimmaginabili così

passa del tempo io continuo a lavorare

finalmente arriva la commissione il

lavoro che mi avrebbe permesso di

concretizzare tutta una serie di

riflessioni fatte sul paesaggio sul

luogo sulla sacralità del luogo che è

siponto siponto per chi non la

conoscesse è una piccola località

vicino a manfredonia in puglia il parco

archeologico di siponto che questo che

vedete custodiva le fondamenta di un

antica basilica paleocristiana che

scomparsa quasi mille anni fa

così attraverso la trasparenza

attraverso la trasparenza ricostruisco

la basilica sparita la riporto

attraverso la sua essenza la sua

dimensione più eterea una chiesa

sospesa nel tempo che mostra

principalmente la sua assenza

raccontando la sua storia no il fatto

che che fosse sparita e al tempo stesso

esprime l’identità e la sacralità del

il progetto siponto oltre a essere oltre

a essere un progetto inedito è il

frutto di una visione che ha cercato di

raccontare il paesaggio oltre quello che

vediamo oltre quello che percepiamo e

quando un progetto alla capacità di

essere pioniere nel suo campo riesce a

generare dei nuovi contenuti e delle

nuove prospettive siponto ha generato

delle nuove prospettive e campi

dell’arte pubblica nel restauro nello

sviluppo del territorio nella

valorizzazione del paesaggio e del

patrimonio ed è riuscito a farlo

perché ha cercato di raccontare il

patrimonio il paesaggio attraverso

un’esperienza emotiva attraverso la

sacralità di un luogo attraverso la

poesia principalmente quindi tornando a

noi che cosa significa pensare al

paesaggio come una scultura che cosa

significa scolpire il paesaggio

beh scolpire il paesaggio significa fare

di un luogo un’opera d’arte viva che

respira e si evolve con gli elementi del

luogo

scolpire il paesaggio significa generare

un’esperienza in grado di metterci in

connessione con l’identità ma anche con

io penso che l’arte abbia la capacità

di raccontare questo tipo di storia

penso che l’arte abbia la capacita e

deve avere la capacità di raccontare la

poetica di un luogo perché l’arte

attraverso la poesia può darci delle

chiavi di lettura che la sola logica non

ci può dare

grazie mille

[Applauso] [Musica]

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