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Errar non nuoce | Andrea De Benedetti | TEDxBari


[Musica]

buona sera io non sono forse il tipo di

linguista che vi che vi aspettate e non

vi dirò quello che un linguista

normalmente di solito dice non sono qui

per celebrare insieme a voi il funerale

l’ennesimo della lingua italiana

non sono qui per intonare il de

profundis del congiuntivo e del passato

remoto anche perché vi do una notizia

esclusiva il congiuntivo sta benissimo

non sono qui per dirvi signora mia dove

andrà a finire il nostro bell’italiano

calpestato vilipeso e insozzato dai

giovani no non sono qui per spiegarvi

quanto siano diventati ignoranti anzi

quando sono diventati ignoranti gli

altri perché gli ignoranti sono sempre

gli altri mai noi non sono qui per dare

conferme ai nostri pregiudizi e rispetto

al funzionamento della lingua insomma

non sono qui per vendere le tre merci

che non solo tra gli appassionati di

lingua hanno più mercato

nostalgia indignazione e paura

non sono qui per fare questo non sono

qui per neppure per fare cose necessarie

che io da insegnante faccio che tutti

gli altri tanti altri fanno e lo fanno

anche meglio di me cioè spiegare che

cosa è giusto e cosa è sbagliato stilare

cataloghi di cose da non dire di errori

da non fare

non sono qui per dare consigli di bonton

linguistico per illustrare sintomi

diagnosi e terapia di quella che viene

considerata è rappresentata con una

malattia e non sono un medico men che

meno un medico legale io sono qui per

celebrare il disordine linguistico e con

esso se non la bellezza quantomeno

l’ineluttabilità la democraticità

l’utilità e financo la razionalità

dell’errore la possibilità di sbagliare

non è infatti soltanto la principale

garanzia della nostra libertà e anche

e soprattutto il principale indicatore

della vitalità di un idioma

esiste forse nella nostra in qualunque

altra lingua

una cosa più intimamente grammatica

dell’errore no non esiste l’errore è la

quintessenza della grammatica perché non

è una semplice violazione di una regola

ma è una violazione basata su un’ipotesi

alternativa di funzionamento della

lingua

insomma è un infrazione della norma che

presuppone un altro di norma insomma

un’altra grammatica

eppure la tentazione di trenitalia le

regole di metterlo alla berlina di

sentirci migliori degli altri per il

solo fatto di aver avuto magari

un’educazione migliore è forte così

forte da farci dimenticare una serie di

una serie di elementi che il primo

elemento è questo e cioè che tutti gli

errori hanno un movente il cuore il

cuore scritto con la cura non so se se

se vi sarà capitato un’esperienza del

genere magari in casa in cucina c’è una

piastrella leggermente sollevate voi ci

andate ma regolarmente inciampare sopra

e voi lo sapete che c’è quella

piastrella leggermente sollevata

rispetto al piano di calpestamento da

cucina però nonostante questo ci finita

sempre per inciampare perché ci

inciampate per colpa vostra

certo ma magari anche per colpa del

piastrellista che a suo tempo ha

piazzato ha posato male la la piastrella

trasliamo questo discorso alla lingua di

chi è il vero re

di chi è la colpa dell’errore è colpa di

chi lo commette sì certo

alla lunga è colpa anche sua ma è anche

colpa della lingua se ci pensate

qua abbiamo un’immagine notate che le

power point dei linguisti

tendenzialmente sono un pochino più

brutti i linguisti sono più credibili

quanto peggiori sono i loro power point

poi si sono in grado di rendersi più

credibili qui abbiamo un’immagine del

del nostro ex premier e attuale

segretario del partito democratico

e stato lui a scrivere queste parole è

stato uno dei suoi collaboratori più più

sventati che ha scritto alla parola

scienziato la scritta senza lei o errore

vedremo tanti di noi

eppure eppure un errore che tutti tutti

quanti abbiamo abbiamo commesso per

descrivere scienza o coscienza senza lei

da piccoli e perché perché quella i non

si pronuncia è una assolutamente inutile

nel sistema della della nostra lingua e

di cui non abbiamo alcun bisogno la

grafia l’ortografia della lingua e

contro intuitiva e viola essa stessa la

regola che la lingua italiana si è data

ha codificato quindi essere sbagliata

certo è quella forma e scienziato

scritto senza lei ma essere sbagliate

anche la lingua

pensate al scrivere colazione con la

doppia z anziché con una z sola

oppure dire gli uovi non si che le uova

o mi par se anziché mi parve oppure

quelli che si dicono io stesso credo di

dirlo quando magari sono un po

disattendere a manca invece di a marca

per analogia con adipe avido arido asino

anima un alito acino a acido acino cioè

la maggior parte delle parole dire il 90

per cento delle parole che cominciano

con ha composte di tre sillabe in

italiano sono sono sdrucciole a marca è

l’unica eccezione insomma noi

commettiamo degli errori perché la

lingua stessa ci induce a commetterli

perché la lingua stessa

ogni tanto ti solleva la piastrella

etici fa inciampare gli errori di oggi

potrebbe non esserlo più domani non

voglio che i nostri destini si perdono

nell’infinito tu io naturalmente qui o

vi mostro un diciamo un riassunto una

sintesi di florilegi ben più ampi di

errori che voi potete trovare

facendo una qualunque ricerca online

in che senso l’errore di oggi potrebbero

potrebbe non esserlo più domani beh ne

vediamo qua un altro esempio non ho

nulla di personale naturalmente contro

contro il nostro ex premier e neppure

con contro il suo fido collaboratore

quale come si scrive quale si scrive

naturalmente senza senza l’apostrofo

naturalmente fino a un certo punto

naturalmente non è

l’avverbio giusto perché perché in

realtà

naturalmente ci vien fatto di scriverlo

con l’apostrofo quale per analogia con

la serie di domande di diciamo di

particelle interrogative seguite dal dal

verbo essere

dove con l’apostrofo cos’è come quando

eccetera

l’unica eccezione è quale poi si certo

qualcuno potrà ricordarmi lo sappiamo

che effettivamente quale una particella

che ha una sua vita autonoma la qualcosa

nel qual caso eccetera

però non c’è niente da fare per noi

quale fa parte di quella serie lì e io

stesso me ne rendo conto quando magari

sono un po sono lì che scrivo

sovrappensiero mi vien fatto di scrivere

quel quell’apostrofo non viene fatto di

scriverlo soltanto a me ma a una

maggioranza direi abbastanza ampia dei

nostri dei nostri concittadini se è vero

che se voi andate a googlare le forme

quale è scritto con l’apostrofo e quale

è scritto senza troverete risultati più

o meno equivalenti anzi man mano che

passa il tempo e grazie al fatto che poi

il google è un enorme frullatore che

tiene dentro tutto scoprirete che man

mano qual è scritto con l’apostrofo sta

prendendo sempre più piede

significa che corretto no in questo

momento non lo è probabilmente non lo

sarà ancora

ancora per i prossimi dieci quindici

venti anni verrà un giorno però questa è

una previsione che io faccio poi

eventualmente testate la fra 10 15 20

anni

verrà un giorno in cui probabilmente le

grammatiche noi stessi e le nostre

abitudini il nostro la nostra

sensibilità si dovranno arrendere e

dovranno appunto prendere atto che quale

è scritto con l’apostrofo è diventato

giusto come magari un po con l’accento

magari ma questo è già successo

piuttosto che piuttosto che script con

valore con valore disgiuntivo piuttosto

che con il significato di oppure che uno

degli orrori una quello che i linguisti

a cui i linguisti hanno dedicato persino

persino dei libri hanno intitolato dei

libri al piuttosto che senza che questo

sia stato sufficiente a cambiarne il

destino ea fare in modo che questa forma

deplorata vituperata sia scomparsa anzi

in realtà vive ed è sempre più più sana

forte e inarrestabile oppure settimana

prossima settimana scorsa senza senza

l’articolo è brutto noi tutti abbiamo il

diritto di considerare brutte certe

forme e di prendere nelle distanze io

trovo e renda dal mio punto di vista

personale settimana prossima settimana

scorsa senza senza l’articolo però però

il destino

la stella storia va in una certa

direzione e noi possiamo anche fare le

barricate ma il più delle volte non

riusciamo a fermare bene l’errore che

stai correggendo altra cosa che spesso

ci dimentichiamo potrebbe non essere il

più grave

noi in italia c’è ancora un pregiudizio

positivo nei confronti dell’ortografia

l’ortografia viene considerata la cosa

più bella della lingua

in effetti è bella l’ortografia o meglio

sono brutti gli errori ortografici se io

vedo un errore ortografico e come vedere

una persona in giro con una macchia di

sugo sulla camicia con un calzino

spaiato eppure l’ortografia

sì per carità è brutta ma

tendenzialmente non pregiudica la

comunicazione tra le persone

l’errore ortografico non pregiudica la

comunicazione tra le persone

se io scrivo perché con l’accento acuto

con l’accento grave oppure scrivo

province senza o con la io pure

scienziato che uno senza live si capisce

che cosa voglio dire si capisce che cosa

voglio scrivere molto spesso invece gli

errori più più importanti sono degli

errori che sono anche più difficile a

classificare e molto più difficili da

correggere e quelli sì che danneggiare

la convocazione però l’ortografia no

l’ortografia è considerata come una

specie di di diciamo di cosa sacra nella

nella nostra lingua in tutte le lingue e

l’ortografia è un po come violare la

costituzione come commettere un peccato

mortale per carità è un peccato

ed è un peccato che va sanzionato

eccetera ma qui forse si danno si dà un

pochino più di importanza rispetto a

quella che che sono i suoi effettivi

meriti bene le lingue nascono e muoiono

con gli errori accidenti se se le lingue

non cambiassero se non si commettessero

errori questa è una sembra una banalità

ma non lo è

ne parleremo ancora latino anzi un’opera

mentre parleremo ancora il proto

indoeuropeo che è quella lingua mitica

da cui deriverebbero insomma tutte le

lingue neolatine come la nostra

qui c’è un documento che forse qualcuno

di voi conosce e un documento di un

drammatico drammatico del iv secolo dopo

cristo che si chiamava probo che aveva

stilato una serie di una lista di parole

come venivano diciamo venivano scritte e

come invece si sarebbero dovute scrivere

c’è l’ex non c’è l’ex lanciano un lancia

auris non morir la faccia se non faccia

eccetera eccetera bene noi vediamo in

questa serie di parole speculum non

speculum che nelle versioni censurate

noi vediamo già le tracce di un esito

che e poi l’esito della lingua italiana

lo speculum diventare allo specchio il

veto luz che poi era diventato bay cruz

è diventato il nostro vecchio eccetera

eccetera insomma probo aveva già

individuato una serie di errori e li li

segnalava eli eli censurava è né punto

né vagheggiava l’eliminazione salvo poi

doversi evidentemente a rendere anche

lui di fronte a un fenomeno che poi ha

alcune forme che consideriamo le rate

non lo sono caramelle non ne voglio più

alberto lupo e mina

no è una forma che si chiama

dislocazione a sinistra quella cosa per

cui io anticipo un elemento della

comunicazione poi lo riprendo poco dopo

con un pronome è la stessa cosa di dire

a me mi piace oppure il libro l’ho letto

quante volte ci siamo sentiti dire che

quelle cose lì non si fanno belle non si

fanno ma si fanno lo facciamo tutti lo

facciamo tutti quando parliamo

e anche quando scriviamo e se lo

facciamo perché in qualche modo stiamo

dicendo una cosa diversa rispetto a

semplicemente non voglio più caramelle

stiamo dicendo una cosa diversa e stiamo

aggiungendo anche un informazione e lo

stesso discorso che vale per la roma

inizio frase non si inizia una frase con

una congiunzione non si può iniziare una

frase come io comma eccetera questo non

so se lo riconoscete l’immagine di una

bella di notte detto anche gelsomino

notturno come incomincia il gelsomino

notturno e saprà nel primo turno aderito

una poesia incomincia e non è soltanto

licenza poetica pensate

pensate per esempio a una una frase di

questo di questo genere

marco un ragazzo timido e noioso oppure

marco è un ragazzo timido punto è noioso

significano la stessa cosa no non

significano la stessa cosa

nel secondo caso marco è un ragazzo più

noioso che timido nel primo caso più o

meno i due i due difetti sono

equivalenti al secondo caso invece la

noia pesa molto molto di più anche tu

commettere errori anche tu anche anche

voi anch’io anche noi siamo fantozzi e

filini

noi commettiamo continuamente errori

diciamo reboanti invece di roboanti

invece dire bonante diciamo decade

invece di decenni piuttosto che invece

di oppure marco ed andrea invece di

macro andrea e se non commettiamo errori

quantomeno commettiamo degli sbagli tipo

questo tipo quello di daniela santanchè

che scrive se riuscisse il giornale a

fare con h ciò che noi non siamo

riusciti in vent’anni

ora possiamo pensare tutto il male

possibile daniela santanchè io un po lo

penso

ma non credo che sia colpa sua credo che

sia colpa piuttosto del suo correttore a

volte gli errori gli sbagli non sono

colpa nostra

sono colpa anche della tecnologia che

noi abbiamo inventato per risparmiarseli

soprattutto ricordiamo questo ricordiamo

che l’errore e sistematico mentre lo

sbaglio è accidentale se l’errore

sistematico se qualcosa che appunto

rientra in una dinamica di una coazione

a ripetere e perché appunto

evidentemente è la lingua stessa a

facilitarlo e dunque per concludere

questo intervento

io quello che invito a fare e che se

proprio dobbiamo prendercela con

qualcuno se proprio dobbiamo criticare

gli errori bene facciamolo con le

persone che per il ruolo che occupano

per il lavoro che fanno hanno delle

responsabilità particolari nei confronti

della lingua penso a insegnanti penso ai

personaggi televisivi ai politici alle

persone che occupano posizioni chiave

nella nella cultura lasciamo invece

impacci bambini lasciamo in pace gli

stranieri lasciamo in pace tutti coloro

per cui il inaccessibilità la parola in

qualche modo costituisce un

inaccessibilità al mondo ecco accanirsi

contro di loro accanirsi con i loro

errori

è un atto dal mio punto di vista di

viltà ed è una cosa che io vi invito a

non fare vi ringrazio

[Applauso] [Musica]

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