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EurHope: l’Europa in stallo e da dove ripartire | Alessandro Fusacchia | TEDxSantAnnaSchool


sono un po di anni che si ripetono che

l’europa install sia bloccato tutto

e guardate che un momento abbastanza

delicato e pericoloso perché l’apnea

può durare solo un periodo di tempo

limitato e quindi è abbastanza

importante capire perché siamo finiti

in questo stallo perché a un certo

punto tutto si è bloccato quel

meccanismo semi tomati dato che era

stato messo in piedi e questo importante

capirlo per poter provare a ripartire

allora io vorrei anzitutto provare a

ragionare in prospettiva un po storica

lo stallo delle europea non ha a che

fare con la cronaca adesso siamo

abituati che ogni giorno ci ripeto che

ci siamo bloccati

è un processo storico molto lungo quale

questo processo storico allora proviamo

a prendere il periodo in cui siete

vissuti vuole sostanzialmente gli

allievi della scuola il sant’anna dal 92

fino al 2016 e lo possiamo spaccare a

metà due primi 12 anni e gli ultimi 12

anni è abbastanza interessante perché

noi abbiamo un punto estremamente

importante nel 92 con il trattato di

maastricht perché usciamo un po

dall’europa solo economica e cominciamo

a fare dei piccoli passi verso

un’integrazione più forte anche su

altri campi a partire dall integrazione

politica

questo percorso continua fino al 2004

perché abbiamo altri trattati che

vengono firmati altri piccoli passi

avanti che non sono dei salti in avanti

enormi che però ci permettono di

continuare ad andare avanti a progredire

il picco di questo ce l’abbiamo nel 2004

quando proviamo addirittura scrivere

tutti insieme una costituzione europea

è però negli anni successivi questa

costituzione viene bocciata quindi è

come se avessimo fatto un po di salita

verso la vetta della montagna e da

allora stessimo ricominciando a scendere

e ricominciando a scendere basta vedere

quello che forse anche tutti voi

ricordate un po più come memoria storia

negli ultimi anni si parla di crisi

dell’euro di crisi della grecia nel 2016

abbiamo sospeso schengen

abbiamo rimesso in discussione uno dei

principi fondamentali su cui è

costruita europa cioè che tutti

possiamo liberare liberamente circolare

per non parlare ovviamente quello che è

successo e regno unito con la black city

allora la domanda è come siamo arrivati

in questo stallo

ora che cosa vuol dire stallo stato

sostanzialmente vuol dire che a un certo

punto non riesci più a raggiungere

dove ti sei dato che fai fatica e ti

fermi da cosa viene questo stallo quali

sono gli obiettivi dell’integrazione

europea che non riusciamo a raggiungere

molto semplicemente pace sicurezza e

prosperità economica e solidarietà ora

fate attenzione adesso che cosa è

successo in maniera abbastanza

interessante nel corso del tempo quando

questi obiettivi sono stati decisi

quindi negli anni cinquanta

semplificando e per i primi decenni

volevano dire delle cose molto concrete

molto specifiche pace e sicurezza

usciamo dalla seconda guerra mondiale

voleva dire scongiurare una nuova era

fra la francia la germania

sostanzialmente la prosperità economica

significa assicurare le quattro libertà

di circolazione quindi beni servizi

capitali e personalità una circolare

liberamente in europa e voleva dire

costruire un mercato unico e la

solidarietà era essenzialmente aveva a

che fare con la politica di coesione con

i fondi strutturali quindi prendere

delle risorse da alcune regioni d’europa

di distribuirle in altre regioni sempre

all’interno della stessa europa

che cosa succede all’inizio degli anni

90 e quindi che cosa è successo da

allora fino ad oggi che noi abbiamo

sempre gli stessi obiettivi di prima ma

per raggiungerlo dobbiamo fare più

quelle cose ora penso che nessuno dubiti

che almeno nel breve periodo

speriamo vediamo che cosa succede tra

fra una settimana

francia e germania cominciano a farsi la

guerra però dobbiamo non per questo

fare delle cose per assicurarci che ci

sia pace sicurezza in europa

semplicemente questa cosa adesso molto

più a che fare con la lotta al

terrorismo con la gestione tra

virgolette dei cosiddetti stati falliti

ciò che gli stati che stanno imponendo

sono storicamente implosi anche alla

frontiera

pensiamo al nord africa dell’europa la

prosperità economica e certamente

completare il mercato unico ma oggi

significa molto più fare dei buoni

accordi internazionali su tante materie

diverse sul commercio sui dati

sull’ambiente e la solidarietà la

solidarietà è ancora fondi strutturali

in buona parte ma soprattutto a che fare

con questioni enormi come le migrazioni

qual è la differenza fra questi due

blocchi per i primi decenni

dell’integrazione europea noi potevamo

raggiungere gli obiettivi che ci siamo

dati semplicemente fra di noi dentro i

nostri confini dentro le nostre

frontiere

devo metterci d’accordo fra europei per

poter avere quegli

che cosa succede all insegna di 90 che

per raggiungere quegli stessi obiettivi

e quindi per fare controllo del

terrorismo per poter fare accordi

internazionali per poter gestire o

provare a gestire l’immigrazione non

bastiamo più dubbi insieme come europei

gestire dialogare e negoziare fuori

dall’europa quindi capite che la cosa

fondamentale che successe che negli

ultimi 25 anni ci siamo inceppati si è

creato questo stallo perché siamo stati

incapaci di adattare le istituzioni che

hanno creato per raggiungere quegli

obiettivi quando bastava gestirsi fra di

noi europei al nuovo mondo e quindi non

siamo riusciti a passare da questo

sguardo interno a questo sguardo esterno

alle nostre frontiere

ora la vera domanda è perché siamo

stati incapaci cioè che cosa è

successo allora le istituzioni che erano

state create all’inizio e che poi hanno

preso il nome di questo metodo

comunitario prevedevano sostanzialmente

un meccanismo di governance perché

avevamo paura di fare il governo di fare

il government e questi siamo concentrati

a fare la governance la governance a

prevedeva in maniera semplificata che

c’era la commissione europea che

proponeva e poi c’erano il parlamento

del consiglio che con decidevano ora il

meccanismo era tutto più complesso ma

il principio generale era che tutti

partecipavano alla presa di decisione

quindi è un processo molto più

partecipato molto più consensuale molto

più inclusivo problema qual era che

quando qualcosa non andava bene quando

qualcosa non va bene non sai con chi

piglia tela non c’è sostanzialmente

assunzione di responsabilità perché

tutti hanno partecipato non è quel

meccanismo classico

ora noi viviamo in un paese in cui

famosa l’espressione piove governo ladro

quindi non voglio dire che dovevamo

necessariamente arrivare fino a lì ma

allo stesso tempo c’era un po più come

dire di complessità a capire la

differenza di responsabilità e chi era

deputato a fare cose a livello europeo

inoltre abbiamo sempre avuto paura della

parola politica a livello europeo

non ho sempre parlato di politiche

quindi le varie come dice pezzi

settoriali che dovevano essere portati

avanti abbiamo avuto sempre un approccio

molto giuridico tutta l’integrazione per

poter fare qualcosa a livello di unione

europea bisognava che ci fosse una base

in un articolo di un trattato e

soprattutto come ad esempio la corte di

giustizia voto ruolo fondamenta

quindi per 30 anni 40 anni

l’integrazione avanzata molto grazie a

una dimensione giuridica e molto poco

politica una dimensione molto tecnica

per non parlare del fatto che abbiamo

dato alle europee l’integrazione europea

molti poteri regolatori

pensate alla politica di concorrenza ma

relativamente un piccolo bilancio e

quando non è un bilancio non puoi fare

vere politiche distributive che cosa è

successo negli ultimi anni negli ultimi

25 anni semplificando abbiamo continuato

ad insistere sul fatto che dovevamo

scampare come la peste qualsiasi forma

di politica come d’europa come spazio

politico

al punto che siamo arrivati quasi al

paradosso di costituzionalizzare tutto

cioè di vincolarci da soli togliendo

dallo spazio decisione politica

qualsiasi decisione il 3 per cento del

rapporto del recinto sul sul pil fissato

a maastricht ha quindi 25 anni fa siamo

veramente sicuri che non si possa

ritoccare che non si possa ridiscutere

che non si possa ripensare oppure è

diventato un dogma totale veramente

anche giusto così ma il fatto che non

si possano imporre discuterne vi dà

l’idea di come abbiamo tentato nel tempo

di imbrigliarci da soli le mani tutti

completamente

per non parlare del fatto da un certo

punto quel triangolo istituzionale tra

commissione parlamento e consiglio è

diventato una piramide e al vertice di

questa piramide c’è il consiglio

europeo quindi le riunioni regolari dei

capi di stato e di governo che

ovviamente decidono tutto è ovviamente

le altre istituzioni sono diventati

istituzioni subordine ma capite che

quando a decidere ea un consesso di capi

di stato e di governo è un consesso in

cui ogni partecipante pensa prima

proprio stato che all’interesse comune e

quindi c’è stata questa profezia di

nazionalizzazione

per non parlare del fatto che noi

abbiamo il parlamento più strepitoso

del mondo in europa il parlamento

europeo è un parlamento che non si può

sciogliere prima del termine è un

parlamento che non esprime la fiducia a

un governo sostanzialmente è un

parlamento che non mette le tasse ora

capisco che è impopolare parlare di

tasse però se ci pensate noi la

democrazia in europa a partire dal regno

unito lo abbiamo costruito sul principio

no taxation without representation

cioè non mi puoi passare se non mi dai

la possibilità di eleggere i

rappresentanti

ora il parlamento ora funziona al

contrario abbiamo i rappresentanti ma

questi rappresentanti non possono alzare

e abbassare le tasse quindi non possono

creare quella dimensione di

quindi le politiche intesa come

maggioranza opposizione come scelte

nette perché non tutte le scelte

possono essere consensuali e quindi che

cosa è successo che quel meccanismo che

avevano inventato per fare

l’integrazione europea un po di pilota

semiautomatico un certo punto negli anni

70 negli anni 80 ha funzionato benissimo

per portarci al 1992 e quindi per

sviluppare quell’integrazione quando

dovevamo decidere solo fra noi europei

ma si è inceppato completamente e non

è più utile per poter fare adesso il

passaggio successivo e sono 25 anni che

stiamo un po arrancando quindi lo stallo

attuale che cosa c da c da che non

abbiamo un’europa attrezzata con

strumenti necessari per raggiungere gli

obiettivi che ci siamo dati guardate che

sono obiettivi importanti non abbiamo

esaurito il potenziale di questo

meccanica istituzionale che ci eravamo

dati

abbiamo invece delle politiche delle

decisioni che dobbiamo prendere molto

poco consensuali e molto divisive

pensate all’immigrazione partendo

dall’assunto che probabilmente nessuno

stato da solo può fare abbastanza

decidere non decidere è molto più

bianconero che non una sfumatura di

tanti grigi mettendo intorno a un tavolo

almeno sui principi di base rispetto

alle decisioni che vogliamo prendere su

quello e ovviamente questo che cosa ha

comportato che rispetto a delle sfide

epocali che avevamo davanti

all’inizio degli anni 90 avevamo

all’avanguardia con europa abbiamo

cominciato ad essere raggiunto da altri

siamo sempre meno all’avanguardia e

stiamo sempre meno capaci

collettivamente come continenti e di

dare risposte ai cittadini a fronte di

queste sfide globali e quindi la

risposta quali è inevitabilmente che i

movimenti reazionari si stanno facendo

largo in tutta europa

mi chiamo relazionali non a caso perché

populisti e una cosa che se qualcuno sta

distratto pensa che c’è dentro la

parola popolo sono quasi bene e poi

ormai qualsiasi cosa non ci piace lo

chiamiamo comunista invece parliamo i

movimenti nazionali la gente che vuole

chiudere vuole mettere i muri che vuole

farci tornare a una specie di epoca

dell’oro che non è mai esistita

ora bastava la depressione che facciamo

nel senso che una volta che tu puoi dire

prendi atto lucidamente che stai un po

andando scivolando pericolosamente che

la storia che sta portando verso un

apnea prolungata che finisce come

sappiamo tutti con il rischio di

affondamento

la domanda che uno si fa ma c’è qualche

speranza in giro secondo me ci sono dei

segnali deboli molto interessanti cioè

inconsciamente o più o meno

consciamente abbiamo costruito comunque

anche in questi 25 anni alcune cose

alcune completate alcune in fieri che

stanno un po lì e che creano un humus

fertile su cui si può intervenire e

sono ripetuti segnali deboli però su

cui possiamo da cui possiamo ripartire

anzitutto la mobilità ora per fare gli

europei non è che lo facciamo con i

trattati non è che lo facciamo lo

facciamo facendo esperienze comuni al di

fuori della nostra ciascuno di noi non

si sente solo necessariamente pisano o

senese un reatino si sente anche

mediamente toscano laziale italiano

perché banalmente lui la sua famiglia o

qualcuno dei suoi amici o qualcuno dei

suoi parenti per larga di ha fatto

l’esperienza in altre città fuori dal

suo comune

ecco la stessa dinamica dobbiamo

riprodurre in europa quindi l’idea un

certo punto di insistere molto sulla

mobilità è fondamentale perché la

mobilità e la connessione in generale

ci porta a fare esperienze comuni che

sono il vero fattore di integrazione

quando per l’integrazione non parliamo

di integrare le istituzioni ma parliamo

di sviluppare un’identità comune che ci

permette di sentirci parte di una

comunità più ampia e qui abbiamo tre

esempi molto semplice molto conosciuti

35 in 30 anni abbiamo tre milioni e

mezzo di studenti erasmus

abbiamo una situazione in cui le

compagnie low cost

cominciano a trasportare più passeggeri

e quindi a facilitare la lo spostamento

degli europei più delle compagnie

tradizionali e abbiamo la fine del

roaming a partire dal 2017 dal giugno

2017

la tecnologia inciso molto su questo

dobbiamo sfruttare 15 anni fa era

impensabile alla fine del roaming

perché tutti dicevano le compagnie

della comunicazione e lo accetteranno

mai

poi certo punto qualcuno segmentato

bocciato quindi o lo abbatte o comunque

telefoni gratuitamente lo stesso in giro

per l’europa

secondo aspetto di granello interessante

la sfera pubblica europea ora sfera

pubblica europea

io sono stato parecchio a bruxelles a

bruciare sono tutti convinti che il

resto dell’europa assomiglia a bruxelles

quindi sono tutti di tutto il mondo

tutta europa parlano tutte le lingue e

non si capisce come mai il resto del

mondo non li capisca ecco quando

parliamo di sfera pubblica europea siamo

lane una cosa diversa

stiamo parlando che assistiamo sempre

più spesso a dei giornali

e delle televisioni che lo stesso giorno

danno la stessa notizia in diversi paesi

europei quindi in spagna in francia in

grecia in italia si dibatte lo stesso

giorno dello stesso macro tema

importante semplicemente facciamo e

dibattiti per sì lo so ancora non

sappiamo che quel giorno in cui c’è un

grosso problema di un barcone affondato

nel mediterraneo non se ne parla solo in

italia se ne parla anche in spagna e

quindi si creano delle polarizzazioni

dei dibattiti polarizzati in diversi

paesi

quindi questo è una sfera pubblica

europea incompiuta molto in noce però

è interessante perché a un certo punto

si potrebbe come dire assistere ad

un’evoluzione di questo individuati di

pubblici paneuropei

visto che siamo alla fine a discutere

lungo le stesse linee di divisione sullo

stesso tema lo stesso giorno e poi nei

trattati abbiamo messo qualche segmento

interessante una cittadinanza europea a

partire da maastricht quelli nati dopo

il 1993 sono cittadini europei

io non sono nato cittadino europeo lo

sono diventato però questa cittadinanza

europea presenta un po di quella cosa

che vi dicevo prima di questo approccio

un po troppo giuridico quindi fornisce

garantisce a tutti i cittadini europei

qualche piccolo diritto aggiuntivo

piccolo grande diritto aggiuntivo ma non

ha ancora maturato significativamente

come potrebbe e poi abbiamo questo

strumento molto poco utilizzato che

l’iniziativa europea un milione i

cittadini di sette mesi possono chiedere

alla commissione di proporre di fare

leggi in un determinato ambito su cui

ovviamente lui europea competenza questo

non è stato assolutamente sfruttato ma

in realtà uno strumento potentissimo se

ci ricordassimo che come dire in

democrazia non funzionano solo le

elezioni rappresentativi a un certo

punto i cittadini si possono mobilitare

su delle cose a volte importanti e

potenzialmente di futuro che facciamo

adesso

allora sicuramente va da sé che non

siamo proprio in acque

facilissime perché abbiamo dei seri

problemi di tenuta della democrazia in

alcuni paesi dentro l’unione europea e

per non parlare dei ai confini né

europea e perché assistendo a un

ritorno di povertà e disuguaglianze

quindi abbiamo alcune sfide vocale su

cui dobbiamo operare

allora sono un po di tempo di tempo che

ritorna questo dibattito anche

quest’anno nei 60 anni facciamo l’europa

più velocità proprio più veloce da

significa ormai 28 27 non si capisce

nemmeno troppi prendiamo un nucleo duro

che ci sta e con questo nucleo duro

cerchiamo di avere andare avanti tutti

insieme quali sono i problemi rispetto a

questo questa dinamica primo a non ci

scordiamo che nei trattati

c’è ancora spazio intendo alle regole

del gioco attuali per poter fare delle

piccoli passi avanti ma stiamo ancora

parlando di quello che gli inglesi

definirebbero nice to have delle piccole

cose che aiuterebbero ma che non

cambiano lo schema da gioco generale

secondo prevedere trattati non c’è

storia io quando avevo l’età degli

allievi del sant’anna che frequentano

oggi stavamo alla fine di quel picco di

crescita sostanzialmente è il mantra

che ci ripetevano era se dobbiamo far

avanzare l’europa qual è il prossimo

trattato che facciamo oggi quando ce

l’abbiamo un prossimo trattato il

prossimo trattato servirà per tornare

sarà la prima volta in cui faremo un

trattato per tornare indietro

sarà un trattato che servirà per far

uscire un paese e figuratevi se gli

altri 27 riusciranno mai a mettersi

d’accordo per fare un salto quantico in

avanti quindi non ci sono le condizioni

politiche per fare tramite un approccio

giuridico se volete un come è stato

fatto per 30 anni 40 anni europa un

salto avanti serio ultimo attenzione al

ristorante e al menu l’europa la cart

con la chiamano non confondiamo l’europa

dove lo cita con l’europa la carta

l’europa la carta significa che su ogni

singolo dossier

vediamo quali sono gli stati che sono

d’accordo ad andare avanti il giorno che

ancora vi amo li abbiamo chiuso tutto

perché viene fuori una cacofonia

istituzionale che rispetto alla

governance di cui parlavo prima non lo

capisce più nessuno quindi il sospetto

è che mentre tutti dicono che per

salvare l’europa ci serve qualche

ulteriore riforma istituzionale

aggiungo io purtroppo

probabilmente marginale dobbiamo provare

a pensare da completamente agli antipodi

di questo e quindi mi sono messo a fare

un esercizio molto semplice preso una di

queste parole e ci ho messo lo porta e

ho provato a vedere che cosa veniva

fuori forse dobbiamo tornare a fare quel

che hanno fatto 60 anni fa hanno fatto

60 anni fa forse possiamo riprovare a

fare uno sforzo e a immaginarci qualche

cosa che non sia inerziale incrementare

rispetto al passato però qui abbiamo

usato una parola pomposa rivoluzione ma

in realtà qual è la differenza fra

riforma e le riforme intervengono su

pezzi dello schema e provano a

migliorarlo aggiustarle quei

probabilmente dobbiamo ripensare tutto

lo schema complessivo dobbiamo smettere

di essere istituzionali e dobbiamo

ritornare al primato della politica

molto semplicemente lo capisco che non

va di moda però l’approccio

istituzionale tecnocratico è stato

strepitoso per 40 anni ma adesso non

funziona più quindi inutile accanirsi e

l’ultima ovviamente dobbiamo fare le

cose in maniera netta

dobbiamo ripensare profondamente lo

schema ora per fare questo dobbiamo

provare aggregare e dobbiamo chiederci

però se ci abbiamo abbastanza persone

in giro che hanno voglia tempo testa e

lucidità in questa direzione e quindi

io vi faccio delle domande la prima dove

stanno gli europei perché non è che

questa integrazione europea come dire

sta scritta in qualche testo sacro che

sia la bibbia si al corano né tantomeno

ce l’hanno ordinati medici quindi se ci

rendiamo conto che questa roba funziona

solo perché nel nostro interesse che

quindi siamo diventati tutti troppo

piccoli come stati per poter gestire

alcunché di rilevante per le nostre

vite quotidiane e quindi se non andiamo

a beccare quella parte dei cittadini

europei che già sono consapevoli di

queste programma metterle insieme

rischiamo che gli altri quelli che

vogliono chiudere le frontiere non hanno

bisogno di aggregarsi perché ognuno giu

delle sue di frontiere pro ma anche per

tenerli aperti da un essere tutti

d’accordo tenerle aperte quindi vedrete

che c’è uno svantaggio competitivo

quindi ci dobbiamo attrezzare

organizzare dove sono finiti i nativi

europei nel loro paese con quelli che

secondo me sono nati dopo il 1993 la

cittadinanza allora di che parliamo

prima ora molti dei nostri giovani

molti di voi si sentono già

naturalmente europei sentono a casa

ovunque in europa sono consapevoli di

essere cittadini europei chiuso come

identità e spesso sono anche attivi

come cittadini attivi come attivismo

civico me volontariato nelle proprie

comunità

non fate l’errore di pensare che il

mondo in cui siete cresciuti starà lì

per i prossimi 24 25 anni perché se non

ci attiviamo e se non si attiva la parte

più giovane della popolazione europea

in realtà rischiamo di tornare

seriamente indietro e la terza domanda

è l’ultima domanda dov’è finita la

politica la politica intesa come delle

cose belle delle cose nobili

la politica è stata storicamente la

rivendicazione di un diritto si faceva

una battaglia perché uno credeva che

fosse giusto ottenere qualcosa

la politica era la lotta contro

l’ingiustizia la politica da uno

strumento di avanzamento ora vi faccio

notare che tutto questo meccanismo

istituzionale tecnocratico è stato

costruito per 40 anni e che secondo me

ha avuto un valore per quel periodo

storico è nato grazie alla politica

negli anni cinquanta non è nato grazie

alla tecnica oa chissà quale meccanismo

astruso quindi forse dobbiamo riscoprire

la politica e vi faccio notare un’altra

cosa

dal 90 dall 89 e 92 sempre quel periodo

la generazione dei trentenni di oggi di

quarantenni di oggi è cresciuta un po

con l’illusione che ormai la strada

fosse segnata ci fosse quella e bisogna

solo camminare lungo quella strada lì e

quindi ci hanno un po raccontato e noi

ci abbiamo creduto per molti anni che

non servisse la politica se il viso

semplicemente usare buon senso e invece

adesso stiamo scoprendo che il mondo è

molto più polarizzata è molto più

diviso di quello che pensavamo e non

siamo stati apprezzati a gestirlo questo

mondo gestito così è organizzato così

e quindi la riscoperta della politica è

fondamentale per poter ritornare a fare

il tipo di battaglia e c’è sempre anche

perché se non le scopriamo un certo

tipo di politica la politica la faranno

quelli che vogliono uscire la faranno

quelli che quando scendono 250 mila

persone in una piazza in romania fanno

finta di niente e continua andare avanti

con una legge che sana reati di

corruzione e in generale la faranno

quelli che cercano di dividere e di

dividerci

ora c’è un cinese così non parliamo

sempre del

che qualche tempo fa ha detto che il

miglior tempo per piantare un albero era

20 anni fa e che il miglior momento era

adesso signore si chiama confuso ecco a

me sta venendo il dubbio che il miglior

momento per dire fare l’unica cosa che

ci manca in europa dove abbiamo creato

le istituzioni comune abbiamo creato i

cittadini comuni ci manca la politica

comune e quindi come facciamo ad

abbattere le ultime frontiere che poi il

tema il 13 di oggi che sono le frontiere

della politica nazionale e quindi il

miglior momento per partire

probabilmente era nel 92 era quando

dovevamo avremmo dovuto essere molto

lucidi e capire che stava cambiando

tutto che ci saremmo entrare in un lungo

periodo di stallo e quindi forse è

arrivato il momento di far nascere un

movimento politico europeo perché

l’unica maniera che noi possiamo avere

per contrastare tutti coloro che

rischiano invece di approfittare di

questo stallo

guardate non devono fare grandi cose

basta mantenere lo stallo per un altro

po che accogliamo tutti e quindi è

arrivato il tempo di mobilitarsi tutti

ricordandosi una cosa molto bella alla

fine chi è questa qui che siamo tutti figli delle stelle grazie

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