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Mio figlio in rosa | Camilla Vivian | TEDxVicenza


nella mia vita ho sempre avuto poche

certezze però di una cosa sono sempre

stata sicura e cioè che c’erano i

maschi e che c’erano le femmine

poi sono cresciuto e sono diventata

mamma e ho avuto tre figli

la grande è una femmina 13 anni il

piccolo e un maschio a sette anni e

quello di mezzo come dice lui è un po

tutte e due un maschio e una femmina è

a 9 anni mio figlio infatti fin da

quando era piccolino ha sempre mostrato

una predilezione per tutto quello che

apparteneva al mondo femminile dai

vestiti ai giochi al modo proprio di

giocare alle immedesimarsi soltanto in

tutti quelli che erano i personaggi

femminili dei cartoni animati o anche

dei videogames e è così e io

onestamente non ci ho mai trovato niente

di male mia figlia aveva sempre giocato

con il lego dei pompieri è permesso li

voleva giocare con le principesse disney

non c’era assolutamente nessun problema

finché intorno ai 3 anni ha

incominciato a chiedervi mamma ma

quand’è che posso diventare una bambina

e lì ho capito che effettivamente

poteva esserci qualcosa che non era

esattamente lo stesso che aveva

riguardato mia figlia ho cominciato a

farmi delle domande anche se l’ho sempre

lasciato libero di essere quello che lui

si sentiva di essere ho cominciato a

informarmi però non ho mai trovato

assolutamente niente che riguardasse

l’argomento finché un giorno sospinta

dagli amici che mi dicevano che

sbagliavo ad assecondarlo che dovevo

cominciare a comprargli le macchinine

robot i fucili sono andato da una

psicologa dell’infanzia e mi sono

informata per sapere da lei se facevo

bene o facevo male questa psicologa mi

ha detto che non mi ha assolutamente

parlato di identità di genere e mi ha

soltanto parlato mi ha detto forse tuo

figlio da grande sarà omosessuale per

cui io sono tornata a casa ho detto va

bene pace per me non era un problema e

ho continuato a lasciarlo libero di

essere però contemporaneamente mi sono

messa a parlare con i miei amici

omosessuali chiedendo loro come era come

era stata la loro infanzia se per vedere

se trovavo degli argomenti che potevano

essere condivisi con la vita di mio

figlio

e loro mi dicevano che loro non avevano

mai sentito l’esigenza di essere femmina

non avevano mai voluto vestirsi da

femmina o giocare con le cose da femmina

per cui mi dicevano mi spingevano a

indagare oltre e io non trovavo mai

niente finché a un certo punto mi sono

avuto l’illuminazione siccome io parlo

molto bene inglese di mettervi a cercare

in inglese e nei momenti in cui mi sono

messo a cercare in inglese mi sono resa

conto che fuori dall italia esisteva un

mondo infinito di bambini come il mio e

di famiglie come la mia in cui i bambini

non si riconosceva nel loro sesso

biologico

cercando su internet soprattutto nei

paesi anglosassoni stati uniti

inghilterra australia ho visto che il

quello che poteva essere definito

diciamo il problema anche se di problema

non si trattava di mio figlio era che

esistono moltissimi bambini che nascono

biologicamente di un sesso ma non si

riconoscono nel loro sesso biologico

perché realtà esiste un sesso

biologico è un sesso psichico e io devo

dire la verità quando ho scoperto

questa cosa non mi sono sentita

angosciata mi sono sentita sollevata

perché trovando una una motivazione

sapevo anche un po come muovermi come

come agire e facevo spesso l’errore fino

a qualche anno fa di andare da mio

figlio e chiedergli ma tu ti senti

maschi o ti senti femmina e lui ogni

volta mi guardava molto stupito ci

pensavo un attimo e poi mi diceva boh io

mi sento io e io lì per lì questa

risposta non la capivo e poi in poi dopo

un po di tempo ho capito che in realtà

lui aveva ragione ci siamo noi cresciuti

in un pensiero binario in cui l’uomo è

un maschio o femmina che tendiamo a

catalogare le persone fin da quando sono

piccoli e incastrare in uno stereotipo

di genere che deve appartenere per forza

o al maschile o al femminile in realtà

un bambino è una creatura vergine da

tutti i punti di vista e se non è

influenzato dall esterno è

semplicemente chi è e se osserviamo la

società che ci circonda questa b narita

sta diventando sempre più

estrema in tutti in tutto quanto appunto

dagli ovini kinder che ormai sono da

maschio da ferma in una volta c’erano

meno killer era uno fine la penna bic

era uno adesso anche da penna bic c’è

da maschio e c’è da femmina i vestiti

fin dai bambini piccolissimi sono da

super sembrano delle mini delle mini

donne queste bambine e maschi dei

superuomini fin da piccolini per cui dei

bambini che si sentono non perfettamente

rappresentati dallo stereotipo di genere

di adesso cominciano poi a un certo

punto a sentire l’influenza del mondo

esterno che gli deve per forza

indirizzare da una parte o da

quell’altra e anche i genitori tendiamo

a fare l’errore di mandarli oh di qua oh

di là

anche perché effettivamente più

semplice perché nel momento in cui

rimane così nel mezzo e le persone non

sanno darti un etichetta le persone

vanno in crisi

mi ricordo l’anno scorso mi pare con mio

figlio c’era stato un periodo difficile

a scuola c’erano dei bambini che lo

prendevano in giro e quindi la maestra

era andato un po in crisi non sapeva

più come gestire la situazione e siamo

andati insieme dalla psicologa che per

un periodo che aveva fatto una

valutazione a mio figlio per capire fino

a quando lui poteva se a quanto potesse

sentire il disagio di questo suo modo di

essere diverso diciamo dal normale e mi

ricordo che dopo aver parlato con la

psicologa la psicologa mi ha detto

guarda via tuo figlio che se si sente a

disagio che se lo sa come gestire la

situazione sia bisogno di parlare con me

io sono qui a disposizione perché

quando sono andata a casa che l’ho detto

e lui mi ha guardato e mi ha detto mamma

e non devo andarci e dalla psicologa

io non ho nessun problema a vestirmi

come mi vesto può essere chi sono sono

gli altri che ci devono andare per

capire perché loro fanno fatica a

gestire un bambino che c’è una

maglietta rosa effettivamente devo dire

che questo argomento mette in

discussione tutto il nostro modo di

vedere di vedere la realtà

se uno riesce ad andare oltre e capire

questi bambini che cosa riescono a

insegnarti

il fatto è che spesso i bambini che non

vengono

citati che effettivamente non si

riconoscono nel loro sesso biologico e

vengono costretti nel a vivere nello

stereotipo che la società si aspetta da

loro crescendo arrivano poi a un certo

punto prima della pubertà che non

possono più giocare sulla cosa perché

con la pubertà

a quel punto o se maschio o sei femmina

se questi bambini non sono stati accolti

e anno non hanno sviluppato un carattere

abbastanza forte

vanno totalmente in crisi si è visto io

l’ho io sono io parlo sempre da mamma

per cui non do termini scientifici però

i dati ci l’unico dato scientifico che

per me è essenziale dire è che questi

ragazzini quando arrivano alla pubertà

quelli che non sono stati accolti della

famiglia il 41 per cento tenta il

suicidio e spesso ci riesce

io pensavo che fosse un dato così un po

era dato per spaventare invece in

realtà poi confrontandomi con altre

famiglie

ho avuto la risposta che effettivamente

era così questi bambini spesso

diventano anoressici perché sanno che

se non mangiano si blocca lo sviluppo e

allora il corpo non si sviluppa oppure

diventano bulimici perché ingrassando

il seno si nasconde diciamo nel

sovrappeso tutta una serie di credi di

cose che sono veramente tremende per cui

questi bambini vanno assolutamente

accolti fin da piccoli tutto questo di

cui ho parlato fino adesso ha un nome e

il nome disforia di genere la disforia

di genere è una mal sopportazione e il

genere ovviamente il genere biologico la

disforia di genere purtroppo è ancora

inserita all’interno del manuale

diagnostico e statistico delle malattie

psichiatriche a me onestamente quando mi

hanno detto questo e pensavo a mio

figlio mi è preso un colpo anche

perché onestamente mio figlio un

bambino simpatico intelligente come

tutti gli altri gioca birbone come tutti

non ha nessuna caratteristica di un

bambino che possa avere una malattia

psichiatrica

in realtà il problema è che è la

società che non accettando t a un certo

punto ti crea tutta una serie di

effettivamente di disforia edimar

sopportazioni però non non è una cosa

innata di questi di questi ragazzini si

se arriva un certo punto che faticano ad

accettare il loro corpo però quanti

bambini adolescenti faticano ad

accettare il loro corpo se intorno hanno

avuto una famiglia accogliente degli

amici accoglienti e la scuola

accogliente ci arrivano più o meno come

tutti gli altri

il mio problema era stato che per

scoprire tutte queste cose mi ero sempre

dovuta rivolgere all’estero per cui

parlare con le associazioni all’estero

con le famiglie vedevo una conferenza le

conferenze ted degli stati uniti mi

hanno sempre aiutato tantissimo perché

spesso parlavano delle mamme che

raccontano le storie identiche alla mia

è però in italia non non c’era mai

assolutamente niente e chiedevo se

qualcuno conosceva dei bambini come il

mio nessuno conosceva dei bambini come

il mio finché a un certo punto ho

deciso di aprire un blog che è il mio

blog che si chiama mio figlio in rosa e

che racconta appunto la nostra storia

che non è stato scritto per

esibizionismo è stato scritto perché

anche sotto parere della della psicologa

a cui io spesso mi rivolgo per consigli

su come comportarmi

ho pensato che se mi esponevo io

raccontando normalmente la mia storia

senza nessun tipo di vergogna perché

non c’è niente di cui vergognarsi anzi

è probabilmente delle famiglie che

erano nella mia stessa situazione

avrebbero contattato me esattamente come

io avevo contattato le famiglie

all’estero e quindi a fine agosto ho

aperto questo blog ho parlato con i miei

figli ho chiesto loro che cosa ne

pensavano loro erano d’accordissimo anzi

mio figlio era strafelice perché così

ha detto che non

che le persone avrebbero cominciato a

sapere come era la sua storia e quindi

forse si sarebbero trovati anche degli

altri bambini che condividevano le sue

stesse passioni effettivamente appena

uscito il blog piano piano hanno

cominciato a contattarmi a contattarmi

delle famiglie e adesso siamo un po da

tutta italia

mi hanno contattato anche dall’estero

famiglie italiane che abitano in nuova

zelanda a new york in inghilterra che

hanno il problema che lì vivono serene

ma quando poi vengono in italia hanno i

nonni gli zii e cugini che vanno in

crisi perché non capiscono che cos’è

questa storia e quindi piano piano

parlandole perché fondamentalmente il

problema che c’è è che non c’è

informazione per cui bisogna parlarne

non bisogna vergognarsi non c’è niente

di problemi insomma le cose di

vergognarsi nella vita sono altre

questi bambini sono bambini come tutti

gli altri forse gli va dato un occhio di

riguardo in più perché effettivamente

possono avere più difficoltà a

integrarsi

però a parte quello non non c’è non

c’è niente che non vada quindi io oggi

ha 46 anni grazie ai miei figli ho

capito che non esiste solo masche solo

femmina ma esiste una varietà infinita

di possibilità e tutte vanno

assolutamente accettate ma soprattutto

ho capito mio figlio ha mai insegnato

che nessuno va giudicato e così la cosa

che io dico sempre a tutti è di

raccontare la mia storia di raccontare

le storie simili alla mia di non di non

tenersi le cose per sé ed a non

giudicare quando ci troviamo di fronte a

un adulto che non rappresentano la

nostra idea di persona il nostro

stereotipo di maschio col nostro

stereotipo di femmina perché quello

adulto di oggi era il bambino che oggi a

mio figlio e che quindi ha bisogno anche

lui di tutta l’accoglienza di tutta la

comprensione di cui hanno bisogno tutti quanti

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