
nella presentazione si diceva che nel
1945 il mondo è cambiato da quel giorno
siamo entrati in una nuova epoca
l’antropocene l’antropocene dove nasce
nasce dagli impatti che richiedono un
nuovo una nuova gestione del mondo una
gestione che possa che deve generare una
nuova coscienza collettiva
un mondo che sappia gestire la
complessità in un mondo dove soluzioni
precostituite e ideologicamente definite
non esistono più
un mondo dove i rischi degli anti alla
globalizzazione hanno avuto un impatto
sui diversi settori della nostra vita
quotidiana nella crema sono infatti
sulla dell’anzhi per caminita
organizzata sull’economia globale
il cambiamento climatico gli impatti
sociali come dici si diceva poc’anzi
l’alimentazione l’acqua e la migrazione
in questo quadro ci sono due realtà nel
nostro paese una e rennes a
un’associazione di giovani innovatori e
l’altra e clima lla una piccola startup
fondata nel 2003 e 14 da me è un altro
associa che hanno provato a lavorare su
quello che è il principio di resilienza
la residenza cos’è la presenza può
essere anche un cocktail presenza e un
cocktail che ha inventato giacomo
diamante è un bar tender che però
cerca di muovere la direzione in maniera
diversa un rapporto diverso tra quello
che è laico visto sempre come un
problema è la storia che c’è dietro e
le imprese che hanno creato anche
rispetto ai territori alle spezie che
servono per generali la residenza però
è anche esperienze complessiva
l’esperienza il caos ed è il caos che
vediamo rappresentato qui in una
bellissima tesi di giulia gaido la
scuola politecnica di design di torino
la residenza richiede delle
caratteristiche richiede di collaborare
richiede di condividere richiede di
partecipare richiede un capitale sociale
che sia forte ed evidente che sia
valorizzato richiede soprattutto una
cosa che oggi manca nel nostro paese ma
si sta riacquistando la fiducia la
fiducia in quello che nel prossimo la
fiducia in quello che alle istituzioni e
ma anche un’altra cosa serve che oggi
siamo siamo i feedback e sapersi dire
anche ogni tanto abbiamo fallito dire
che fallire non è un problema a fallire
è un’opportunità perché è un modo di
ripartire in questo abbiamo delle
esperienze in giro per l’italia che ci
raccontano quello che è la resilienza
la resilienza e quello che è stato
fatto da un gruppo di ragazzi a salerno
con la cooperativa terra di resilienza
le cooperative terre di resilienza sono
un ritornare alla terra da chi è andato
via da milano è tornato a salerno nelle
campagne di salerno per ritornare a
valorizzare quello che non una risorsa
era quello che raccontava maura nella
sua introduzione anche è il tornare
bene quindi ritornare nei propri luoghi
che con negli occhi diversi la
cooperativa atene resilienza non è solo
un tornare ma anche un riportare
nell’agricoltura quello che erano
pratiche che sono uscite negli ultimi 50
anni per la globalizzazione quella
globalizzazione che ha generato il
cambiamento climatico ad esempio ma al
tempo stesso la cooperativa terre
resilienti ha permesso che sempre a
salerno nella città venisse creata o
fondata da gennaro coppeta attraverso la
rete di slow food la pizzeria resilienza
la versione resilienza nasce da un
evento un evento traumatico per gennaro
nella sua precedente esperienza di
ristorazione dove una notte per motivi
alquanto anomali da solo il suo stabile
prende fuoco
gennaro però che a 34 anni come me
decide di non mollare decidere di
ripartire decide di impartire una
maniera diversa e dice la sostenibilità
è una cosa per radical chic
oggi è una cosa che costa molto essere
sostenibili non è accessibile a tutti
io invece voglio portare la
sostenibilità nelle case di tutti si
ricollega con le cooperative terre
resilienza si collegano chi sono i
produttori locali e oggi genera da
essere una pizzeria ne ha create tre e
ha riportato quel valore sulla sul cibo
che è un legame il cibo con il
territorio con la propria storia era
rifatto ripartendo dal proprio
territorio senza andare a cercare
al tempo stesso la resilienza
l’esperienza di residenza che ci sono
sempre nell’area della campania e quello
che avviene a barra si voglia
quando si dice che è vicino a scampia
ma è per identificare la tipologia di
quartiere che bar a barra è una zona
dove le comunità organizzata è entrato
profondamente nelle comunità
soprattutto dei giovani facendo rivedere
quelle che poteva essere una nuova
speranza di vita di ricchezza
però molti giovani sono rimasti senza
genitori e molti giovani oggi sono a
rischio che mi avete organizzata ea
barra il teatro itinerante di iqbal a
lavora con l’inclusione sociale di
questi ragazzi abbiamo fa attraverso gli
artisti di strada che in un anno al fine
dell’anno nel periodo di carnevale
realizzano il primo carnevale resiliente
questa iniziativa sia partita dal basso
oggi l’amministrazione comunale di
napoli l’ha fatta propria e la sta
diffondendo replicando negli altri
quartieri periferici della città di
napoli e questo è quello che è
un’altra esperienza di residenza dove
l’inclusione e l’innovazione sociale
passano attraverso le comunità e la
collaborazione tra le comunità e queste
sono tutte esperienze che vengono
un’altra esperienza di resilienza e le
scuole della resilienza è una scuola
promossa da rena è una scuola che
l’anno scorso è stata fatta al
chilometro della conoscenza a como
chilometro della conoscenza è un luogo
di rigenerazione e quelle che erano
prima delle vecchie di delle vecchie
ville sul lungolago di como oggi ritorno
essere uno spazio di espressione
artistica di collaborazione e
all’interno della scuola
nella sua prima edizione l’anno scorso
abbiamo provato a portare quello che la
visione sistemica della resilienza
perché la residenza esclude di lavorare
il suo unico settore
se tu lavori sulla resilienza
prendendolo sulla un punto di vista
dell’ingegno
l’ira di urbanistica sbagli perché non
esiste rigenerazione urbana che non
richiede un infrastruttura e non
richiede una comunità e in quell’ottica
il chilometro della conoscenza per noi
era rappresentativo della diversità che
la resilienza comporta per la resilienza
però è anche visto che ieri sera
abbiamo avuto un evento finale con un
rapper è anche quello che amo sia
fantomas è un rapper di messina che
canta la sua resilienza e la residenza
di una terra la sicilia che secondo me
è l’emblema della residenza italiana un
luogo dove le difficoltà climatiche e
territoriali hanno sempre però spinto
la popolazione alla cittadinanza trovare
nuove soluzioni
in particolare questo non si è fatto ma
se ripensa anche la sua città messina
dopo quello che gli è venuto nel
milanese del 1900 quando quello che
sembravano gli tsunami che ci sembrano
molto lontani da noi e colpì la città
sta venne ricostruita la città oggi
continua a essere ricostruite rigenerate
con le esperienze delle esigenze di
comunità come quella è fatto in questi
giorni attraverso la street art ed è
espressione di un processo bottom up
anche qui avviato da un gruppo di
ragazzi come è stato fatto da
propositivo a macomer e questo e diventa
parte di un processo di amministrazione
questi sono esempi che vengono
moltiplicati e si diffondono sempre di
più sul territorio
al tempo stesso la resilienza però è
anche qualcosa che è istituzionalizzata
perché altrimenti se rimaniamo sempre
confinati nelle comunità senza rendere
istituzionali il processo è come dire
l’influenza non avviene per il comune di
bologna la resilienza e rispondere
all’impatto del cambiamento climatico
un clima che oggi qualcuno definisce le
bombe d’acqua piogge intense le bombe
d’acqua sono più un linguaggio dal
meteo.it a cui piace
nel vantaggio insomma dagli spazi
pubblicitari l’aja il cambiamento
climatico sono le ondate di calore sono
quello che sono successe
se voi vi chiedete cercati i dati dei
morti dell’anno scorso d’estate l’anno
scorso destato in europa abbiamo avuto
70.000 morti dovuti al caldo nel 2003
abbiamo avuto anche 77 mila morti e
fanno 150 mila morti dovute alle ondate
di calore
se pensate che nei dieci anni di guerra
in afghanistan ei morti sono stati 350
mila e paragonate due stagioni calde
rispetto dieci anni di guerra
forse possiamo cominciare a renderci
conto che il cambiamento climatico oggi
è una guerra non è più un problema
dobbiamo dare le risposte e il comune di
bologna in questo ha introdotto la
resilienza come principio guida della
nuova linea strategica dell’area
metropolitana per la rigenerazione
urbana nelle proprie infrastrutture oggi
c’è un vincolo forte tra la
rinaturalizzazione e il nuovo edificato
o meglio non c’è nuovo edificato ma ci
sono rigenerazione di quello che è
resistente al tempo stesso da bologna la
resilienza e anche quello che approccio
al comune di milano comune di milano che
insieme al comune di roma è una delle
cento città che fanno parte di un
network 300 città resilienti che si
promuove definire una piana e una
strategia di resilienza ma non solo ma
di istituire all’interno della propria
amministrazione un direttore della
resilienza e quindi rendere questo tema
questo nome che oggi troppo spesso viene
inflazionato basta sentire parlare aldo
serena alla fine di una partita della
juventus quando dice che la juventus e
resiliente io direi che forse il tema è
un po altro ma in questo la città di
milano cerca di ricollegare la periferia
e il centro urbano periferia che oggi è
scontro di quel disagio sociale di cui
si parlava anche prima ma è anche
esposizione di quelli che sono i rischi
ambientali lebran c finale le principali
inondazioni e alluvioni che hanno
colpito il comune di milano negli ultimi
anni sono nella zona periferica dove
oggi abbiamo anche maggior conflitto per
la città di milano quindi fare
resilienza urbana vuol dire riuscire a
valorizzare interventi economici
esistenti di rigenerazione attraverso
l’inclusione sociale e la protezione del
cambiamento climatico
perché la resilienza è dentro a ogni
aspetto della nostra vita nella sua
complessità
la resilienza il tempo stesso se ce la
facciamo è anche l’espressione di
quello che dove il luogo dove si
svolgerà quest’anno la seconda edizione
della squadra resilienza è il progetto
manifattura di rovereto è voluto
parlarvi del progetto manifattura di
rovereto perché è un po quello che
c’è in giro per l’italia in giro per
l’italia alieni in un video degli
spettacoli si diceva chiama commercio
sono molte industrie abbandonati a ci
sono molte caserme abbandonate progetto
manifattura è la manifattura tabacchi
è stata la prima industria italiana di
sole donne con l’asilo nido all’interno
e negli anni è stata dismessa la
provincia autonoma di trento l’acquisita
l’ha comprata e ha cominciato un
processo di rigenerazione di un vecchio
complesso dove prima si facevano
sigarette oggi si fa innovazione da
essere dal processo di incubazione si
entra in un mercato e quindi l’industria
l’impresa che diventa come dire parte
consolidato di un mercato e dal mercato
si passa alla manifattura 4.0 cioè
rendere quello che con la stampante 3d
che c’è anche in quell’angolo vendere
qualcosa che diventi poi ritorni a
essere produzione industriale
manifatturiero e questo lo si può fare
a rovereto come lo si può fare a
macomer perché gli spazi ci sono e i
fondi sono gli stessi si chiamano fondi
di sviluppo europeo fondi sociali e
quindi con una questione di volontà
in questo il progetto manifattura per noi che ci occupiamo della scuola di
noi che ci occupiamo della scuola di residenza è l’emblema è il simpson e
residenza è l’emblema è il simpson e dell’integrazione tra la pubblica
dell’integrazione tra la pubblica amministrazione e il privato ma
amministrazione e il privato ma soprattutto dove il privato non guarda
soprattutto dove il privato non guarda più solo al profitto ma guarda
più solo al profitto ma guarda all’innovazione sociale come uno degli
all’innovazione sociale come uno degli obiettivi prioritari del proprio agire
obiettivi prioritari del proprio agire perché riducendo il profitto e
perché riducendo il profitto e aumentando il bene della comunità che
aumentando il bene della comunità che poi non è niente di diverso da quello
poi non è niente di diverso da quello che facevano le nostre industrie negli
che facevano le nostre industrie negli anni cinquanta e ritornare ad essere un
anni cinquanta e ritornare ad essere un territorio
territorio con questo io volevo concludere dedicare
con questo io volevo concludere dedicare questo ted ai bambini di amatrice a
questo ted ai bambini di amatrice a permettere perché non avremo più
permettere perché non avremo più permetterci che una scuola cada in quel
permetterci che una scuola cada in quel modo perché la resilienza deve essere
modo perché la resilienza deve essere la resilienza della comunità e deve
la resilienza della comunità e deve essere la resilienza degli edifici quei
essere la resilienza degli edifici quei bambini hanno il diritto di tornare a
bambini hanno il diritto di tornare a correre la sua scuola e di non vedersi
correre la sua scuola e di non vedersi mai più crollare questa scuola la
mai più crollare questa scuola la resilienza credo che alla fin fine se ci
resilienza credo che alla fin fine se ci pensate siamo ognuno di noi e insieme
pensate siamo ognuno di noi e insieme possiamo trasformare questo paese
possiamo trasformare questo paese ritornare a essere propositivi come i
ritornare a essere propositivi come i nostri nonni ci hanno insegnato da quel
nostri nonni ci hanno insegnato da quel 1945 in cui è cominciata la troppo cena
1945 in cui è cominciata la troppo cena grazie
grazie [Applauso]
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