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La percezione artificiale al servizio dell’uomo | Luca Ascari | TEDxCesena


buongiorno a tutti se vi chiedo cosa

vedete in questa immagine cosa mi

rispondete lo vedete un cane c’è un

dato nata da qualche parte li in realtà

non c’è nessun d’annata sono macchie

bianche e nere se gli chiedo se vedete

un triangolo bianco dove tutti lo

vedrete in realtà non c’è la vostra di

accortezza la parte più recente del

nostro cervello che fonde il flusso di

informazioni che arriva dagli occhi e

con quello che io vi ho detto dovete

cercare nell’immagine e quindi completa

la percezione in questo caso visiva è

un sottile strato di 2 3 mm attorno al

cervello che con un algoritmo solo

tratta appunto allo stesso modo e crea

le percezioni tattili visive ci porta a

ragionare ci porta ad interagire ed è

strutturata in modo gerarchico quindi lo

vediamo con questo esempio

seguendo il flusso della della luce che

attraverso il nervo ottico arriva alla

zona occipitale del nostro cervello

incontra la prima cortezza 1 e ci sono i

neuroni che elaborano le informazioni

più semplici il loro output sale in q2

e poi da lì in v4 dove vengono

processate le informazioni più

complesse quali quelle del movimento

quindi le percezioni in realtà è il

risultato di due flussi di informazioni

1 dal basso verso l’alto e uno dall’alto

verso il basso quindi l’oggetto della

mia ricerca e il cervello

solo chi lo scoperto tardi quando ho

iniziato il dottorato la scuola

sant’anna di pisa e l’interesse era ed

è ancora per l’interazione uomo

macchina interessavano i robot come i

robot interagiscono con l’uomo

le loro implicazioni mediche soprattutto

e come interagiscono necessariamente con

l’ambiente in cui si muovono prendendo

come sorgente di ispirazione come l’uomo

tradisce con con l’ambiente i sensi

principali per per me erano quindi la

vista e il tatto nei due sensi

esplorativi per eccellenza l’uomo però

è un animale complesso troppo complesso

per essere preso portato i ma in

robotica

allora ho bisogno quindi di modelli più

semplici epa noi vediamo 21 per quanto

riguarda il sistema visivo e uno per

quanto riguarda il sistema tattile hanno

qualcosa in comune la mantide religiosa

e questa talpa si chiama con di lura

cristata o talpa dal muso stellato e lo

scopriamo con un altro esperimento

adesso vi chiedo di chiudere gli occhi e

di mettere di appoggiare la mano destra

sulla sulla nostra gamma senza muoverla

avrete una percezione tattile alcuni

capiranno di che cosa ha fatto il

tessuto altri no

il tutto risulterà più facile se

questa mano cominciato a muoverla e

quindi la vostra percezione tattile si

arricchisce entrambi questi animali per

avere una percezione completano di

dov’è la preda nel caso della mantide

con gli occhi al caso della della talpa

col nasone muovono la mantia di si muove

a destra e sinistra e il naso invece

della talpa dal muso stellato si muove

fatto dire i 22 appendici sensori usate

che vengono mosse dall animale

quindi il mio approccio alla interazione

uomo macchina era ed è quello della

discrezione intelligente

che passa attraverso sistemi per

trasformare le esperienze in memorie

memorie che possono essere interrogate

utilizzate per pianificare il movimento

quindi necessario ex in machine learning

che ho scoperto anch’io un passo alla

volta

questa è un’architettura che va molto

di moda oggi in architettura profonda

organizzata in modo gerarchico e sono

nodi ognuno dei quali ha una si fa un

modello nella parte di mondo a cui è

esposto e passa questo modello ai nodi

superiori vediamo modo semplice come

funziona pensiamo ai nodi cimas più in

basso quelli che sono a contatto con i

sensori per esempio in questo caso con

microfono e quindi riconoscono le

lettere sequenze di lettere dall’origine

alle parole quindi al meglio livello

abbiamo dei nodi che imparano sequenze

di lettere quindi parole le sequenze di

parole sono canzoni

quindi mentre mi trovo all’interno di

una canzone tutta la rete che è

essenzialmente una memoria distribuita

si troverà in uno stato consistente il

nodo in alto sopra dimensione nella

canzone hicks i nodi in basso sapranno

quali parole stanno sentendo perché

sono nella loro memoria e quindi possono

anche dirci se glielo chiediamo quali

sono le prossime parole che noi dobbiamo

aspettarci quindi questa rete è in

grado di apprendere memorizzare e quindi

anche predire quello che sta per

succedere nel momento in cui a

comprensione della situazione

adesso partiamo nel basso livello dei

nodi più a contatto con il mondo fisico

questo è l’argomento del mio dottorato

ed è una era un sistema robotico che

doveva permettere la navigazione

endoscopica all’interno

lo spazio subaracnoideo spinale quindi

è un ambiente liquido tra la più amata

della dura mater a contatto col midollo

popolato di radici nervose ed i vasi

sanguigni come si vedono nell’immagine a

sinistra che devono essere prima di

tutto la bellati si dice quindi

riconosciuti dal sistema e poi evitati

bisogna impedire al chirurgo di colpirli

con la testina dell’endoscopio perché

potrebbero danneggiarsi

in questo caso non c’è nulla che in

vari sono stato io a tecniche di

elaborazione digitale di immagini a dire

a insegnare al sistema questo nervo si

comporta così questa è una lena si

comporta cosa e ho potuto farlo perché

perché l’ambiente è abbastanza

semplice

dal punto di vista anatomico il problema

qui era più di controllo condiviso e

domande anche etiche importanti fino a

che punto il robot deve stare a guardare

fino a che punto può esimersi

dall’intervenire nel caso in cui il

chirurgo stia facendo qualcosa di

potenzialmente pericoloso ho percepito

come pericoloso e se la percezione del

questo è uno dei motivi per cui la

nostra società è piena di robot

industriali che fanno cose meravigliose

in azienda ma ci sono ancora robot

umanoidi in giro per le strade o nelle

nostre case

uno dei motivi è proprio che hanno una

percezione del mondo limitata ancora per

esempio nessuno ha una pelle tattile

degna di questo nome quindi che copre

completamente il robot che nei generi

informazione in real time che permetter

loro modo di sapere se sta colpendo una

persona appunto stai facendo male a

qualcuno

il il tatto è tutt’altro che un

problema senti se questa è la sfida

lanciata dalla toyota al mio blog sempre

sant’anna e la sfida era appunto quella

di riuscire ad afferrare con la mano

robotica senza alcuna programmazione dal

dall’alto o un pezzettino di tofu questo

formaggino viscido giapponese e quindi

la prima cosa da

da bioingegnere questo fatto mi sono

studiata come funziona e alla fisiologia

da ed anatomia del tatto umano quindi ho

scoperto che abbiamo quattro tipi

mercando recettori nella nostra pelle ne

abbiamo tanti si comporta nel mondo

diverso si sono sensibili ed aspetti

diversi della dell’esperienza tattile

però il raid è un modello troppo

complesso quindi torna in gioco la

nostra talpa dal muso stellato farsi

vedere la il suo naso e un’appendice

coperta di tantissimi organi di a reimer

si chiamano sono vendicano recettori

naturali che io ho sostituito ancora un

sensore che avevo a disposizione in

laboratorio in silicio amico fabbricato

non è solo un array scoperto di un pò

libero ha fatto diventare una pelle e ha

fatto in modo che generasse del delle

immagini delle immagini tattili queste

qui poi si poneva il problema di

elaborare queste immagini tattili in un

modo che fosse compatibile non come i 30

40 sensori che avevo a disposizione di

potenzialmente le migliaia di sensori

che compri sono una pelle tattile di un

robot umanoide quindi cercavo un

approccio soft computing che forse

parallelo che proprio non mi potesse

lavorare tutta l’immagine di un colpo

solo e che fosse in grado di generare

delle immagini tattili delle mappe

tattili delle immagini elaborate in cui

ognuna delle quali davano un senso a

quello che i sensori sentiva ma ce n’era

una sensibile che indicava le aree a

contatto stabile

un’altra che indicava le aree che invece

erano soggette a scivolamento un’altra

che indicava quali aree stavano per

essere soggetto scivolamenti e quindi

ero riuscito a salire di un livello

della delle mie piramide quindi ad avere

delle etichette semantiche quindi

contatto sicuro contatto con sicuro poi

stringere la mano e il risultato c’è

stato questo

un filmato della mano robotica che

riesce ad alzare un pezzettino di tofu

in modo sicuro e poi dimostro toccandolo

che è veramente un pezzettino di tofu

in un pezzo di plastica

adesso si dovrebbe vedere il sistema che

fretta eccolo lì bene il movimento

però di questa di questa maniera molto

semplice faceva soltanto apri e chiudi

alza e abbassa e altri quando movimento

comincia ad essere più complesse

esempio un movimento di un essere umano

e voglio analizzarlo ho bisogno di

salire un altro gradino nella piramide e

quindi sviluppare dei nodi che riescano

ad apprendere delle sequenze temporali

molto più lunga in questo caso è stato

chiesto dieci persone nei nostri

laboratori di effettuare la sequenza

yoga del saluto al sole indossando degli

accelerometri wireless

due i polsi e 2 caviglie un ora e l’out

di questi sensori è stato utilizzato

per insegnare ad un algoritmo che ha

imparato tutto da solo qual era la

sequenza di questo saluto al sole il

fatto che questa traiettoria che

rappresenta la memoria di questo nodo

sia chiusa e per il fatto che

l’esercizio è un esercizio periodico

figli la posizione vuole una posizione

12 sono nella stessa

quindi quando poi il

il sistema viene fatto funzionare in

tempo reale con una persona mai vista

prima è in grado di navigare nella

memoria utilizzando i suoi input e

identificare il neurone che volta per

volta è il più attivo e quando

l’europa mentre in alcune disposizioni

della memoria vuol dire che in una

posizione del saluto e qua si vede la

posizione riconosciuta attualmente è la

posizione che il sistema si aspetta di

vedere dopo se la persona sta facendo

l’esercizio in modo in modo corretto

l’immagine che vediamo qui non è

utilizzato in alcun modo per la

classificazione ma soltanto per per

vedere questo è stato portato in un

processore di uno smartphone e

funzionava in real time

a cosa serve tutto ciò abbiamo visto

che per l’interazione uomo macchina ci

sono tre ingredienti fondamentali un

cervello artificiale dei sensori il

movimento ast renderci un attimo abbiamo

bisogno di un’architettura che sia in

grado allo stesso tempo di memorizzare e

di computare diciamo di sensori e di un

loro è un body ma intorno dell’ambiente

accogliendo però tre sfide e sono tre

sfide che fanno la differenza 1 essere

capace di gestire una grande quantità

di dati e come quella che arriva dagli

occhi una belle tattile distribuita o da

degli accelerometri funzionare in real

time e farlo senza aver bisogno di un

data center

per funzionare per esempio utilizzando

uno smartphone con la piattaforma quindi

machine learning da solo l’intelligenza

artificiale non è in grado di risolvere

questo problema occorre un approccio

olistico

credo che tutti i tre gli aspetti

cosa si può fare per esempio nel

momento in cui la capacità di muoversi

viene meno di una persona

abbiamo degli scenari che oggi sono come

questo in alto vediamo una sessione di

riabilitazione di una persona per

esempio un post ictus in una sala

realtà virtuale immersiva c’erano

spunterebbe schermo ci sono dei sistemi

che acquisiscono movimento però vedete

che si trova in una sala attrezzata

proprio per questo poi c’è una mano

prostetica e una mano che recentemente

è stata controllata con il cervello da

un appuntato è però adesso ha bisogno

di un impianto corticale quindi e

pensate a quanto sarebbe meglio se

questa mano potesse da sola a gestire il

tutto il controllo di basso livello

quindi fare tutto quello che serve per

assicurare una presa sicura dell’oggetto

o tante altre attività che normalmente

facciamo come la nostra mano lasciando

alla persona con gli altri adesso il suo

cervello soltanto il controllo

dell’obiettivo di cosa voglio far fare

alla mano ho pensato appunto come

sarebbe bello se tutto quello che serve

per acquisire il movimento analizzarlo e

dare un feedback al paziente potesse

essere ospitato su uno smartphone quello

quello che stiamo facendo qui vediamo

una persona che alcuni accelerometri

wireless attorno a sé sta facendo un

esercizio riabilitativo di questo

esercizio viene analizzato memorizzato

prima sul terapista e poi dalla persona

e lemon astratti in temporanea degli

ulivi degli indici e che vengono

restituiti al paziente in modo da

permettergli di fare un’esperienza di

riabilitazione migliore accorciare i

tempi e migliorare i risultati però

un’altra cosa importante

dei limiti della riabilitazione attuale

sono le attività della vita quotidiana

quando una persona è finito magari dopo

un ictus dopo la riabilitazione

dell’ospedale daprà riabilitazione a

casa entra nella vita di tutti i giorni

fa cosa e spezie spesso in modo

peggiorativo non viene mantenuta la

qualità della riabilitazione

quindi un sistema che da solo riesca a

capire se sto lavando i piatti sì sto

camminando si sto sistemando si stanno

battendo il computer e mi dica che va da

sé dirmi no attento ricordi di stendere

su un braccio a stendere sulla gamba a

tracciare un grande aiuto

oppure se lo stesso esercizio o un altro

esercizio lo faccio con un caschetto in

testa e registro l’attività cerebrale

prima e durante il moto posso

accontentare il sogno e lo stiamo

facendo di svelare quali l alfabeto

invece a livello cerebrale dei comandi

motori delle azioni motorie in modo da

permettere ad una persona che non può

più farlo di comandare un robot una

protesi qualcosa che lo faccia in

sostituzione funzionale vede le sfide

sono sono tante sono rendere questa

intelligenza artificiale e ben

funzionante su piattaforme piccole

permetterle di adattarsi automaticamente

alle singole persone perché ognuno di

noi si muove in modo diverso ognuno di

noi pensa in modo diverso e lo sforzo

per fare il training di queste di queste

protesi deve scendere deve permettere di

rendere queste protesi funzionanti in

modo continuo tutto il giorno di capire

da sole quando è ora di intervenire e

quando no nessuno sfide affascinanti

siamo ben lontani della

raggiungere l’obiettivo questo è il

piccolo gruppo di ricercatori con

l’onore di coordinare insieme i nomi di

altri che ci dona la mano su tematiche

specifiche perché come ho detto prima

l’approccio non può che essere olistico

ci sono compito sanctis ci sono i

matematici ci sono i fisici sono gli

scienziati dei materiali è così e tutto questo va maneggiato con cura

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