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Pounding the rock – elogio della perseveranza. | Davide Pessina | TEDxRovigo


davide scusate stavo cercando di fare

qualcosa per la voce è quella che

purtroppo allora il tempo il tempo dello

sport un aspetto essenziale

ecco qui un esempio magari mi sposto che

ingombro

procedi lascia trascorrere il tempo sei

secondi ancora per l’azione della felice

8 al termine della partita premierà il

tiro da tre allo scadere prende il ferro

4 secondo in tre secondi due secondi con

totti per forti libero sotto teresa del

vecchio maestro in sede

bene

qualcuno di voi per caso sa che partita

è bene non me l’aspettavo pensavo di

dover mettere invece immagini di rugby

visto la terra comunque si è una delle

partite più famose della storia del

basket italiano alla finale scudetto

1989 tra livorno e milano più

precisamente la gara 5 l’ultima decisiva

gara 5

quello che avete visto sono proprio gli

ultimi secondi milano avanti di un punto

sbaglia un tiro c’è la possibilità per

livorno di provare a correre in

contropiede e di prendere un tiro cosa

che fa con andrea forti che tira sulla

sirena

allo scadere da lì si entra in un mondo

surreale per mezz’ora almeno insomma da

una parte milano nello spogliatoio

festeggia lo scudetto in campo livorno

coi tifosi festeggia lo scudetto

i giornalisti confusi segue i fotografi

si guardano intorno ai vecchi

fotografiamo nel dubbio fotografano

tutti così sicuro la squadra che ha

vinto l’ha fotografata finalmente una

mezz’ora dopo qualcuno riesce a entrare

nello spogliatoio dove si erano ritirati

gli arbitri ed esce con la notizia il

canestro non è buono e arrivato dopo lo

scadere lo scudetto di milano qualche

giorno dopo alla domenica sportiva

cercano di dare una risposta un minimo

più scientifica diciamo per cui

basandosi sulle immagini televisive

analizzano i frame non sto a spiegarvi

frame perché non li ho capiti comunque

sono frazioni di secondo dell’immagine e

viene fuori che effettivamente il

canestro è arrivato dopo lo scadere di

un decimo un decimo abbondante

ovviamente io lo racconto sereno perché

giocava milano fosse stato a livorno

probabilmente lo racconta lei con altri

toni

detto questo e per fare il giusto per

fare un esempio che a volte nello sport

un secondo un decimo di secondo

possono decidere una partita possono

decidere una stagione

possono decidere a volte veramente anche

una carriera intera

però ci sono anche tanti altri tipi di

tempo per esempio uno più temuto in

assoluto dagli atleti sono i tempi di

recupero da un infortunio dove oltre

alla fatica al dolore ea quel brutto

strisciante pensiero che forse non

tornerai più quello di prima

c’è un altro aspetto che forse mai

quello che pesava di più è quello in

cui tu sei da solo se non secoli tuoi

compagni non vivi la vita quotidiana

della squadra non va in trasferta non ti

alleni non giochi non partecipi e questa

una sensazione per chi fa sport di

squadra abbastanza spiacevole

poi c’è un altro tipo di tempo ancora

che forse potrei chiamare tempo dilatato

io l’ho accusavo ai massime e

dell’attesa della partita dell’evento

soprattutto quelle importanti tutti

svegli la mattina e davanti non so 10

ore e ti sembrano cento l’orologio

continuamente le lancette immobili

sembra 6 isterico nessuno ti può stare

vicino momenti di solitudine

poi pranzi provi a fare a dormire un po

non sempre ci riesce

poi arriva l’ora di andare al campo

mediamente un’oretta e mezza un’ora e

mezza prima della partita lì anche se

non sembra possibile

il tempo rallenta ancora sale la

tensione tu cerchi di ingannarla con

piccoli rituali piccole scaramanzie che

in qualche modo pensi ti possono far

sentire un po più sicuro approcciare

meglio la partita

poi finalmente si gioca si alza la palla

2 e banda entra in un mondo diverso

tutto è velocissimo caotico quasi

frenetico non hai più tempo per pensare

poi solo fare una cosa affidarti i tuoi

istinti però questi non sono istinti

innati sono istinti che in qualche modo

tu hai dovuto costruire e l’unico modo

che ha per costruire questi istinti e

lavorare in palestra e tutto il lavoro

che c’è a monte in primis le ore che

ogni giocatore passa in palestra per

lavorare sul suo corpo sul suo gioco per

affinare i suoi pregi per limare i suoi

difetti per perfezionare il suo gioco

un movimento la meccanica di un gesto

che ti permette di farlo sotto pressione

quando non hai tempo per pensare che ti

permette di renderlo il più possibile

naturale quasi automatico appunto

perché per poter prendere delle

decisioni veloci preferibilmente giuste

sotto pressione tutto questo lavoro è

decisivo

e tutto questo a tutto questo lavoro ti

permette a volte purtroppo sola volte di

sperimentare un altro tipo di tempo

non so come chiamarlo tempo sospeso

forse ai miei tempi lo chiamavano trance

agonistica

adesso quelli che che parlano bene lo

definiscono stato di flow stato di

flusso ed è una sensazione unica

ti senti al centro di tutto intorno a te

sembra che tutto rallenti che sai

perfettamente quello che sta per

succedere

doveva il pallone doveva un avversario

quello che fa il compagno io non so mai

stato capace di ricrearlo sarebbe troppo

facile ogni volta però a volte davvero

così succede ed è veramente una

sensazione meravigliosa

per diventare migliore è solo una parte

dell’equazione perché ovviamente il

basket è uno sport di squadra come il

rugby e allora c’è bisogno di cercare

di rendere un gruppo un insieme di

persone che sono eterogenee per

provenienza per caratteristiche tecniche

per caratteristiche umane e caratteriali

cercare di renderle un gruppo un gruppo

omogeneo un gruppo unico

un gruppo che in qualche modo parla lo

stesso linguaggio tecnico e che sa cosa

aspettarsi uno dall’altro e anche qui

l’unico modo per farlo è passare del

tempo in palestra tutti insieme

gregg popovich allenatore san antonio

spurs squadra professionistica americana

con cui ha vinto cinque titoli negli

ultimi anni è considerato uno dei più

grandi allenatori di basket di sempre

sostiene che il segreto del loro

prolungato successo è solo uno ogni

anno ricominciare da capo

dalle basi dalle fondamenta non importa

quanti giocatori magari c’erano già

l’anno prima quanto poco sia cambiata la

squadra quanti giocatori siano lì da

dieci anni e queste cose le abbiamo

fatte

centinaia di volte non importa è

l’unico modo non puoi prendere

scorciatoie non puoi saltare dei

passaggi perché ti devi dare il tempo

di sbagliare e di correggere gli errori

deve avere la pazienza di sbagliare e di

correggere gli errori

solo questo è il modo per riuscire

avere in qualche modo successo solo

questo è il modo di poter essere in

qualche modo pronto quando davvero la

tensione sarà alta per sottolineare

questo aspetto per ricordarlo gregg

popovich ha fatto attaccare questo

cartello nello spogliatoio dove c’è una

frase una frase di jacob ris via

coprisse un era un sociologo americano

di origine danese di metà 800 primi 900

e l’ha fatta a tradurre nella lingua di

ognuno dei giocatori presenti nella

squadra per esempio quando io ho

visitato lo spogliatoio ce n’era una in

italiano in portoghese un francese uno

spagnolo e ovviamente in inglese per i

giocatori americani

il titolo che potremo dare a questa

frase credo sia il credo del

tagliapietre o se volete in inglese

pound in the rock e più o meno

recita così quando niente sembra

aiutare io vado a vedere il lavoro di un

tagliapietra che colpisce centinaia di

volte la roccia senza che si veda una

crepa poi alla 101esima la roccia si

apre in due ma io so che non è stato

quell ultimo colpo sono stati 100

precedenti ecco al di là cat

trovo che sia una bella frase che forse

dovremmo tenere a mente

ogni tanto nella vita quando davvero

niente sembra funzionare

mi ricordo una parola una bella parola

perseveranza una virtù che anche questa

forse dovremmo tenere più presente

praticare di più nella nostra vita

perché davvero può aiutare

tornando a quella partita

io all’epoca avevo 21 anni e pensavo

più o meno inconsciamente chissà

quante altre volte mi capiterà di

giocare partite del genere anche perché

la sensazione è brutta non era e

ovviamente immaginate 0

ok ho giocato altre finali magari

importanti uguali ma finale il furetto 0

in più l’atleta da una carriera

relativamente breve per ovvi motivi un

giorno ti svegli il tuo corpo ti dice

amico

basta non ce la facciamo più in qualche

modo insomma gli sportivi sono merce

deperibile e quando ho smesso di giocare

mi sono reso conto che forse non ero

riuscito a vivere tutti i momenti come

che insomma per tornare al tema di oggi

quei 40 minuti in più oggi

adesso mi piacerebbe riuscire a

prenderli per apprezzare per apprezzare

di più tutto anche i momenti di

tensione anche quelli di stress anche la

fatica che può essere anche terapeutica

in tante situazioni

insomma quello che sto cercando di dire

che vinciate o che perdiate godetevi

l’attimo più che potete

grazie

beh red

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