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La responsabilità di premere il tasto “modifica” | Iolanda Pensa | TEDxVarese


Traduttore: Peggy Berthier Revisore: Michele Gianella
Vorrei parlarvi del tasto ‘modifica’.
Conoscete tutti Wikipedia?
Mi sembrava, forse Wikipedia è abbastanza nota.
In effetti, è l’enciclopedia più utilizzata e più discussa al mondo,
veramente la fonte d’informazione di tutti.
Ma forse è difficile rendersi conto
del potere che ha un’enciclopedia come Wikipedia.
A me piace paragonarla a un territorio,
perché, in effetti, con i suoi 30 milioni di articoli
dà una rappresentazione del mondo.
Parliamo di 280 versioni linguistiche, di 500 milioni di lettori.
Wikipedia non è soltanto raggiungibile sul nostro computer,
ma anche attraverso la telefonia mobile – in molti paesi gratuitamente –
oppure distribuita offline, cioè senza internet,
anche con chiavette o con DVD.
Wikipedia è veramente estremamente potente,
estremamente letta,
ma la cosa veramente interessante di Wikipedia
è il tasto ‘Modifica’.
Quanti di voi hanno provato il tasto ‘Modifica’?
Ecco, decisamente meno persone:
ma, in effetti, la cosa straordinaria di Wikipedia
è che è stata la prima,
la grande enciclopedia con il tasto ‘Modifica’,
cioè l’enciclopedia alla quale tutti possono contribuire,
quella che permette a chiunque, a partire da un articolo,
correggere un errore per esempio, oppure mettere un testo, un’immagine:
cioè trasformare l’enciclopedia.
Ed è la cosa magica di Wikipedia, quindi,
la possibilità di creare un sapere condiviso,
la possibilità di costruire, partecipare a creare un nuovo sapere,
ma sarebbe bello se anche altre cose avessero il tasto ‘Modifica’,
sarebbe molto bello
se anche altri luoghi, altre realtà e tutto il mondo
avessero questo tasto
e fosse possibile schiacciarlo per cambiare le cose;
forse siamo anche chiamati alla responsabilità
di schiacciare il tasto ‘Modifica’ e di modificare le cose.
È un po’ quello che abbiamo cercato di fare con Wikimania a Esino Lario:
il raduno mondiale di Wikipedia
è arrivato in un piccolo paese di provincia,
in provincia di Lecco, un paese di 760 abitanti,
a 12 chilometri di curve dal lago di Como
e questo paese ha ospitato il raduno mondiale di Wikipedia.
Normalmente, il raduno mondiale di Wikipedia
viene realizzato, viene organizzato in grandi città e Università del mondo.
È stato a Harvard, al Berkman Center for Internet and Society;
è stato a Washington DC; Hong Kong; al Barbican Centre di Londra;
l’edizione precedente a Esino Lario era all’Hilton di Città del Messico,
la prossima, quindi quella di quest’anno, sarà a Montreal in Canada allo Sheraton.
Mi piace pensare come Esino sia tra l’Hilton e lo Sheraton.
In effetti, una collocazione diciamo un po’ diversa
rispetto a quelli che normalmente sono i luoghi che ospitano le conferenze.
Ma forse Esino è anche in sé un posto un po’ atipico,
un luogo di turismo molto, molto conosciuto negli anni 60 e 70,
è un luogo che usa le licenze libere dal 2006,
è stato pioniere nel caricamento di materiali, fotografie,
nell’uso di Open Street Map, nella partecipazione al sapere libero,
anche un luogo che ha imprese e quindi imprenditoria,
ma anche un luogo che ha vinto il premio per il sapere libero nel 2009,
ed è molto attivo anche in progetti culturali
e committenza di opere d’arte.
Per Wikimania,
quello che ha fatto Esino Lario è stato accogliere questo evento
e l’ha fatto proprio nel paese.
Non abbiamo voluto utilizzare un grande prato fuori dal paese,
e creare una tensostruttura e ospitare lì le persone.
Abbiamo voluto veramente integrare l’evento all’interno del Comune,
e l’abbiamo fatto utilizzando le infrastrutture del paese,
quindi il cinema, il teatro,
la scuola elementare e la scuola dell’infanzia,
tutti i luoghi pubblici disponibili, i bar e i ristoranti,
che sono diventati tutti sede di questa grande conferenza.
E la conferenza effettivamente si è svolta,
è stato un successo è andato tutto molto bene,
si è svolta a giugno del 2016 con i suoi a Track,
quindi con i suoi eventi paralleli in tante sale del paese
e tutti gli spazi sono stati utilizzati.
Quella che vedete è la scuola elementare,
ma anche agli spazi all’aria aperta sono stati utilizzati.
Qui vedete nella fotografia Jimmy Wales che sta lavorando al computer,
che è il fondatore di Wikipedia
e che chiaramente utilizza il parco giochi del paese
come una delle sedi dell’evento.
Abbiamo anche organizzato degli eventi serali
per intrattenere il pubblico,
qui informatici esinesi ballavano la musica country
in questa serata con “Line Texas Dances”,
oppure questa è una performance
realizzata con un theremin di 6 metri suonato da un falco.
La mia esperienza è che a questo punto di solito il pubblico si divide in due:
quelli che dicono, wow, un theremin di 6 metri suonato da un falco;
e quelli che dicono “cos’è un theremin?”
Tendenzialmente se siete di quelli che si domandano cos’è un theremin,
non siete degli informatici di quelli proprio duri e puri.
Un theremin è uno strumento musicale,
per darvi un’idea è quello che si utilizza per la sigla di Star Trek.
Ha sempre animato molto l’immaginario un po’ fantasy e futuristico
perché si suona senza toccarlo
e quindi genera questi suoni tipo “neon neon”.
A Esino ne abbiamo uno alto 6 metri
che abbiamo fatto suonare da un falco
in una performance di un gruppo di artisti che si chiama Invernut.
Dà un’idea di come a Esino ci siano magari cose
che uno non si aspetta di trovare in un piccolo paese di montagna.
Ma vorrei un attimo provare a condurvi
in quelli che sono stati i preparativi di questo evento,
per capire un attimo cosa ha significato nella trasformazione del paese.
I primi interventi, quelli magari più facili da vedere,
sono quelli sulle infrastrutture.
A Esino Lario, quella che vedete è la palestra che ha ospitato il keynote,
sono stati fatti degli interventi di sicurezza
per portare il pubblico da 100 a 600 persone,
sono stati fatti degli interventi di adeguamento per la scuola elementare,
quindi creando dei passaggi esterni per le carrozzine,
quindi per aumentare l’accessibilità dell’edificio.
È stata chiusa una sala del nuovo museo per trasformarla in una sala multimediale,
quindi creare una nuova aula,
che adesso viene utilizzata per le conferenze culturali.
Questo è merito della giunta comunale precedente a quella attuale
e al sindaco Giovanni Dellera.
È stato trasferito il vecchio museo,
che è diventato adesso una sede di associazioni,
ed è stato fatto ovviamente l’adeguamento elettrico
e una ristrutturazione dello spazio,
e poi il cinema è stato completamente sistemato.
Il cinema era in disuso completo, – era un magazzino, prima di Wikimania –
e attualmente è una sala polivalente.
Vorrei anche aggiungere che io,
nonostante abbia a volte delle idee un po’ originali,
sono una persona molto prudente
e infatti sul cinema dicevo: non fatelo, perché non ci riuscirete mai,
quindi il merito va tutto al sindaco, al vicesindaco insomma al Comune,
che è stato estremamente coraggioso e decisamente più coraggioso di me,
perché io non avrei fatto questo intervento, e invece sono riusciti a farlo,
e quindi a dare alla comunità uno spazio che era molto desiderato.
Poi altri interventi, grazie a Wikimania, è stata la ristrutturazione della strada.
Immaginate: 40 anni che non veniva sistemata una strada,
e grazie al coinvolgimento della provincia e della Regione Lombardia
è stata sistemata.
[La] strada ricorda ovviamente la logistica dell’evento:
erano 1368 le persone
che bisognava trasportare da Varenna e dagli aeroporti,
e ovviamente gestirne anche tutta la logistica.
440 posti letto sui 738 disponibili a Esino,
erano posti letto in case, quindi registrare letto per letto,
fare i duplicati delle chiavi, portare le persone nel loro edificio,
gestire la sicurezza,
avere le squadre di emergenza per l’idraulico.
Tutta la parte che normalmente si gestisce facilmente
con un albergo e con una sala conferenze
da noi andava proprio costruita.
Così si è costruito l’upgrade della linea elettrica,
in tutte le sedi è stata migliorata l’elettricità
per arrivare a ospitare tre device,
ogni persona era previsto che arrivasse con telefono, tablet e computer
ma nelle foto a volte si vedono un paio di computer a testa.
Distribuzione della fibra ottica in tutte le sedi e connettività,
si è portato a Esino un giga di Internet in upload e download,
– e non so voi, ma a casa mia se arriviamo a 100 mega è tanto.
Ora è chiaro che un evento, una conferenza [come questa] in una città come Londra,
8 milioni e mezzo di abitanti,
è quasi invisibile una conferenza del genere,
ma a Esino Lario ha significato l’intera comunità coinvolta,
ha significato che arrivava un evento un po’ eccezionale,
perché Wikipedia non è una conferenza come tutte le altre:
erano dei volontari che venivano a lavorare a Esino Lario
e sono stati dei volontari, me compresa,
che abbiamo accolto e organizzato questo evento
e siamo stati tutti coinvolti,
è difficile trovare qualcuno che nel paese
non fosse in qualche modo
a ospitare le persone in una delle case in affitto,
piuttosto che occuparsi del volontariato e portarli alle varie sedi degli eventi,
piuttosto [che] dare informazioni: insomma, un reale evento collaborativo,
perché è un evento
che in un piccolo posto così era complesso,
e solo le cose complesse creano una vera collaborazione.
Vorrei concludere sulle questioni più nascoste del tasto ‘Modifica’.
In un piccolo posto come Esino, portare il raduno mondiale di Wikipedia,
quello che faceva è sabotare il concetto di centro e periferia,
quello che fa è un po’ far vedere
che non sono solo i centri a produrre sapere,
ma chiunque in ogni luogo del mondo può produrre anche sapere.
E stiamo parlando di un sapere universale, non un sapere locale o piccolo,
così come questo evento ha permesso ai partecipanti di cambiare prospettiva,
di guardare come un piccolo posto di montagna
non produce necessariamente cose piccole, ma può produrre anche grandi cose.
Guido Barindelli, che vedete in questa fotografia,
è un volontario, era uno dei volontari
dell’Associazione Nazionale Alpini e Protezione Civile durante l’evento,
e sta parlando in questa immagine, lo si vede,
con un volontario palestinese di Wikipedia
che gli insegna come caricare le immagini su Wikimedia Commons.
A me piace questo esempio
perché le immagini che poi carica Guido Barindelli di Esino Lario,
fisio-terapeuta,
sono immagini dell’Himalaya,
perché è una persona che sia dal punto di vista del lavoro viaggia,
sia per la sua passione per le montagne, sia per volontariato,
la sua conoscenza del mondo
è quello con cui contribuisce a Wikipedia e ai progetti liberi.
Partecipare a Wikipedia credo che dovrebbe essere anche un po’
il messaggio che mi piacerebbe dare come finale di questa presentazione.
E l’Italia? Non è messa benissimo.
Quando abbiamo organizzato Wikimania,
abbiamo deciso che avremmo parlato non di Esino, non di Wikimania,
ma di come l’Italia può essere su Wikipedia.
Wikipedia arrivava in Italia:
come fare in modo
che il nostro patrimonio sia su questa enciclopedia?
In particolare per l’Italia,
è particolarmente complessa la questione dei monumenti:
in Italia non c’è la libertà di panorama
e mettere fotografie di monumenti su Wikipedia è estremamente complicato.
Uno può immaginare che fa una fotografia a una chiesa,
a della archeologia industriale,
– e poi monumento vuol dire qualsiasi cosa che ha più di 30 anni –
ha una bella villa in un paese o in un centro storico
e poi la carica su Wikipedia.
In realtà il processo è molto più complesso.
Servono le autorizzazioni del proprietario, della sovraintendenza,
a volte servono anche i diritti
dell’architetto che ha costruito l’edificio,
se non è morto da almeno 70 anni.
Quindi questo problema delle autorizzazioni è veramente chiave,
quindi se avete una bella casa che ha almeno 30 anni,
se siete attivi in un comune, se lavorate per il FAI,
date le autorizzazioni,
perché questo è il modo, veramente,
di permettere a dei volontari, a dei cittadini,
di documentare il proprio patrimonio
e di renderlo condiviso e accessibile su Wikipedia,
che, di fatto, è la più potente fonte di informazione.
Forse si potrebbe fare qualcosa di più, e cambiare direttamente la legislazione.
E questo, forse, è un’altra cosa che si può fare con il tasto ‘Modifica’.
Grazie.
(Applausi)
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