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E musica fu | Elisabetta Maschio | TEDxCastelfrancoVeneto


[Musica]

come vi sentite stasera fisicamente

emotivamente

che sensazioni provate non verbalizzate

le ma come dire portatele a maggior

consapevolezza e se avete un pezzo di

carta con due parole scrivetele nulla di

come vi sentite rispetto a un minuto fa

e dico un minuto fa niente qualcosa bene

bambino bambino che bello ancora

curiosity sapete che la musica è la

cosa più consumata al mondo

accompagno molto spesso il nostro fare

quotidiano ci tende degli agguati negli

ascensori dal dentista nei bar nei

ristoranti

eppure una scarsa percentuale di persone

ascolta la musica classica insieme e dal

vivo intanto ci intendiamo brevemente su

che cos’è la musica classica è

importante per questo breve percorso la

musica classica e la musica esatta è la

musica che è stata scritta dall’autore

esattamente nel modo in cui egli vuole

che sia eseguita con quelle note con

quelle concatenazioni armoniche con

quell’andamento questa musica

soprattutto nei suoi grandi capolavori

di cui avete sentito un piccolo assaggio

adesso ha una tale vitalità una tale

massa critica che bussa alle porte della

memoria offrendoci veramente chiavi

formidabili di interpretazioni di noi

stessi

noi siamo infatti noi stessi costituiti

di ciò che sono stati i nostri avi non

siamo fatti noi gli elementi primari

essa trascina con sé in sensazioni che

accomunano gli esseri umani attraverso i

secoli che non porti con sé il senso di

eternità

incarnando il canone della bellezza

essa ci fa provare sensazioni tante

volte così profonde e così complesse

che noi non abbiamo un nome per definire

la musica fa questa cosa meravigliosa da

un nome a queste sensazioni un nome che

non è fatto di parole ma è fatto di

note dunque per tuffarci in questa

avventura non occorre tanto di sapere di

teorie musicali di diesis o di bemolle

basta farne esperienza

il metalinguaggio che la musica poiché

la musica un linguaggio è una metafora

in se stessa metafora oporto al di là

provvederà a un nome per queste

emozioni un nome che non è logos parola

ma è aisthesis senso questa musica è

sovrabbondante di senso nella sua

complessità che ha una parvenza di

naturalezza

non siamo noi stessi gli umani esseri

complessi con una parvenza di

naturalezza non lo è il mondo non lo è

l’universo

ma torniamo le vostre sensazioni bambino

serenità

tutte bellissime tutte vere tutte

diverse

benché generate da un’unica fonte anche

questa è una cosa meravigliosa della

musica

provate a rimanere dove esse mi

risuonano questa musica tante volte

bussa alla nostra porta senza essere

invitata

conosciamo tutti noi questi ingressi non

richiesti essa penetra in noi e fa parte

di noi

o forse siamo noi che facciamo parte di

essa ma chi è l’ospite a bella parola

nella nostra bella lingua che significa

sia colui che ospita che colui che viene

ospitato il patto tra i due è talmente

profondo e sacro che i due ruoli si

confondono significano la stessa parola

ma attenzione l’ospite va accolto

poiché come dice un li greci potrebbe

essere zeus in persona e questo

movimento che fa l’ospite di andare

avanti e indietro di entrare così come

la musica come le note saltano da una

all’altra si collegano in questo

movimento continuo che strano che in

tante lingue del mondo suonare si dica

to play su e sugar gratis pillan e

questo movimento ci dice tanto di come

ci sentiamo molto

di quanto lo possano dire milioni di

parole

questo movimento inoltre ci collega con

la sensazione della finitezza della

nostra esistenza con il battito del

nostro cuore ritmo del nostro respiro e

forte rimando il mito delle sirene disse

è atteso dalle sirene le sirene lotte

non attendo labile parlato real

corazzato di grammatica e di logica che

per sentire il loro canto però si deve

legare al palo della nave i suoi amici

farsi sordi

altrimenti sarebbero inevitabilmente

trascinati nel sonno della ragione ma

noi questo ospite lo vogliamo accogliere

abbiamo la possibilità di fare questo

silenzio per accogliere questo ospite

abbiamo la volontà soprattutto di

abitare le sensazioni che esso risveglia

in noi

in una società contemporanea che ha

perduto un pochettino il senso del

silenzio dell’armonia del ritmo delle

stagioni del fitto e poi perché questa

musica scortava ascoltarle insieme

abbiamo tanti strumenti tecnologici per

ascoltarla quando vogliamo come vogliamo

per accendere spegnere a nostro

però il rito collettivo di ascoltare

insieme presuppone una certa qual

cortesia una certa qual e

predisposizione all’ingresso dell’ospite

e forse in questo atto dell’ascoltare

forse si forma questo una c’era un certo

effetto di risonanze un effetto eco tra

coloro che ascoltano dato proprio da

questa con un e predisposizione

all’accoglienza dell’ospite

e forse questa musica e terna che nasce

rimane nei secoli che non abbia lei

niente come la musica dice il grande

comparatista di orly steiner ci fa

sentire come monadi perseguitate del

desiderio di comunione in fondo che

cos’è questa bella grande invenzione di

greci il teatro è un buco vuoto dove si

rappresenta una vita aumentata dove si

squaderna una poetica del vero dove

avviene una finzione come dice

aristotele che più vera e universale

della storia

due grandi doni stanno nel grembo della

nostra cara e vecchia europa il teatro

un buco vuoto dentro quale avviene una

vita aumentata e la musica scritta la

musica esatta la musica che si tramanda

la musica e terna vi lascio con una

piccola considerazione è un piccolo

esperimento tra di noi

una teoria affascinante secondo me

fonologica dice che la musica nacque dal

grido di chiamata seguito da al grido di

risposta

ora non possiamo fare questo esperimento

ancestrale proprio tra di noi proviamo a

farlo

tra di noi vediamo chi c’è qui davanti

lei signora nella seconda fila come si

chiama laura il signore a fianco

giovanni carissima laura se lei dovesse

prendere l’attenzione di giovanni fosse

così vicina come adesso senza usare

mezzi tecnologici ma solo con le sue

risorse umane diciamo così come farebbe

per chiamare il suo nome

provi giovanni ma se giovanni per caso

invece di essere lì vicino a lei non

fosse dietro le quinte di questo teatro

oppure nel foyer oppure nell’ultimo

palco dell’ultimo ordine di questo

bellissimo teatro ricordi

cielo all’italiana come farebbe per

chiamarlo come il grido trapassa nel

canto senza soluzione di continuità da

questo bisogno di contatto da questo

bisogno di comunione nacque la musica è musica fu

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