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Dalla Resilienza all’Antifragilità nell’era dell’economia creativa | Nicola Pirina | TEDxMacomer


ciao a tutti buongiorno proviamo a

immaginare che sia possibile oggi giorno

fini geografici né amministrativi

proviamo a fare una cosa quasi

impossibile sembrerebbe al giorno d’oggi

cioè dovremo provare a demolire

l’insufficienza culturale che ci lega al

mondo di oggi

badate bene che esattamente come

gianluca cadeddu anch’io sono un

giurista e per tutti i giuristi quando

si scrive quando si parla ogni singola

parola ha un significato molto preciso e

dovremmo ritornare nel mondo in cui le

faccio un passo indietro quando ero

giovane metà degli anni 90 si finiva la

scuola quelli che se lo potevano

permettere avevano modem a 56k così

ironia

vi ricordate è uno di quei computer

giganteschi per chi era un utente non

programmatore come possa essere io

l’utilizzo del computer e della rete era

accedere alla posta a tiscali a provare

a fare qualcosa per intenderci e siamo

verso il 95

siamo avanti di un paio d’anni la rete

esisteva ma non era ancora la rete zeppa

dalla roba che usiamo noi ci insegnavano

che se volevamo trovare qualcosa in rete

oltre che usare la posta

dovevamo essere bravi con le tecniche di

ricerca vi ricordate ricerca balljana e

via discorrendo

e se non usava le virgolette che cosa lo

spazio alla virgola il termine è magari

anche l’inglese era meglio perché i

documenti in italiano in altre lingue

erano pochi

non è che si trovasse poi più di tanto

facciamo un salto avanti

entriamo in era google per intenderci

da quel momento in poi invece succede

con le macchine e con la rete l’esatto

contrario cioè succede che non siamo

noi a dover cercare qualcosa in rete

ciò che ci serve

ma siamo di fronte a un sistema di

macchine è a una rete che

contemporaneamente imparai ci

restituisce quello che a noi serve dalle

nostre stesse ricerche ci siamo di

fronte a una rete ea delle macchine

che in sé sono auto apprendenti stesso

sviluppo ha avuto la logica di software

io non c’è qua non sono un software

ista non sono un programmatore ma un

tempo è ancora per molto

c’è un modo ordinario di scrivere i

codici anche se si sta evolvendo oggi

per l’appunto sapete si parla di cripto

monete di block chain che sono logiche

di programmazione diverse ora stanno

iniziando a cercare di fare dei

programmi dei software che hanno il

codice sorgente che è fatto come il dna

del corpo umano quindi non delle catene

infinite ma delle piccole porzioni

all’interno delle quali c’è tutto ciò

che serve per ripetere le operazioni e

per eseguire le operazioni gli stessi

materiali di cui si studia materiale

anche di nuova generazione di cui si

studia si è studiata la prima nasconda

la terza vita la quinta la quarta

scusate dimensione dei materiali oggi a

livello industriale non più ricerca si

studia la quinta dimensione dei

materiali quindi del di nuovi materiali

molto evoluti che incorporano dei

software altrettanto evoluti per

riprendere l’esempio di prima quello che

per chi come me e degli anni 70 80

quello che per noi era insalata di

matematica caro simone oggi e

cibernetica applicata

il mondo è cambiato ecco se non

ragionare più dentro il concetto dentro

lo schema che è proprio di tanti

bisognerebbe che i territori perché

quando parliamo di crisi non bisogna

parlare di sistemi parliamo di persone

parliamo di territori delle persone che

vivono nei territori e quindi

bisognerebbe che gli stessi territori e

le stesse persone all’interno dei

territori ragionassero in maniera altra

prendente ed è importante il passaggio

perché è la differenza tra esistere e

non esistere paragonerei a questo punto

il concetto di crisi normalmente

utilizzato che vorrei destrutturare

a un altro ambiente che mi e vi è molto

noto che quello del mondo della

creazione di nuova impresa innovativa o

meno che siano

proviamo a trovare un paragone tra la

sedicente crisi che ci vendono è il

fallimento di una start up

capite bene che siamo in due emisferi

totalmente differenti questa crisi

sembra monolite inattaccabili

inaffondabile immutabile senza risposta

dall’altra parte abbiamo il sistema di

fallimento di una start up di un’impresa

che se uno guarda lo storico degli

ultimi 50 anni nelle varie evoluzioni

industriali in realtà dai problemi che

hanno avuto le start up dei problemi che

hanno avuto alle imprese dal fallimento

delle imprese sempre nato qualcosa di

positivo

chiediamoci allora perché non è

possibile da un lato avere un sistema

perché è possibile un l’altra per un

sistema che dalla crisi non cambiano

migliora non apprende dall altra parte

invece abbiamo un sistema che dal

fallimento fa uscire una miglioria le

start up fanno pivot si dice cioè

genere non degli altri prodotti

il founder imparano cambiano diventa

perché succede questo sia nel mondo

delle imprese nuove che nel mondo delle

imprese consolidate

alzi la mano chi conosce un’impresa che

non sbaglia le imprese che non sbagliano

non esiste le pubbliche amministrazioni

che non sbagliano non esistono ma è

sano e fisiologico che cos’è che

diventa patologico nei territori le

aziende le imprese piccolo grandi le

pubbliche amministrazioni che commettono

gli stessi errori

ed è quello che succede ed è una delle

cose che permette di non scalfire la

crisi di cui parlavamo prima

allora non dobbiamo più commettere gli

stessi errori

vi chiederei anche se ci troviamo di

fronte una persona che dice non ho mai

fallito io non ho mai sbagliato e

naturale quantomeno vis consiglierei di

avere a che fare con quella persona

soprattutto dal punto di vista del

business

allora penso che

per citarne alcuni per non tediarvi uno

dei grandi difetti genetici delle cose

di cui parliamo sia la

monodimensionalità come tutti siamo

abituati a pensare le cose che usiamo i

luoghi dove abitiamo i percorsi che

facciamo solo ed esclusivamente nella

dimensione normale per cui ci hanno

insegnato a utilizzarli questo problema

della monodimensionalità ha secondo me

culmina nella peggiore delle

monodimensionalità noi siamo abituati

ad avere un atteggiamento fisico

culturale comportamentale di dipendenza

siamo dipendenti nel fare siamo

dipendenti nel non fare siamo dipendenti

nel pensare e siamo dipendenti del

subire modelli economici che non ci

appartengono per niente siamo dipendenti

nell’avere un modello di sviluppo

territoriale che non ci appartiene che

è la copia della copia della copia per

dirla alla bersani di mille rinunce

bersani in cantante ovviamente e allora

bisogna sbagliare bisogna uscire dalla

dimensione

bisogna accettare trovare cercare le

molte più dimensioni che ogni singolo

oggetto ogni singola situazione può

avere e provarle e sperimentarle e

fallire generale delle crisi generale

degli ostacoli perché che cos’è che

rende unico un territorio se non la sua

specificità che cos’è che rende unico

un corso di studi un’esperienza di vita

un amore un’amicizia un’impresa se non

la particolarità la particolarità da

che cosa è data se non la vita al di

fuori di un binario se non la vita al di

fuori dello schema ordinario che ci

allora capita bene che per questo che

dico che i territori che le imprese che

i cittadini che le pubbliche

amministrazioni devono cambiare

dimensione devono essere dei sistemi

auto apprendenti devono essere

perennemente in fase di out of the box

di rottura degli schemi fino a che non

avverrà questo percorso non riusciremo

ad invertire la rotta

però vi chiedo non riusciamo invertire

la rotta crisi ma qual è l’alternativa

qual è l’alternativa cioè dove ci

porta non affrontare un percorso diverso

dove ci porta non assumerci la

responsabilità di non intraprendere una

strada di cambiamento la strada di

ricerca di un’altra dimensione

voi direte se non cambiamo ci

schiantiamo no vi rassicuro ci siamo

già schiantati questa società è già

schiantata il sistema attuale già

schiantato sotto tutti i profili 50 anni

di storia repubblicana hanno massacrato

qualunque cosa voi possiate prendere

mare acqua laghi fiumi giustizia

pubblica amministrazione e già

massacrato quindi serve altro c’ero e

passare un’altra dimensione sarebbe

risvegliare riscoprire attraverso il

cambiamento la specificità l’unicità e

necessaria la vocazione delle persone

perché ciò che distingue dalle servivi

dal no dall essere molto più simili

agli oggetti fisici è necessaria la

vocazione dei territori perché siamo i

territori diventano terreno di conquista

degli altri mentre i territori non

dipendenti riescono e possono trovare la

propria vocazione che deve fare il paio

con la vocazione delle singole persone

che ci abito o che ci vogliono abitare o

se il territorio diventa attraente

quelle persone che possono andare ad

abitare nel territorio non c’è né ci

deve essere differenza ad esempio tra la

sardegna o altre zone attualmente

sembrerebbe più attraenti vanno

riscritte le priorità

una volta trovate le vocazioni una volta

trovate le specificità riscritte le

priorità di fronte alla diseguaglianza

qual è il concetto che unifica tutte le

sfide di cui abbiamo parlato

sarò banale un po retrò grado ma

rimane sempre la sostenibilità che è

esattamente come innovazione esattamente

come degli a 90 sviluppo locale vengono

usate per sbandierare un concetto

vengono usate

nelle varie performance pubblico private

quando si vuol fare un convegno ma

rimane ancora lì per superare la

diseguaglianza o abbiamo una società

più sostenibile un ambiente una sanità

più sostenibile una finanza più

sostenibile e più etica o probabilmente

anche qua ci manca un pezzetto della

sfida non necessariamente tutti i

territori devono essere uniformati

omogenei spalmati su quella non

dipendenza di cui dicevo prima

altro tema rilevante in questo passaggio

è la differenza tra integrazione anche

qua l’integrazione delle culture ma

perché non parliamo di interazione tra

mondi perché non parliamo di

interazione tra popoli perché non

parliamo di interazione tra culture che

cosa dobbiamo già integra siano già

integrati il mondo e unico le

specificità culturali sono note

integriamo anche questa la scelta di

crescita non è una scelta di

adeguamento con la generazione che

abbiamo alle porte pronta ai cosiddetti

millennials noi riuscissimo a non fare

l’errore che ha fatto la generazione che

ci ha preceduto con noi millennials sono

quasi espulsi reietti dai propri

territori sono nati globali sono

cresciuti globali si sono fermati

formati globali hanno strumenti globali

pensano globale ma indistintamente sono

identici sono unici e vogliono tornare

la nostra generazione ha il compito di

traghettare questo passaggio ma non deve

fare l’errore di quella precedente a noi

ci dicevano i giovani sono tutto il

futuro è dei giovani ma anche in questo

caso era una bandierina era solo un

passaggio in realtà noi abbiamo gli

strumenti per interagire

con la generazione di millennials e per

insieme a loro superare le

monodimensionalità di cui sopra e

costruire quel tessuto di fiducia di cui

sopra sarde csfa come nel mondo fanno

quelli che utilizzano i software open

source in tutto il mondo ci sono persone

che generano pezzi di codice

la loro ambizione quale è condividerla

con quello di quell altro paese di quell

altra nazione di quell’altra geografia

che esattamente come lui contribuirà a

quel codice sorgente open source per

avere maggiori dati maggiore competenza

maggiore informazione e allora l’altro

pezzo è e allora oltre a l’interazione

serve condivisione per generare il

fiducia serve connessione dopo gesù

cristo nostro signore qual è la più

grande rivoluzione del mondo se non

internet

mi chiedo quello per uno strumento non

un fine

non è uno scopo è uno strumento oggi

l’infrastruttura primaria lo stesso

phasar decs nei territori cos’è sarde

xenon una base una facilitazione per il

dialogo tra le imprese nei territori che

cos’è altro se non la capacità di

mettere in connessione il potenziale

inespresso

l’impresa di palau con un’impresa di

macomer e via discorrendo

e lo fa su base fiduciaria lo fa sulla

base di stretta di mano io sono convinto

che il 20 mila euro in crediti che metto

a correre io

saranno gli stessi che l’ingegner agnese

ammetterà palau e così tutti gli altri

4mila iscritti nel territorio più

dimensioni di un’impresa più dimensioni

di un territorio più legami

condivisione connessi in rete con

sistema di rete auto apprendente per

evitare

che nei territori ci sia stasi e quindi

ci sia sostenibilità sociale economica

aziendale ambientale e finanziaria è un

pezzo

certo è un pezzo è un’azienda è un

spa come sappiamo presente in 12 regioni

italiane l’anno prossimo in tutte e

venti e che a serramanna dalla lavorare

a 100 persone non è molto voi direte

nella media dei comuni italiani la

stragrande maggioranza dei comuni

italiani è il più grande datore di

lavoro nel proprio comune in alcuni

paesi in alcune città

succede diversamente non è necessario e

non dobbiamo sopravvivere all’incertezza

l’incertezza può essere dominata

guidata e veicolata più che residenti

facciamo un passo avanti proviamo essere

anti fragili cioè proviamo a diventare

una cosa migliore perché tutto cambia

la differenza dell’anti fragilità sta

nel fatto che è la differenza che

esiste tra un sistema vivo è un oggetto

fisico

proviamo

il vento può alzare un incendio

purtroppo per noi o può spegnere una

candela ma non sono inevitabili nessuna

delle due situazioni possiamo imparare a

governarlo e possiamo imparare ad

la crisi quindi secondo me è un abito

mentale e culturale prima di tutto che

io non voglio indossare e che non

indosso non è l’economia che fa la

società ma è la società che fa

l’economia è un’economia giusta

un’economia etica un’economia

un’economia presente il tanto che serve

questa non è più neanche secondo me

l’economia della conoscenza come scritto

qualche giorno fa seminerà di economia

della creatività e se ci pensate bene

la creatività è anche la cosa meno

automatizzabile

esiste io sono convinto che la sardegna

ce la farà sono convinto che i paesi

della sardegna

ce la faranno fino a che il mio

cardiologo non dice il contrario all

ignoranza delle persone non mi demolisce

sono pronto io sono convinto che

conoscenza sia libertà

vi ringrazio [Applauso]

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