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Internet degli abissi | Chiara Petrioli | TEDxFoggia


buonasera buonasera a tutti io avevo un

sogno che si è realizzato e che vorrei

condividere con voi oggi qui è il sogno

dell’internet delle cose sottomarina

dell’internet l’underwater since

dell’internet degli abissi una sfida

tecnologica che fino a qualche anno fa

sembrava degno di un romanzo di

fantascienza per le difficoltà

intrinseche nello sviluppare tecnologie

affidabili in grado di operare

efficacemente e affidabilmente in un

dominio naturale così ostile e difficile

da raggiungere per l’uomo

eppure scoprire tramite sensori e robot

sottomarini connessi in rete fra loro le

meraviglie di questo mondo è qualcosa di

intrinsecamente legato al nostro modo di

essere uomini

cosa distingue l’uomo dalle altre specie

viventi la sua naturale curiosità da

quando siamo bambini

abbiamo un naturale curiosità nella

nostra voglia di conoscere di superare

le attuali barriere della conoscenza

ciascuno

nasce un po esploratore e in realtà

negli ultimi 25 anni e le tecnologie

anno ci hanno permesso di superare molte

di queste barriere sembra quasi che con

l’internet of things le tecnologie

satellitari ormai niente sia più ignoto

attorno a noi

bene questo è vero ma ci dimentichiamo

cui due terzi del nostro pianeta coperti

d’acqua ea questo desiderio di scoperta

trova la sua massima espressione in

queste tecnologie di cui parlerò oggi

l’internet on the water takes il mondo

marino è un mondo che ha sempre

affascinato esploratori scrittori

ricercatori negli ultimi cinque secoli

se pensiamo a leonardo 12 lo scienziato

di riferimento diciamo in forse l’idea

stessa dello scienziato lo stereotipo di

vedere la stessa dello scienziato

cinque secoli fa leonardo da vinci nel

suo codice atlantico vergò il primo

disegno di una macchina in grado di

portare un uomo sotto la superficie del

mare e non riuscivo ovviamente a

realizzarla era un’idea veramente

fantascientifica a quei tempi ma un

secolo dopo qualche ma ci riuscì

consentendo all’uomo per la prima volta

di esplorare i fondali del tamigi

davanti in inghilterra a giorgio prima e

da allora è cominciata una vera e

propria corsa alla scoperta del mare che

poi ha coinvolto tantissimi scienziati

esploratori scrittori che veramente sono

i nostri asta citati e che hanno dato

dei contributi veramente notevole

all’immaginario collettivo relativo a

questo mondo così misterioso una

ovviamente e jules verne con i suoi

20.000 le sue ventimila leghe sotto al

mare di cui vedete qui

una frase che è molto significativa

perché ci ricorda il ruolo che questo

ambiente l’ambiente marino svolge nella

il diciamo i mari oceani laghi coprono

oltre due terzi del nostro pianeta

svolgono un ruolo essenziale nella

circolazione dell’ossigeno e ospitano la

maggior parte di specie viventi sul

nostro pianeta conosciute e molto

probabilmente non ne conosciamo perché

in realtà i nostri sensi non arrivano al

di là del confine della superficie del

mare

quindi è semplicemente un ambito che

conosciamo poco pochissimo per la verità

qui vedete rappresentato il nostro

pianeta dello spazio quale miglior

evidenza per renderci conto che anche se

siamo abituati all’ambito terrestre

la maggior parte del nostro pianeta è

coperto da sé che conosciamo ben molto

meno dei lontani pianeti come marte

negli ultimi anni sapete tutti ci sono

state delle incredibili scoperte siamo

stati in grado di mandare diversi lander

su marte qui vedete un collage di alcune

foto riprese questi renderanno mandato

migliaia di foto relative a marte sono

stati presi vari campioni e come per

marte anche per altri pianeti

quali

augurio venere la nasa ha fatto varie

missioni che hanno permesso di mappare

eppure se pensiamo al nostro pianeta di

quei due terzi del pianeta coperti

d’acqua noi conosciamo solo il 5 per

cento

in questo momento quindi quello che un

ambiente marina e la vera frontiera

della scoperta e la vera frontiera

dell’esplorazione che ancora ci rimane

da affrontare perché è così importante è

importante perché questo ambiente ha

dentro di sé le risposte essenziali per

il nostro futuro

se pensiamo ai grossi temi che noi i

nostri figli dovremo affrontare nei

prossimi decenni quali ad esempio cibo

per un’umanità che continua a crescere

quale ad esempio come affrontare come

risolvere il problema del cambiamento

climatico come ad esempio come ottenere

le risorse naturali che servono per lo

sviluppo della nostra indosso e tutti

grossissimi temi ebbene molti di queste

domande richiedono per la loro risposta

una comprensione una conoscenza e

potenzialmente lo sfruttamento

sostenibile delle risorse offerte dai

mari e degli oceani e quindi come avete

sentito parlare già più volte

dell’internet state dell’internet delle

cose attorno a noi per l’idea è quella

di estendere la capacità di monitoraggio

dell’internet delle cose anche

all’ambiente marino perché è una cosa

così difficile da realizzare per in

realtà non possiamo utilizzare nessuna

delle tecnologie utilizzate per

l’ambiente terrestre

le onde radio ad esempio che ci

permettono interconnettere tutti i

dispositivi attorno a noi nelle nostre

smart city non si possano propagare

nell’ambiente marina e quindi cosa

dobbiamo fare dobbiamo utilizzare il

metodo di comunicazione utilizzate

selezionato dai mammiferi marini milioni

di anni le comunicazioni acustiche e

questo porta tantissime sfide che vedete

illustrate in questo video

in particolare abbiamo bisogno di

realizzare sensori particolari in grado

di operare nelle profondità marine di

misura le varie parametri quali la

temperatura la serenità le correnti il

ph per comprendere l’acidificazione

degli oceani e robot sottomarini che

possono essere dispiegati facilmente da

un gommone come quello da cui andiamo

con cui andiamo in vacanza possono

scoprire gli uni gli altri

creare una rete di comunicazione

scambiarsi senza fili le informazioni in

tempo reale per poter agire come una

squadra e insieme sotto il controllo

dell’uomo svolgere dei compiti complessi

che sarebbe stato impossibile svolgere

fino ad adesso o che sarebbe stato

estremamente complesso costoso e

pericoloso per l’uomo svolgere aprendo

delle possibilità incredibile per la

scoperta dei fondali marini per la

scoperta di questo mondo fornendoci la

possibilità di estendere i nostri sensi

al di là di quello che un confine fisico

al di là di quello che è il confine

della superficie marina quello vedete in

una sperimentazione reale che abbiamo

fatto

affascinante perché in realtà si tratta

del supporto a degli archeologi che nel

in un sito archeologico sommerso in

italia a marzamemi in sicilia hanno

avuto la possibilità di utilizzare un

team di questi robot sottomarini per

scoprire nuovi reperti in realtà una

delle maggiori soddisfazioni e stato

proprio il fatto che ci siamo riusciti

in un sito che era stato scavato ben

noto siamo riusciti a trovare nuovi

reperti grazie alla possibilità di

estendere i nostri sensi alla

possibilità di rocco sul maghetto

sottomarini di vedere quello che c’era

al di là del fondale

se andiamo la prossima grazie a come

sanno per esempio che non ci sono solo i

sottomarini lo vedete qui rappresentate

ora i robot sottomarini nella prossima

slide e qui vedete una bellissima

colonna romana di fama che faceva parte

del sito di marzamemi che

citavo prima l’aspetto essenziale è il

fatto che l’uomo è al centro

queste tecnologie ci permettono di

superare i nostri confini fisici ma

siamo noi che dobbiamo sfruttare

tecnologie come sensore i robot

sottomarini per la nostra fase di

scoperta e poi queste tecnologie possono

anche essere utilizzate per consentirci

una di sperimentare in maniera più ricca

la nostra dimensione all’interno del

mondo marino quindi possono aumentare la

sicurezza dei suv fornendo informazioni

in tempo reale sullo stato diciamo delle

di sicurezza del sub stesso o come in

questa foto con la foto reale possono

consentire all’uomo di condividere

informazioni sui social anche mentre sta

facendo un’immersione è anche una

bellissima storia credo contro gli

stereotipi

innanzitutto una storia di ricerca al

femminile perché si basa su un’idea

femminile

io sono molto fiera di far parte di

questo progetto 100 donne contro gli

stereotipi che sollecita le giovani

donne

a seguire la passione di tante donne

impegnate nella scienza e tecnologia è

anche una storia di giovani di giovani

dotati di talento energia che hanno

fatto loro questo sogno

questa visione questo entusiasmo e hanno

deciso di dedicare le loro vite qui alla

realizzazione di questa sfida

una storia contro gli stereotipi perché

una storia di cervelli rientrati e da

una storia di cervelli come i miei

ragazzi ragazzi del mio gruppo senza i

quali non sarebbero ma avremmo mai

raggiunto questi obiettivi che avevano

avuto tante opportunità all’estero a che

hanno scelto invece di realizzare

pienamente le loro aspirazioni di

carriera qui in italia è una storia d

europa che per una volta veramente dal

valore perché è una storia di una

ricerca che è stata finanziata negli

anni grazie alla vittoria di fondi

competitivi europee e in particolare

l’ultimo finanziamento che abbiamo preso

un finanziamento

della cosiddetta european agency for sm

agenzia europea per l’innovazione le

piccole e medie imprese

quindi questo ha consentito anche di

creare una spin off della sapienza in

cui questi giovani di cui vi raccontavo

stanno mettendo le loro energie per

portare realmente nel mondo reale che ho

detto mercato le soluzioni che abbiamo

sviluppato all’interno di un progetto

quale archeo sub che mette insieme due

aspetti del nostro essere italiani beni

culturali e tecnologia quindi sviluppare

tecnologie per il monitoraggio e la

sorveglianza la verifica dello stato di

conservazione e la valorizzazione dei

beni archeologici sommersi oltre mille

attorno alle coste dell’italia non

sfruttati e non sorvegliati è una storia

quindi di made in italy un po diverso

non si tratta della pasta non si tratta

della nutella non si tratta del design

di tecnologie che nascono da qui che

sono sviluppate qui e che poi esportiamo

con tante richieste da industrie essere

da governi as he perché perché queste

tecnologie sono al cuore di un

cambiamento paradigmatico nella blue

economy l’economia del mare è sempre più

le risorse che ci servono

vengono da questo mondo se pensiamo al

cibo per un’economia per una umanità che

cresce se pensiamo ai cosmetici

se pensiamo alle medicina ok moltissime

di queste alle risorse naturali e

minerali preziosi moltissimo di quello

che ci serve piano ormai dall’ambiente

marino ed è un economia che vale

centinaia di miliardi di euro 5 milioni

di posti di lavoro nella sola europa in

cui in questo momento siamo protagonisti

di un cambiamento tecnologico per

rendere più competitiva questa economia

per abbassare i costi per aumentare

quello che può essere fatto per

sfruttare in modo sostenibile l’ambiente

marino

quali sono le applicazioni

potenzialmente infinite da comprendere

questo mondo e quindi comprendere

veramente la tettonica del nostro

pianeta

diciamo fenomeni come il vulcanismo

in ambito sottomarino ha potere in

maniera efficace controllare i nostri

confini marittimi a reagire nel momento

in cui avvengono di disastri naturali o

eventi come il naufragio della costa con

su concordia inoltre lo sviluppo di

sistemi per il monitoraggio e

l’ottimizzazione per esempio

dell’acquacultura centinaia di miliardi

di euro di nuovo è qualcosa che è

essenziale per poter offrire il cibo che

serve a l’umanità del futuro

inoltre il monitoraggio delle fasi di

estrazione nelle fasi di trasporto di

petrolio gas naturale o il monitoraggio

di infrastrutture marine quali porti

oppure ancora il mondo meraviglioso

veramente affascinante dell’archeologia

marina gusto diceva che nel momento in

cui ha avuto la possibilità di vedere

nel mare la sua vita non è stata più la

stessa non ha più potuto concepire la

vita pensare vivere nello stesso modo

con questa frase ha condiviso con noi un

emozione nel momento in cui è stato in

grado di superare i suoi limiti e ora

noi io vorrei io il mio gruppo vorremmo

condividere con voi oggi questa emozione

di aver sviluppato tecnologie che

permetteranno alla prossima generazione

di esploratore quindi l’uomo al centro

nel 2030 di poter fino in fondo

esplorare questa parte così grande del

nostro pianeta e spero che magari alcuni

dei giovani esploratori siano fra i

vostri ragazzi i vostri bambini proprio

qui da foggia grazie [Applauso]

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