
come vediamo il mondo il punto di vista
del fisico di cosa parlo parlo della
relazione che c’è tra la realtà fisica
che c’è fuori di noi e la percezione
che abbiamo dentro di noi questo è un
problema di cui sempre ci siamo occupati
perché forse tutti noi abbiamo avuto
almeno una volta una domanda di ma quel
colore rosso che vede il mio amico è
uguale al mio colore rosso è lo stesso
colore rosso che vedo io perché questa
è l’unica cosa che realmente ci
possiamo chiedere fino in fondo
e allora questa è una domanda nuova no
è una domanda che in fondo
tanti hanno avuto pensiamo alle o part
di leopardi delle operette morali dice
il volgo si inganna pensando che i
colori siano qualità degli oggetti
quando lo sono della luce ed è molto
profondo leopardi ma è incompleto
perché la realtà attorno a noi che poi
percepiamo non dipende solo da la luce e
dagli oggetti ma da qualcosa di più
sarebbe bello per il fisico se la
realtà si fermasse qui a una luce che
colpisce l’oggetto è un oggetto che la
riflette ma per parlare di percezione
c’è bisogno di qualcosa di più
che cosa manca in questa figura per
parlare di percezione
manca un dio che vede ci vuole un io che
vede per poter parlare di percezione
anzi direi di più ci vuole un mio che
vede per poter parlare di conoscenza
perché la conoscenza è sempre
l’incontro tra un oggetto esterno di noi
è un soggetto da questo scambio nasce
quella che chiamiamo la conoscenza e
forse dante l’ha detto meglio di tutti
quando dice perché così da sensato
apprende ciò che fa pochade intelletto
degno ciò che fa pochade intelletto
degno noi lo apprendiamo da il mondo
sensibile ma
poi ci mettiamo del nostro e questo non
è soggettivismo questo è il bello
dell’avventura conoscitiva umana vediamo
qualche esempio guardiamo per esempio
quest’immagine vedete se da fisico
definisco una grandezza che si chiama
luminanza ecco che la luminanza che
cos’è è la quantità di luce che dalla
superficie arriva ai nostri occhi
e in questa immagine creata double 8
vediamo un’immagine grigia scura e sotto
un’immagine chiara
provate a chiedervi quante volte
l’immagine sotto è più luminosa di
quella sopra due tre quattro volte più
luminosa fatevi questa domanda perché
per fare scienza bisogna farsi delle
domande e bisogna tentare delle risposte
corrette o no lo dirà l’esperimento ma
tentare la risposta è parte di
affrontare il problema
bene vi siete risposti vi do la risposta
corretta
quante volte la parte sotto e più
luminosa è esattamente uguale ci
credete
sarebbe interessante chiedere quanti ci
credono ma la risposta più corretta
probabilmente non crederci perché è
vero ma è difficile crederci allora
proviamo a convincerci che è vero che
è esattamente la stessa luminanza sopra
e sotto trovate adesso a seconda di dove
siete seduti con due tre quattro dita
provate a cancellare la zona centrale
provate a cancellare questa zona qui e
ditemi se le due immagini non diventano
molto molto molto più simili tra loro
perché e questo è il bello di questa
immagine
il nostro occhio non è un rivelatore
assoluto di luce non ci dice la
quantità di luce che giunge in quel
momento ci dà sempre un altra
informazione il contrasto il nostro
occhio anche fisiologicamente
inevitabilmente fa sempre un confronto
tra due zone
in questo modo ci dà informazione sul
contrasto dell’immagine
spesso quando si vedono queste immagini
si dice il nostro cervello sbaglia
sbaglia perché interpretato male ma non
è vero questa è una forza
cervello che ci fa vedere in questo
momento la realtà in questo modo per
aiutarci a vederla meglio per aiutarci a
vedere meglio il contrasto però per chi
ancora non fosse convinto vediamo se
davvero mi convinco con questa
animazione ancora c’è differenza
ma adesso sono davvero completamente
uguali è il bello del nostro cervello
non si ferma qui guardate questa
scacchiera la scacchiera di adelson e
guardate il punto a al punto b
il punto oscuro e il punto chiaro della
scacchiera
adesso io quello che semplicemente
faccio è ritagliare a e spostarlo su b
guardate di nuovo sono esattamente lo
stesso colore è quasi impossibile
crederci ma è così
che cosa sta accadendo in questo momento
quello che sta accadendo e che il nostro
cervello vede un’ombra e allora non ci
propone la realtà fisica così come ma
ci propone una sua interpretazione è
più corretta perché ci dice ehi dice
un’ombra e se lì c’è un’ombra il
colore vero è un po più chiaro di
quello che davvero stai guardando
perché c’è di mezzo l’ombra poi certo
in questa situazione creata ad hoc
sbaglia ma nelle altre mille situazioni
che quotidianamente la nostra realtà si
trova affrontare fa correttamente e ci
fa vedere la realtà belli vedete come
davvero è sempre un incontro tra un
oggetto è un soggetto il prossimo è un
esperimento molto importante per capire
questo dovete seguire quindi le
indicazioni molto bene fissate il
puntino nero al centro della diapositiva
e non muovete l’occhio non muovete
l’occhio finché non lo dirò io ok io
tra qualche secondo cambierò
diapositiva ma voi non muovete l’occhio
muovete l’ho solo quando io dirò
muovete a quel punto potrete ma fino a
quel momento anche se cambio di è
positiva non muovete l’occhio ok ci
siamo si è capito io
procedo allora cominciate fissate
fissate comincia un conto alla rovescia
10 9 8 7
bene fra poco cambio diapositiva baboi
vi prego non muovete l’occhio ecco sto
per cambiare non muovete l’occhio non
muovete l’occhio non muovete l’occhio
muovete ora bene avete visto i colori
avete visto il cielo azzurro il prato
verde tutte queste belle cose
ebbene vi do una notizia il prato verde
il cielo azzurro non sono presenti sul
mio computer non sono mai stati
proiettati riproviamo così vediamo se
ci credete
fissate il pallino quando io cambierò
se mantenete la fissazione vedrete i
colori stupendi apparire mali state
mettendo voi vi state mettendo voi
perché voi state vedendo i colori
complementari di quelli giusti la vostra
retina si adatta ai colori complementari
di quello giusti tutto il sistema visivo
si adatta e quando vi faccio vedere il
bianco voi invece del bianco vedete
bianco meno il colore cui vi siete
adattati anche questa debolezza diventa
una forza del nostro sistema visivo
quando poi ci troviamo in ambienti
pensate il polo sud tutto bianco e ci
dobbiamo adattare a quel bianco di
sfondo pronti 5 4 3 2 1 via a che bel
cielo azzurro che prato verde ma lo
state mettendo voi ma questo non pensate
sia soggettivismo questo è il bello
dell’incontro è un oggetto è un
soggetto
questo è per chi fosse appassionato e
volesse fare da sé un’immagine di quel
tipo con qualche conoscenza di
fotoritocco può noi all istituto
nazionale di ottica svolgiamo anche
ricerche appunto sulla relazione che
c’è tra la luce e la percezione visiva
tentando in qualche modo di misurare
l’immisurabile perché vogliamo davvero
mettere alla prova la relazione che c’è
e allora ad esempio abbiamo provato a
fare esperimenti per vedere la
preferenza soggettiva dei dipinti
rispetto alle luci che usiamo per
illuminarlo
sapete che ora ci sono nuove
illuminazioni a led che offrono nuove
soluzioni e noi abbiamo fatto una serie
di esperimenti in un laboratorio che
abbiamo presso l’opificio delle pietre
dure e bello avere un laboratorio
all’opificio delle pietre dure perché
se chiedi qualcosa per un esperimento
diceva il bisogno di un quadro e loro ti
fanno raffaello può andare e diciamo
che può capitare di peggio per un
esperimento di percezione visiva che
raffaello e in questo dipinto e anche
abbiamo scelto un dipinto di un artista
contemporaneo giovanna rasario abbiamo
poi visto come oggi ci stiamo adattando
a nuove fonti di luci l’illuminazione a
led innovativa comincia ad essere
veramente bella ed apprezzata e poi
cominciamo ad apprezzare molto queste
nuove sorgenti ci stiamo cominciando
adattare a nuove forme di illuminazione
misurare l’immisurabile quindi un
tentativo ma guardate che davvero la
relazione tra luce oggetto e percezione
visiva importante guardate questo
filmato in cui preso da super quark e
quando sono venuti nel nostro
laboratorio in cui vedete come sia ai
cibi sia i dipinti cambiano apparenza al
cambiare di quello che la luce manda su
di loro ma questo è realmente
affascinante perché allora si capisce
che anche usare alla luce
l’illuminazione anche usare la luce
l’illuminazione come vedete diventa una
sorta di interpretazione di quello che
abbiamo davanti e uno potrebbe dire ma
è corretto è corretto interpretare la
realtà è corretto offrire
un’interpretazione la realtà non
dovremmo filologicamente presentare solo
quello che c’è
io dico beh non solo è corretto è
inevitabile quando guardiamo il mondo
non possiamo farlo se non sotto una luce
e quindi il lavoro di chi per esempio
illumina un quadro come la cappella di
eleonora di toledo a palazzo vecchio
così era illuminata dalle lampade
incandescenti
così è illuminata dai led o ad esempio
sant’agostino nello studio
eccolo illuminato dalle lampade a
incandescenza
illuminati dai led diventa il lavoro di
un’interpretazione che però non si può
non fare perché senza la luce
noi non possiamo vedere la realtà così
come se voi ascoltate mozart non potete
leggere la partitura ma dovete sentirlo
interpretato e quale mozart preferite
preferite il requiem della sua
interpretazione filologica con le voci
bianche gli strumenti d’epoca o poi
avrei delle interpretazioni di von
karajan fosse più romantica meno
filologica dipende però non c’è dubbio
che questa interpretazione è un lavoro
continuo è un lavoro continuo che mette
in gioco la realtà quello che c’è e
noi e da questo continuo scambio la
conoscenza che non è mai fissa ma va
avanti e diventa sempre qualcosa e della
ricerca uno si accorge che quello che
era un punto d’arrivo è diventato un
punto di partenza poi per andare avanti
quanto è veramente significativo allora
quello che uno dei più importanti
studiosi di scienze le visioni ricevi
gregory dice in un suo volume quando ci
fa notare che mettendo insieme pezzi
noi non abbiamo la risposta definitiva
non possiamo capire l’orologio non è la
semplice somma dei pezzi che lo
compongono
così la realtà e la nostra percezione
non è la semplice somma dei pezzettini
che torna noi troviamo non è questo la
somma della nostra percezione e dice
gregory il tempo che l’orologio misura
è un’altra cosa ancora allora questa è
davvero la sfida che noi ci troviamo ad
affrontare
certo uno potrebbe dire ma allora c’è
ancora tanto da capire
nel rapporto tra la percezione visiva la
realtà noi la luce sì c’è ancora
tanto da capire e ne siamo contenti
vuol dire che c’è tanto lavoro da fare
perché il lavoro scientifico e così è
un lavoro che continuamente ci pone
davanti nuove domande il desiderio di
conoscenza continua a essere vero
e continua a porci nuove domande nuove
sfide da affrontare
e il bello di una relazione continua
della conoscenza che è sempre qualcosa
che non è fisso ma che nasce da uno
scambio tra noi e la realtà in cui
ognuno di noi ha da dire qualcosa è
veramente il fascino dell’avventura con
cui chiunque di noi si scontra ogni
giorno facendo ognuna delle cose che fa
[Applauso] [Musica]
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