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Memorie di mammiferi | Alessandro Treves | TEDxLecce


buonasera togliere la memoria è una

persona e come svuotarla come rubarle

l’identità e prima di venire alta dex

di lecce lo sapevamo già per esempio

guardando salvator dalì nel suo quadro

i cassetti della memoria

ma dove sono questi cassetti della

memoria e sono davvero dei cassetti

davvero mettere degli episodi della

nostra vita e memoria un po come riporre

dei maglioncini o dei calzini in un

sistema con tanti cassetti partiamo

proprio dall’inizio quando si forma la

nostra identità individuale

all’inizio noi siamo un tubo di tubo

neurale che ha varie zone visto in

sezione e il primo evento che ci accade

dopo circa quattro settimane dal

concepimento in termine tecnico si

chiama eva jin azione

vuol dire che della parte anteriore del

tubo neurale si estroflettono vengono in

fuori quelli che sono gli inizi dei due

emisferi cerebrali poi l’embrione

continua a svilupparsi nel corso delle

settimane questa parte anteriore del

tubo neurale i due misteri vengono a

crescere sproporzionatamente sempre di

più fino a che nell’individuo adulto

visto in una sezione simile naturalmente

a scala diversa abbiamo che gran parte

del nostro cervello è diventato quello

che noi chiamiamo corteccia cerebrale si

è una parte che viene da da una certa a

porzione del tubo neurale essenzialmente

è tutta un sistema che ha a che fare

con la memoria però dentro questo

sistema di memoria che occupa la gran

parte del nostro sistema nervoso

c’è un pezzo particolare

è il pezzo che si sviluppa a partire

dalla sezione in rosso del nostro tubo

neurale è quello che nell’individuo

adesso come che siamo diventati

in sostanza delle macchine per la

memoria

allora per capirlo partiamo ancora più

indietro

partiamo dalla creazione da tutti tutte

le spese create dalla potente ci

possiamo chiedere com’è che fra tutte

queste specie da tutte queste specie

siamo venuti fuori noi non è stato un

processo casuale da einstein sappiamo

che l’onnipotente non gioca a dadi

ma sono stati in sostanza altri due

una è il gioco delle tre carte e quando

fra le tre classi di vertebrati avanzati

i rettili e mammiferi e gli uccelli

l’onnipotente ha scelto i mammiferi e

poi in una fase successiva milioni di

anni dopo

fra tutte le specie di mammiferi si è

differenziata la specie umana con

caratteristiche precipue del sistema

nervoso e delle capacità della mente

allora possiamo raffigurarci questi due

processi in una maniera molto

semplificata schematica in questo

diagramma dove ho messo la struttura in

una dimensione la funzione nell’altro è

la prima cosa che succede è che i

mammiferi in rosso si distinguono dai

reti e dagli uccelli in blu e in verde e

qui il tempo va verso l’alto poi però

se continuiamo e cerchiamo di capire

commessi differenziano le varie specie

di nomi ferì è come se l’albero si

piegasse e il tempo adesso

valente verso destra perché questo lo

capiamo andando a guardare dentro il

cervello queste sono sezioni nel

cervello di sei diverse specie di

mammiferi quello che in cui ci

riconosciamo che di gran lunga il più

simile a noi è il maiale al centro in

basso ci sembrano diverse perché

cambiano degli aspetti in realtà

superficiali ci sono alcuni cervelli che

hanno molte più circonvoluzioni e

solchi e altri che sono più liscia

però la loro struttura interna la loro

l’organizzazione dei circuiti neurali in

particolare della memoria è la stessa

in tutti i mammiferi e questo lo vediamo

confrontando con invece una sezione di

un cervello di un rettile una lucertola

adesso vedete l’attenzione su questa

porzione della corteccia interna della

lucertola uno strato di cellule come

pallini in nero nei mammiferi qui è una

sezione di un di un cervello di

ornitorinco questa semplice strato di

cellule diventa una cosa di più

complessa ci sono come queste due c che

si facciano l’una con l’altra sembra il

logo di gucci

questo è l’ippocampo di un ornitorinco

che ha in sostanza lo stesso

dell’ippocampo di un ratto o di un gatto

o di un uomo

abbiamo tutti lo stesso ippocampo e le

diversa da quello dei rettili degli

uccelli un’altra parte della corteccia

la parte dorsale nella ricerca di nuove

un semplice e strato di cellule in un

mammifero come ad esempio in una china

diventa un sistema multi multistrato

quindi sia l’ippocampo che la corteccia

cerebrale sono diverse nei mammiferi

rispetto a quello che erano né rettili

e sono diversi anche dagli uccelli

è come se la differenziazione dei

mammiferi dei redditi degli uccelli

fosse una differenziazione un salto di

nella struttura del sistema nervoso c’è

una nuova struttura come un nuovo

microchip invece la funzione non cambia

con un salto così drammatico cambia

continuatamente questa la transizione

verso i mammiferi

quando poi si differenziano le varie

specie di mammiferi e abbiamo i vari

cervelli dei mammiferi

abbiamo una situazione opposta abbiamo

cervelli che variano si nelle dimensioni

come potete vedere quello più in alto e

cervello umano però la struttura

interna è sempre la stessa anche se ci

sono delle ovvie differenze funzionali

c’è un salto funzionale almeno fra gli

umani e le altre specie di mammiferi

allora se la struttura è la stessa

possiamo cercare di capire come la

memoria funziona sulla base di questa

struttura possiamo cercare di capire

andando avanti sulla strada che è stata

aperta da brenda milner 60 anni fa

studiando pazienti cerebrolesi

in particolare il paziente più famoso

anremo la son era questo signore che per

essere curato di un’epilessia

particolarmente intrattabile ha subito

si usava in quegli anni una lobotomia

vedete che nel diagramma a sinistra è

il cervello di ecm rim all azione dopo

la lobotomia manca tutto un pezzo che è

il lobo temporale include l’ippocampo

lui è rimasto una persona gioviale

sorridente intelligente come era prima

di subire questa lobotomia però è

diventato un messico ha completamente

perso la memoria la capacità di

ricordare le cose che succedevano nella

vita di tutti i giorni ha mantenuto

alcune dei ricordi

dopo forse me ne sentiremo parlare di un

altro caso diverso ma analogo a questo

ha mantenuto alcuni ricordi degli anni

remoti della sua infanzia ma ha avuto

un’amnesia completa del degli episodi e

delle cose che mi sono successe negli

anni dalla lesione e fino a quanto ha

vissuto che si è morto poco tempo fa il

fatto che la struttura del sistema

nervoso che si occupa della memoria

l’ippocampo è anche il resto della

corteccia cerebrale siano abbiano la

stessa organizzazione nell’uomo e nelle

altre specie di mammiferi permette di

andare avanti sulla strada tracciata da

brenda milner spostandosi su specie

nelle quali è possibile e facile andare

dentro il cervello e dentro l’ippocampo

la struttura in rosa in un roditore nel

diagramma in basso e dentro vediamo

quella struttura interna con questa

doppia c e colorato in particolare è

questa regione che è così particolare

il giro dentato di cui non ho tempo di

raccontarvi le caratteristiche

sorprendenti

però vi posso dire in una slide cosa

fanno queste cellule del giro tentato lo

sappiamo

dagli studi di john o’keefe che ha avuto

il premio nobel nel 2014 e che ha

studiato cosa fanno i neuroni

nell’ippocampo di un fatto quando il

ratto semplicemente cammina

nell’ambiente e quello che ha visto è

che ci sono neuroni che rappresentano

ciascuno una posizione nell’ambiente il

neurone si attiva quando il ratto passa

attraverso una specifica posizione

dell’ambiente

questa posizione però non è non è

stata assegnata a quel neurone dal

codice genetico come abbiamo sentito

prima o

non li viene dal da doverli euron e

dentro il circuito è una assegnazione

casuale è come se a ciascun neuroni

dell’ippocampo venisse assegnata una

parte per rappresentare quello che sta

succedendo all’animale il neurone come

un attore e gli dice tu adesso ti occupi

di rappresentare questo questi neuroni

dell’ippocampo devono rappresentare il

fatto che l’animale in quel momento di

tempo si trovi in una certa posizione

adesso questo capacità dell’ippocampo

di distribuire i suoi neuroni come

attori per mettere in scena qualcosa che

sta succedendo all’animale è la base

del ruolo dell ippocampo nella memoria

delle memorie si formano nell’ippocampo

perché nella corteccia non si

potrebbero depositare così rapidamente

le esperienze come noi le viviamo

allora vengono assegnate a ciascuna

esperienza una rappresentazione una

specie di dramma che viene svolto nell

ippocampo da attori i neuroni che si

prestano a questo e che poi lo

rappresentano

alla corteccia a tutte le altre zone

della corteccia tante e tante volte fino

a che la memoria si consolida nella

corteccia quelle memorie che vale la

pena vs che vale la pena di

rappresentare perché l’individuale

vuole ricordare allora questa immagine

che ne esce da questa

da questi studi è quella di una memoria

nella corteccia che non è un semplice

golfino riposto in un cassetto è un

qualche cosa di dinamico di cangiante

come i camembert gli orologi della

persistenza delle memorie di salvador

dalì la memoria è un qualche cosa che

ricaviamo ogni giorno godendosi lo

spettacolo che ci dà il nostro

[Musica] [Applauso]

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