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Poetry: An Agent for Change | Juliet Lubwama | TEDxYouth@DSA


tu
ciao ragazzi, mi chiamo Juliet e lo farò
recitare due poesie per te oggi e il
il primo è intitolato 1 novembre
la gentilezza di mia madre e il
la gentilezza di ottobre potrebbe essere sorelle
mi prendono per le radici e richiedono
che ho detto amarezza come foglie se
solo tutto ciò che è servito per cambiare è stato spargimento
per sapere che ricominciare significa te
deve abbandonare tutto ciò che mia madre
oceani lottati per le staccionate bianche
e promesse di eredità di colori rosati
lei Fathoms è cambiata meglio di me
eccomi qui un futuro stagliato qui
sono diciassette e sognano realtà
che solo noi possiamo passare qui dove il
la terra diventa un mendicante abbiamo modellato il nostro
i propri continenti sono in attesa di essere
ridefinito come i mari infantili rinati ancora
Sto aspettando in piedi sotto il cielo coperto
le mani gialle e arancioni ruzzolano giù le mie
indietro
il braccio logorato dalle intemperie sulla mia spalla
Sole e sensibilità al massimo e
ricorda a qualcuno che il mare mi ricorda
respirare riempire me stesso con una nuova stagione
passare l’estate per l’autunno c’è bellezza
in qualunque cosa accada le parole diventano
mondi nei nostri palmi da qualche parte c’è
bellezza e impermanenza autunnale e
correndo e questo
e il secondo poema che ho per te oggi è
titoli che cercano di trovare casa
i miei genitori hanno attraversato l’oceano spezzandosi
pantaloni e filosofie rilassate tra loro
i denti come le noci occidentali appresero ma
straniero e come si tengono
come mele impregnate d’acqua che penzolano dal
stelo che trova asilo inaspettato con
estranei alla familiare cadenza nella loro
tonifica le case l’ una dall’altra
ma quando un cugino domanda dove sono
dalla mia lingua diventa un salmone rosa e
sconcertante come se una risposta potesse essere
trovato in una vita il mio albero genealogico è
logoro e calpestati assediati dalle tempeste
dittatori per schiavitù con cui sono arrivato i miei parenti
libri di testo che pesano sulla loro testa e
catene alle loro caviglie ancora in a
terra dobbiamo ancora chiamare casa nostra
i vicini vedono le nostre mani di cacao se
sono cosparsi di sangue o acqua salata
anche questo può diventare un santuario
grazie
[Applausi]
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