Press "Enter" to skip to content

A tomarse el juego en serio | Agustín Manzanel | TEDxPuertoMadryn


[Saluti]
ricordano quando avevano sette e dieci
undici anni
Vi invito e vi invito a chiudere il
occhi alle persone quanto tempo hanno trascorso
il gioco ricorda quell’amico
quegli amici con cui hanno speso tutto
il giorno in cui aveva anche più della sua
la propria famiglia o è fratello di quello
sorella con cui ha inventato storie
ricreano oggetti immaginati nuovi mondi
a giocare o come previsto
suonare la campana per uscire per uscire o
andare a casa
lascia che lo zaino tocchi il parapolvere
e tornare in strada per giocare a
piazza al quartiere per il club
forse oggi si sono incontrati molte volte
calciando un sassolino quando camminavano
sul marciapiede e prevenire la caduta
strada o schivando le linee del
tessere o colpire un palloncino e di
improvvisamente impedendogli di cadere e noi
stavano ancora inavvertitamente suonando
o embocando un pezzo di carta nel cestino di
spazzatura
oggi prepara il matí il
brindare prima che suoni setac
magia del bollitore elettrico
sicuramente dopo questi momenti
loro stavano guardando intorno
per vedere se c’era qualcuno che aveva
scoperto è che oggi ci fanno credere
giocare è perdere tempo e noi
Non possiamo permetterci o usare in
minuti produttivi della nostra vita
giocare fino a quando non ci vergogniamo e
In questo modo il gioco mai andare
essendo più relegato da una parte come
se fosse qualcosa di extraterrestre
o peggio ancora qualcosa disponibile solo in
l’infanzia
allora mi chiedo e chiedo
come dice jairo aníbal
tu che sei una persona adulta e così
sia ragionevole e maturo ragionevole con a
grande esperienza e che conosce molte cose
cosa vuoi essere quando sei un bambino che non dovresti
essere la prima volta che senti questo
frase suonata come bambini che abbiamo suonato
come ragazze
sarà che hanno una forma speciale di
giocare
o sarà che siamo gli adulti che
disimpariamo come giocare
sin dalle prime civiltà il
cultura nel suo senso più ampio
credenze conoscenza guerre diritti
tutto ciò che vogliamo chiamare arte tutto
esce dal gioco possiamo pensare al
primi uomini e donne e loro
rituali con musica e danze in
civiltà come l’ azteco dove
il tuo gioco di cerimonie religiose di
la metà si è conclusa sacrificando le persone
come un dono degli dei o dei giochi
di mancala giochi africani del lavoretto
ogni giorno della semina nata da quello
stesso posto
è per questo che dico che tutti escono dal gioco
il gioco e si sviluppa giocando
il gioco è un punto di partenza è la base
del nostro essere di sentire e pensare è dire
è la base della nostra soggettività
se giochiamo ci incontriamo di nuovo con un altro
e in questo modo possiamo immaginare mondi
possiamo migliorare la creatività a
molte altre cose
a partire dal luogo in cui
analizziamo e vogliamo vederlo ma
principalmente il gioco può essere un
spazi di riunione del generatore
il nostro primo e principale collegamento con il
mondo ed è lì che stiamo costruendo
collettivamente e stiamo rafforzando cosa
gruppo
stiamo rafforzando la comunità
al giorno d’oggi è forse più difficile
trovare esempi di questo ma io
Vengo attraversando con nonni e nonne che
si incontrano ogni settimana per
riconnettersi attraverso il gioco e
mantieni la tua vitalità inventando e
costruzione di strumenti musicali
carta o organizzazioni che lavorano con
gli adolescenti e dal gioco che cercano
generare un progetto di vita e farli
fondazioni protagoniste che grazie al
il gioco può riconoscere rivalutare e di
in questo modo per ottenere una comunità
può prendersi cura del posto in cui viviamo
un modo diverso forse il gioco
più semplice più facile quello che siamo noi
appare prima è l’individuo
per bloccarci nel nostro tablet il celu
il computer promosso chiaro è per a
sistema di trattori dell’incontro che da
la paura e la convenienza cercano di isolarci e
che prendiamo sul serio il gioco
questo vecchio modo all’altro
sentiamo che siamo sempre di più
connesso sempre più vicino
ma chiaro attraverso le applicazioni e
schermi che l’unica cosa che fanno è
tenerli isolati e divisi
questo è il motivo per cui il gioco non è per niente
innocente sempre
e ripeto c’è sempre un messaggio che
trasmette camuffato non più o meno
cosciente da parte di chi ci invita
giocare o il gioco stesso perché non lo è
lo stesso gioco tra tutti per mettere insieme a
spettacolo di fuochi d’artificio o
che una comunità rotonda detiene il
più tempo con cui un oggetto
piume nell’aria come la politica
Brasiliano per avere più soldi
che hanno costruito più case
distruggi tutti quelli che mi circondano
il mio o solo uno muore decide tutto mio
fortuna
questo è il motivo per cui noi del gioco
è estremamente mobilizzante, politico e
se dico politico perché lo facciamo
enfasi speciale sull’esperienza
link nei link che hai generato e
in che modo il genere
se pensiamo al modo in cui io
Mi collego con l’altro
vediamo in quel posto qualcosa
assolutamente politico
se giochiamo troviamo noi un’altra
colleghiamo ricreare e ripensare il
abbiamo davvero reinventato molto
in modi
lì il link è inteso come a
trama di emozioni e potere dove
principalmente quello che impari è di più
oltre i concetti contenuti o
modi in cui possono apparire gli atteggiamenti
quello manifest
come assumiamo il potere come
condividiamo e in che modo
ci avviciniamo agli altri cercando di generare questo
la libertà e costruirla è che fa di più
di 18 mesi insieme a lui e al mio
partner abbiamo viaggiato nel paese
e conoscere gli spazi di trasformazione
e spazi di incontro
conoscendo e generando questo tipo di
spazi per essere in grado di recuperare il
importanza del gioco con gli altri e con
altri perché perché capiamo il gioco
come un dialogo politico quando si gioca come
un’azione rivoluzionaria e riflessione
perché il gioco ci libera individualmente e
collettivamente soprattutto
collettivamente perché giocare oggi è
il nostro vero percorso verso
libertà
grazie
me
Please follow and like us:

Be First to Comment

Lascia un commento