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La città resiliente | Piero Pelizzaro | TEDxMacomer


buongiorno

nella presentazione si diceva che nel

1945 il mondo è cambiato da quel giorno

siamo entrati in una nuova epoca

l’antropocene l’antropocene dove nasce

nasce dagli impatti che richiedono un

nuovo una nuova gestione del mondo una

gestione che possa che deve generare una

nuova coscienza collettiva

un mondo che sappia gestire la

complessità in un mondo dove soluzioni

precostituite e ideologicamente definite

non esistono più

un mondo dove i rischi degli anti alla

globalizzazione hanno avuto un impatto

sui diversi settori della nostra vita

quotidiana nella crema sono infatti

sulla dell’anzhi per caminita

organizzata sull’economia globale

il cambiamento climatico gli impatti

sociali come dici si diceva poc’anzi

l’alimentazione l’acqua e la migrazione

in questo quadro ci sono due realtà nel

nostro paese una e rennes a

un’associazione di giovani innovatori e

l’altra e clima lla una piccola startup

fondata nel 2003 e 14 da me è un altro

associa che hanno provato a lavorare su

quello che è il principio di resilienza

la residenza cos’è la presenza può

essere anche un cocktail presenza e un

cocktail che ha inventato giacomo

diamante è un bar tender che però

cerca di muovere la direzione in maniera

diversa un rapporto diverso tra quello

che è laico visto sempre come un

problema è la storia che c’è dietro e

le imprese che hanno creato anche

rispetto ai territori alle spezie che

servono per generali la residenza però

è anche esperienze complessiva

l’esperienza il caos ed è il caos che

vediamo rappresentato qui in una

bellissima tesi di giulia gaido la

scuola politecnica di design di torino

la residenza richiede delle

caratteristiche richiede di collaborare

richiede di condividere richiede di

partecipare richiede un capitale sociale

che sia forte ed evidente che sia

valorizzato richiede soprattutto una

cosa che oggi manca nel nostro paese ma

si sta riacquistando la fiducia la

fiducia in quello che nel prossimo la

fiducia in quello che alle istituzioni e

ma anche un’altra cosa serve che oggi

siamo siamo i feedback e sapersi dire

anche ogni tanto abbiamo fallito dire

che fallire non è un problema a fallire

è un’opportunità perché è un modo di

ripartire in questo abbiamo delle

esperienze in giro per l’italia che ci

raccontano quello che è la resilienza

la resilienza e quello che è stato

fatto da un gruppo di ragazzi a salerno

con la cooperativa terra di resilienza

le cooperative terre di resilienza sono

un ritornare alla terra da chi è andato

via da milano è tornato a salerno nelle

campagne di salerno per ritornare a

valorizzare quello che non una risorsa

era quello che raccontava maura nella

sua introduzione anche è il tornare

bene quindi ritornare nei propri luoghi

che con negli occhi diversi la

cooperativa atene resilienza non è solo

un tornare ma anche un riportare

nell’agricoltura quello che erano

pratiche che sono uscite negli ultimi 50

anni per la globalizzazione quella

globalizzazione che ha generato il

cambiamento climatico ad esempio ma al

tempo stesso la cooperativa terre

resilienti ha permesso che sempre a

salerno nella città venisse creata o

fondata da gennaro coppeta attraverso la

rete di slow food la pizzeria resilienza

la versione resilienza nasce da un

evento un evento traumatico per gennaro

nella sua precedente esperienza di

ristorazione dove una notte per motivi

alquanto anomali da solo il suo stabile

prende fuoco

gennaro però che a 34 anni come me

decide di non mollare decidere di

ripartire decide di impartire una

maniera diversa e dice la sostenibilità

è una cosa per radical chic

oggi è una cosa che costa molto essere

sostenibili non è accessibile a tutti

io invece voglio portare la

sostenibilità nelle case di tutti si

ricollega con le cooperative terre

resilienza si collegano chi sono i

produttori locali e oggi genera da

essere una pizzeria ne ha create tre e

ha riportato quel valore sulla sul cibo

che è un legame il cibo con il

territorio con la propria storia era

rifatto ripartendo dal proprio

territorio senza andare a cercare

al tempo stesso la resilienza

l’esperienza di residenza che ci sono

sempre nell’area della campania e quello

che avviene a barra si voglia

quando si dice che è vicino a scampia

ma è per identificare la tipologia di

quartiere che bar a barra è una zona

dove le comunità organizzata è entrato

profondamente nelle comunità

soprattutto dei giovani facendo rivedere

quelle che poteva essere una nuova

speranza di vita di ricchezza

però molti giovani sono rimasti senza

genitori e molti giovani oggi sono a

rischio che mi avete organizzata ea

barra il teatro itinerante di iqbal a

lavora con l’inclusione sociale di

questi ragazzi abbiamo fa attraverso gli

artisti di strada che in un anno al fine

dell’anno nel periodo di carnevale

realizzano il primo carnevale resiliente

questa iniziativa sia partita dal basso

oggi l’amministrazione comunale di

napoli l’ha fatta propria e la sta

diffondendo replicando negli altri

quartieri periferici della città di

napoli e questo è quello che è

un’altra esperienza di residenza dove

l’inclusione e l’innovazione sociale

passano attraverso le comunità e la

collaborazione tra le comunità e queste

sono tutte esperienze che vengono

un’altra esperienza di resilienza e le

scuole della resilienza è una scuola

promossa da rena è una scuola che

l’anno scorso è stata fatta al

chilometro della conoscenza a como

chilometro della conoscenza è un luogo

di rigenerazione e quelle che erano

prima delle vecchie di delle vecchie

ville sul lungolago di como oggi ritorno

essere uno spazio di espressione

artistica di collaborazione e

all’interno della scuola

nella sua prima edizione l’anno scorso

abbiamo provato a portare quello che la

visione sistemica della resilienza

perché la residenza esclude di lavorare

il suo unico settore

se tu lavori sulla resilienza

prendendolo sulla un punto di vista

dell’ingegno

l’ira di urbanistica sbagli perché non

esiste rigenerazione urbana che non

richiede un infrastruttura e non

richiede una comunità e in quell’ottica

il chilometro della conoscenza per noi

era rappresentativo della diversità che

la resilienza comporta per la resilienza

però è anche visto che ieri sera

abbiamo avuto un evento finale con un

rapper è anche quello che amo sia

fantomas è un rapper di messina che

canta la sua resilienza e la residenza

di una terra la sicilia che secondo me

è l’emblema della residenza italiana un

luogo dove le difficoltà climatiche e

territoriali hanno sempre però spinto

la popolazione alla cittadinanza trovare

nuove soluzioni

in particolare questo non si è fatto ma

se ripensa anche la sua città messina

dopo quello che gli è venuto nel

milanese del 1900 quando quello che

sembravano gli tsunami che ci sembrano

molto lontani da noi e colpì la città

sta venne ricostruita la città oggi

continua a essere ricostruite rigenerate

con le esperienze delle esigenze di

comunità come quella è fatto in questi

giorni attraverso la street art ed è

espressione di un processo bottom up

anche qui avviato da un gruppo di

ragazzi come è stato fatto da

propositivo a macomer e questo e diventa

parte di un processo di amministrazione

questi sono esempi che vengono

moltiplicati e si diffondono sempre di

più sul territorio

al tempo stesso la resilienza però è

anche qualcosa che è istituzionalizzata

perché altrimenti se rimaniamo sempre

confinati nelle comunità senza rendere

istituzionali il processo è come dire

l’influenza non avviene per il comune di

bologna la resilienza e rispondere

all’impatto del cambiamento climatico

un clima che oggi qualcuno definisce le

bombe d’acqua piogge intense le bombe

d’acqua sono più un linguaggio dal

meteo.it a cui piace

nel vantaggio insomma dagli spazi

pubblicitari l’aja il cambiamento

climatico sono le ondate di calore sono

quello che sono successe

se voi vi chiedete cercati i dati dei

morti dell’anno scorso d’estate l’anno

scorso destato in europa abbiamo avuto

70.000 morti dovuti al caldo nel 2003

abbiamo avuto anche 77 mila morti e

fanno 150 mila morti dovute alle ondate

di calore

se pensate che nei dieci anni di guerra

in afghanistan ei morti sono stati 350

mila e paragonate due stagioni calde

rispetto dieci anni di guerra

forse possiamo cominciare a renderci

conto che il cambiamento climatico oggi

è una guerra non è più un problema

dobbiamo dare le risposte e il comune di

bologna in questo ha introdotto la

resilienza come principio guida della

nuova linea strategica dell’area

metropolitana per la rigenerazione

urbana nelle proprie infrastrutture oggi

c’è un vincolo forte tra la

rinaturalizzazione e il nuovo edificato

o meglio non c’è nuovo edificato ma ci

sono rigenerazione di quello che è

resistente al tempo stesso da bologna la

resilienza e anche quello che approccio

al comune di milano comune di milano che

insieme al comune di roma è una delle

cento città che fanno parte di un

network 300 città resilienti che si

promuove definire una piana e una

strategia di resilienza ma non solo ma

di istituire all’interno della propria

amministrazione un direttore della

resilienza e quindi rendere questo tema

questo nome che oggi troppo spesso viene

inflazionato basta sentire parlare aldo

serena alla fine di una partita della

juventus quando dice che la juventus e

resiliente io direi che forse il tema è

un po altro ma in questo la città di

milano cerca di ricollegare la periferia

e il centro urbano periferia che oggi è

scontro di quel disagio sociale di cui

si parlava anche prima ma è anche

esposizione di quelli che sono i rischi

ambientali lebran c finale le principali

inondazioni e alluvioni che hanno

colpito il comune di milano negli ultimi

anni sono nella zona periferica dove

oggi abbiamo anche maggior conflitto per

la città di milano quindi fare

resilienza urbana vuol dire riuscire a

valorizzare interventi economici

esistenti di rigenerazione attraverso

l’inclusione sociale e la protezione del

cambiamento climatico

perché la resilienza è dentro a ogni

aspetto della nostra vita nella sua

complessità

la resilienza il tempo stesso se ce la

facciamo è anche l’espressione di

quello che dove il luogo dove si

svolgerà quest’anno la seconda edizione

della squadra resilienza è il progetto

manifattura di rovereto è voluto

parlarvi del progetto manifattura di

rovereto perché è un po quello che

c’è in giro per l’italia in giro per

l’italia alieni in un video degli

spettacoli si diceva chiama commercio

sono molte industrie abbandonati a ci

sono molte caserme abbandonate progetto

manifattura è la manifattura tabacchi

è stata la prima industria italiana di

sole donne con l’asilo nido all’interno

e negli anni è stata dismessa la

provincia autonoma di trento l’acquisita

l’ha comprata e ha cominciato un

processo di rigenerazione di un vecchio

complesso dove prima si facevano

sigarette oggi si fa innovazione da

essere dal processo di incubazione si

entra in un mercato e quindi l’industria

l’impresa che diventa come dire parte

consolidato di un mercato e dal mercato

si passa alla manifattura 4.0 cioè

rendere quello che con la stampante 3d

che c’è anche in quell’angolo vendere

qualcosa che diventi poi ritorni a

essere produzione industriale

manifatturiero e questo lo si può fare

a rovereto come lo si può fare a

macomer perché gli spazi ci sono e i

fondi sono gli stessi si chiamano fondi

di sviluppo europeo fondi sociali e

quindi con una questione di volontà

in questo il progetto manifattura per noi che ci occupiamo della scuola di

noi che ci occupiamo della scuola di residenza è l’emblema è il simpson e

residenza è l’emblema è il simpson e dell’integrazione tra la pubblica

dell’integrazione tra la pubblica amministrazione e il privato ma

amministrazione e il privato ma soprattutto dove il privato non guarda

soprattutto dove il privato non guarda più solo al profitto ma guarda

più solo al profitto ma guarda all’innovazione sociale come uno degli

all’innovazione sociale come uno degli obiettivi prioritari del proprio agire

obiettivi prioritari del proprio agire perché riducendo il profitto e

perché riducendo il profitto e aumentando il bene della comunità che

aumentando il bene della comunità che poi non è niente di diverso da quello

poi non è niente di diverso da quello che facevano le nostre industrie negli

che facevano le nostre industrie negli anni cinquanta e ritornare ad essere un

anni cinquanta e ritornare ad essere un territorio

territorio con questo io volevo concludere dedicare

con questo io volevo concludere dedicare questo ted ai bambini di amatrice a

questo ted ai bambini di amatrice a permettere perché non avremo più

permettere perché non avremo più permetterci che una scuola cada in quel

permetterci che una scuola cada in quel modo perché la resilienza deve essere

modo perché la resilienza deve essere la resilienza della comunità e deve

la resilienza della comunità e deve essere la resilienza degli edifici quei

essere la resilienza degli edifici quei bambini hanno il diritto di tornare a

bambini hanno il diritto di tornare a correre la sua scuola e di non vedersi

correre la sua scuola e di non vedersi mai più crollare questa scuola la

mai più crollare questa scuola la resilienza credo che alla fin fine se ci

resilienza credo che alla fin fine se ci pensate siamo ognuno di noi e insieme

pensate siamo ognuno di noi e insieme possiamo trasformare questo paese

possiamo trasformare questo paese ritornare a essere propositivi come i

ritornare a essere propositivi come i nostri nonni ci hanno insegnato da quel

nostri nonni ci hanno insegnato da quel 1945 in cui è cominciata la troppo cena

1945 in cui è cominciata la troppo cena grazie

grazie [Applauso]

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