Press "Enter" to skip to content

Dalla Parole Ostili alle Parole O_stili | Vera Gheno | TEDxYouth@Bologna


[Musica]

io ho dato questo titolo un pochino

giocoso al mio intervento perché vorrei

iniziare proprio dalle parole ostili per

poi concludere il mio percorso su un

altro tipo di parolo stili questa volta

con le giuste maiuscole ed è la storia

di un rehab rehab credo sia una parola

che tutti conoscete è una specie di

riabilitazione anche vedrete nel corso

delle mie diapositive perché io nasco

blast atrice ovviamente avendo studiato

tanto la lingua prima all’università poi

a dottorato e poi con questa mia

passione per i social network sono

sempre stata nella posizione di superare

in dialettica e in argomentazione i miei

avversari online per cui non avevo

nessun problema a trovare la parola

giusta quella che faceva più male quella

che puntava dritto alla debolezza della

persona di fronte perché in realtà tutti

voi lo sapete abbiamo tutti un tallone

d’achille da killer come dicono i miei

studenti che è uno dei loro ma l’afro

fism i preferiti e il tallone d’achille

a volte è molto facile da trovare altre

volte meno ma in ogni caso ogni persona

ha un punto debole anche quella che si

erge habla stato re e dalla quale non ti

aspetteresti che invece ha qualcosa da

nascondere

quindi bastare vediamo una grandissima

soddisfazione

è un po come la droga se voi pensate

in questa prospettiva all’andare online

e annichilire con le parole l’avversario

ecco è un po la sensazione di una

striscia di coca cioè qualcosa che è lì

per lì ti dà una grandissima agitazione

poi però quando spegni il computer ti

rimane una specie di forma di tristezza

di così il dow appunto e quindi a un

certo punto quando mi sono trovata io

dalla parte della persona bla stata in

particolare c’è stato un episodio di non

tantissimi anni fa in cui girò una mia

fotografia

anzi una fotografia di mia gamba

mentre partecipavo a una kermesse è una

famosa giornalista milanese fece lo

screenshot di questa foto lari condivise

sui social dicendo guardate qua che

cotechini e io ci rimasi malissimo anche

se in realtà nessuno sapeva parte mail

che erano i miei cotechini quindi non si

capiva questo era una vergogna molto

privata però lì per la prima volta mi

misi dalla prospettiva dell’altro cioè

come si sente la persona alla quale ho

dato di non lo so di ciccione o

accaldato di idiota ho dato di scemo

quello che volete voi

giusto per fare un piccolo florilegio di

parole così e poi ho fatto un’altra

considerazione essendo arrivata la

veneranda età di 40 anni che

effettivamente stare li davanti ai

social a perdere tempo alla ricerca

della risposta più cattiva più

annichilente eccetera eccetera ragazzi

fa venire le rughe perché 1 st così

proprio questa faccia no vado cerco sul

dizionario la parola peggiore marrano

fellone giusto per non usare sempre

quelle parole così comuni e quindi ha

detto veramente io voglio invecchiare

così con questa grossa ruga verticale

fra gli occhi eto’o forse no forse a 40

anni è giunto il momento di smettere con

quella roba

e allora ho pensato io che cosa posso

fare

oggi va molto di moda dire signora mia

che tempi stiamo vivendo i social ci

hanno rovinato

diamo il peggio di noi on line gli altri

devono fare qualcosa

facebook deve far sì che non circolino

certe cose

google deve far sì che gli altri allora

io vorrei un attimo cambiare prospettiva

io e quando dico io dico tutti cioè

ognuno di noi nel suo piccolo nel suo

singolo che cosa può fare e mi sono data

una serie di risposte

la prima ovviamente viene dalla mia

esperienza di linguista la lingua è di

tutti non è di qualcun altro non sono

gli altri che la stanno rovinando

sono i social che la stanno rovinando

gli unici responsabili della salute

della nostra lingua siamo noi parlanti e

quindi questo è un fortissimo invito a

rimetterci tutti al centro dell’atto

comunicativo cioè io persona singola

sono responsabile delle cose che dico

sono responsabile di scegliere la parola

giusta posso anzi trovarci un gusto il

gusto della parola giusta perché le

parole giuste hanno un gusto migliore

delle parole sbagliate e sfatiamo un

altro mito internet non è cattiva

internet contiene esattamente quello che

ci mettiamo dentro per cui se ci trovo

cose brutte è perché qualcuno ce le ha

messe e inviterei anzi tutti a chiedersi

se avete mai voi inserito delle cose in

internet che in realtà ad altri non

farebbero mai che non avrebbero fatto

piacere perché alla fine queste sono

cose che facciamo tutti con un po di

leggerezza allora esattamente come io

non vado in giro buttando le cartacce in

terra e non è che non lo faccio solo

quando gli altri mi vedono ma in

generale no è una specie di come si può

dire tratto che ci contraddistingue io

non butto le cartacce in terra perché

beh perché sono un ecologista

ecco allo stesso modo non vado online a

buttare cartacce comunicative perché

alla fine le parole sbagliate quelle che

fanno male sono proprio come delle

cartacce spesso usa questo paragone per

descrivere il rapporto fra noi utenti e

la rete noi siamo come dei neopatentati

che guidano una ferrari internet e alla

ferrari ci dà delle grandissime

possibilità solo una domanda vi viene

chiesto come si chiama il camion che

porta le automobili senza internet è una

è una domanda alla quale è molto

difficile dare risposta dovete andare da

qualcuno che per lavoro a che fare con i

camion che trasportano automobili si

sarebbe come avremmo potuto fare prima

di internet appunto un processo lungo e

difficile per arrivare alla risposta

giusta

adesso lo potete fare imprese con di

andate su google di citate camion

trasportatore automobili e trovate

subito

risposta che ovviamente molti di voi

sanno ma non la spoiler chiamo va bene

quindi ognuno se la può andare a vedere

per i cavoli suoi

quindi internet cita delle grandissime

possibilità ma noi è come se avessimo la

patente da poco quindi i danni grossi

non li facciamo perché siamo cattivi noi

sa è cattiva la macchina ma sapete che

se avete la patente da poco e prendete

una ferrari qualche problemino lo

potreste avere ergo dobbiamo imparare a

stare in questa nuova situazione di chi

per connessione ad esempio anche

l’ultima persona oggi è come se fosse un

piccolo vip

ognuno di noi ha una parte pubblica

volente o nolente che deve oggi imparare

a gestire per cui non posso più mettere

foto online con la nonchalance con cui

lo faceva una volta

perché in realtà anch’io nel mio piccolo

sono un personaggio pubblico e gli altri

vedranno delle cose di me patente

tornando alla lingua non so se ci avete

mai riflettuto in questi termini ma

siamo gli unici animali che esistono su

questo pianeta che hanno la possibilità

di usare uno strumento così evoluto come

la lingua eppure la diamo per scontata

soprattutto quando si parla della nostra

madre lingua in questo caso

dell’italiano

vabbè ce l’abbiamo dalla nascita no è

una specie di accessorio che sta lì e

invece la lingua è anche il nostro atto

di identità cioè ogni volta che noi

scegliamo di usare una parola rispetto a

un’altra

quello dice qualcosa di noi se io scelgo

di usare nero o afroamericano o negro

ognuna di queste scelte dice qualcosa di

me di quello che penso e di quello che

voglio che gli altri vedano di me

la lingua è un atto costante di identità

ancora più dell’abbigliamento ancora più

della capigliatura ogni volta che apro

bocca io dico delle cose di me questa è

la rilevanza della lingua quindi siamo

quello che scegliamo di dire perché

nessuno ci punta una pistola alla tempia

quando facciamo una nostra singola

scelta linguistica ma tutti noi abbiamo

questa grandissima libertà questo enorme

potere

di pensare di più alle parole che

scegliamo di dire e poi ricordiamo che

non esistono persone in assoluto buone

in assoluto cattive in assoluto

intelligente o in assoluto sceme

esistono le persone e le persone hanno

degli aspetti positivi e degli aspetti

negativi e tutti noi siamo persone

quindi smettiamola di pensare alla gente

come se fosse il problema di qualcun

altro

la nell’ottica di questo percorso io ho

fatto fa faccio parte dei degli

estensori di questo manifesto della

comunicazione in uno stile il manifesto

nasce più o meno un anno fa trieste e

nasce dal brain storming no qui

dall’unione da una tempesta di cervelli

di tantissimi cervelli più di 200

persone hanno lavorato su questo

manifesto ognuno facendo delle proposte

di principi che gli sembravano

importanti per darsi una regolata non

per dare una regolata agli altri badate

bene ma ognuno di noi per pensare un

secondo di più a quello che fa online

con le parole

vedrete che sono dieci principi

piuttosto semplici tanto semplici che

per alcuni sono anche troppo buonisti

dove buonismo viene usato come un’offesa

ma io non lo trovo vero questo io trovo

che sia dei principi molto basilari e a

volte c’è bisogno di dire le cose ovvie

di veder le scritte e in particolare ci

sono due principi che sono quelli che io

amo di più mettiamola così

il primo è virtuale e reale cioè se noi

smettiamo di pensare nella prospettiva

che quello che facciamo online è diverso

è separato da quello che facciamo della

vita reale

ecco che improvvisamente facciamo meno

danni cioè io mi comporto online

esattamente come mi comporto nella mia

vita reale e poi l’ultimo una regola

d’oro non c’è bisogno di avere sempre

un’opinione da dire

si può scegliere il silenzio uno dei

modi migliori di costruirsi un

autorevolezza online la famosa

reputation oggi si usa questo termine

inglese è anche quella di non parlare a

sproposito

io intervengo solo quando ho delle

opinioni che si basano su qualcosa che

ho studiato

intervengo quando so di cosa sta

parlando non intervengo a vanvera

il silenzio modo fortissimo di

comunicare

ricordate lo è finita qui

no un anno fa è nato il manifesto oggi

recentemente è stato fatto il manifesto

per le pubbliche amministrazioni che

potete immaginare ne hanno un gran

bisogno è stato fatto un manifesto per

la politica

all’uopo vista la situazione attuale è

il manifesto anche è stato tradotto in

11 lingue

a dimostrazione del fatto che c’è una

richiesta in questo senso cioè ci si

sente il bisogno di ragionare su dei

principi che apparentemente sono

basilari banali secondo alcuni ma non

nasciamo tutti i comunicatori c’è

bisogno di riflettere c’è bisogno di

fare esercizio avendo quella patente di

stare online

quindi cerchiamo di andare verso

l’infinito e oltre insomma molti di voi

conosceranno questa citazione coltissima

buzz lightyear esatto

e poi volevo ricordare un ultima cosa

allora dopo avere a lungo riflettuto su

una citazione filosofica pregno di

contenuto così per chiudere questa mia

presentazione alla fine ha avuto

un’illuminazione non è una citazione è

una cosa che penso allora da una parte

noi siamo animali e gli animali si

ribellano hanno la possibilità di

ribellarsi però agli esseri umani fanno

una cosa molto più avanzata perché gli

esseri umani o per ribellarsi possono

fare le rivoluzioni e quindi nel suo

piccolo parole ostili a una piccola

rivoluzione

grazie [Applauso]

Please follow and like us:

Be First to Comment

Lascia un commento