
supreme l’azienda di culto
dell’abbigliamento streetwear preso 500
milioni di dollari di investimento
portando la valutazione dell’azienda a
uno stimato miliardo di dollari su primo
è un caso pazzesco che porta a due
domande interessanti la prima è ma come
ha fatto un’azienda che vende
abbigliamento per gente che va sullo
skateboard
ne è nata così 94 ad arrivare a valere
un miliardo di dollari e la domanda
numero due e se un’azienda che vale un
miliardo possa ancora rimanere
un’azienda di culto un’azienda che crea
questa fame negli utenti qualunque cosa
buttafuori quando fa il suo drop
a quel punto la gente lo vuole comprare
bellino un mattone mattone per mattone
con logo supreme veniva venduto su ebay
un po di tempo fa a 1.000 dollari un
minimo di storia su supreme partono nel
94 james j b a new york mette 12 14 mila
dollari apre negozietto e si dedica a
questa community di gente che va sullo
skate set
fin dall’inizio ha due caratteristiche
la prima è che è una tribù molto
specifica e quella tribù anche la
caratteristica non da poco che è molto
cool e molto figa in altre parole è un
po come la tribù dei surfisti che
ispira quel senso di libertà di
dipendenze di creatività di di di
qualcosa che è forte e questi
presupposti sin dall’inizio su prima è
un brand controcorrente esce la campagna
e calvin klein e loro appiccicano il
loro speaker supreme sulla patonza di
kate moss 3 la digos e tutto questo lo
hanno portato avanti con grande bravura
per più di vent’anni con una crescita
lenta al posto di accelerare no scala
scala scalano una crescita lenta che li
ha resi un brand totalmente di culto
lato marketing quali leve hanno
utilizzati 11 sono il centro
settantaquattresimo dame campioni del
mondo pluricampione del mondo che
scarsità e urgenza la leggenda racconta
che il fondatore james che abbia avesse
paura all’inizio di non vendere
abbastanza e per cui produceva sempre
meno non voleva tenersi dei prodotti che
poi gli rimaneva sullo scaffale
se vi pensava di produrre 1.000
produceva 500 quello che di fatto questo
all’inizio probabilmente era vero poi
negli anni diventato un loro carattere
distintivo tengono una produzione
volutamente bassa la domanda è molto
maggiore il prezzo del prodotto aumenta
supreme in altre parole è una vera
edizione limitata o ti presenti il
giorno del
in coda per comprare il prodotto o vai
sul sito che a questo mega piccoli
trascolora devi capire come acquistare
apro parentesi il diario del russo
ottimo canale youtube ragazzo giovane
sbarbato e sa tutto di streetwear se
l’interesse a questo tema sull’acquisto
o prendi i prodotti quel momento lì se
no sei fuori e vai punto sul mercato
secondario per cercare comprarlo a un
prezzo strabiliante la terza leva di
marketing e l’identità un brand così
forte di culto di nicchia che ti fa
sentire totalmente diverso ma al tempo
stesso super autentico e autenticità
sappiamo oggi è il nome e cognome del
gioco tutte le aziende cercano di
trasmetterti questa autenticità il
problema è che fosse autentico offrono
rosse e su prima per vent’anni è
riuscita a mantenere questa immagine di
autenticità
l’ultima leva è una sorta di
competizione sociale spingo sull’animo
competitivo di una persona io al
prodotto e tu non ce l’hai
riuscirà a questo punto su prima a
mantenere questa immagine di culto
nonostante sia un unicorno che aveva un
miliardo no non ci riuscirà perché
anche se non cambiano modello di
business nel momento in cui prendono 500
milioni l’investitore vuole vedere dei
risultati e dei ritorni come è giusto
che sia in questi risultati e ritorni tu
ce li hai nel momento in cui hai una
crescita e per crescere deve
necessariamente avere più prodotti in
circolazione e per quanto il prodotto
sia culla diventa un prodotto
necessariamente più di massa in un più
riservata una nicchia stiamo a vedere
però perché supreme ci ha sorpresi per
20 anni e magari ci sorprendono anche in
futuro quello che è certo però è che
supreme è la conferma di come un brand
oggi più che mai non sia l’insieme come
si usa dire del logo del sito del
prodotto è l’insieme dell’esperienza
che vado a confezionare ed è la
dimostrazione di uno dei grandi mantra
del marketing moderno che assolutamente
si conta il prodotto ma per le persone
che lo comprano quello che davvero
davvero conta è riuscire a fargli sentire un emozione
dell’abbigliamento streetwear preso 500
milioni di dollari di investimento
portando la valutazione dell’azienda a
uno stimato miliardo di dollari su primo
è un caso pazzesco che porta a due
domande interessanti la prima è ma come
ha fatto un’azienda che vende
abbigliamento per gente che va sullo
skateboard
ne è nata così 94 ad arrivare a valere
un miliardo di dollari e la domanda
numero due e se un’azienda che vale un
miliardo possa ancora rimanere
un’azienda di culto un’azienda che crea
questa fame negli utenti qualunque cosa
buttafuori quando fa il suo drop
a quel punto la gente lo vuole comprare
bellino un mattone mattone per mattone
con logo supreme veniva venduto su ebay
un po di tempo fa a 1.000 dollari un
minimo di storia su supreme partono nel
94 james j b a new york mette 12 14 mila
dollari apre negozietto e si dedica a
questa community di gente che va sullo
skate set
fin dall’inizio ha due caratteristiche
la prima è che è una tribù molto
specifica e quella tribù anche la
caratteristica non da poco che è molto
cool e molto figa in altre parole è un
po come la tribù dei surfisti che
ispira quel senso di libertà di
dipendenze di creatività di di di
qualcosa che è forte e questi
presupposti sin dall’inizio su prima è
un brand controcorrente esce la campagna
e calvin klein e loro appiccicano il
loro speaker supreme sulla patonza di
kate moss 3 la digos e tutto questo lo
hanno portato avanti con grande bravura
per più di vent’anni con una crescita
lenta al posto di accelerare no scala
scala scalano una crescita lenta che li
ha resi un brand totalmente di culto
lato marketing quali leve hanno
utilizzati 11 sono il centro
settantaquattresimo dame campioni del
mondo pluricampione del mondo che
scarsità e urgenza la leggenda racconta
che il fondatore james che abbia avesse
paura all’inizio di non vendere
abbastanza e per cui produceva sempre
meno non voleva tenersi dei prodotti che
poi gli rimaneva sullo scaffale
se vi pensava di produrre 1.000
produceva 500 quello che di fatto questo
all’inizio probabilmente era vero poi
negli anni diventato un loro carattere
distintivo tengono una produzione
volutamente bassa la domanda è molto
maggiore il prezzo del prodotto aumenta
supreme in altre parole è una vera
edizione limitata o ti presenti il
giorno del
in coda per comprare il prodotto o vai
sul sito che a questo mega piccoli
trascolora devi capire come acquistare
apro parentesi il diario del russo
ottimo canale youtube ragazzo giovane
sbarbato e sa tutto di streetwear se
l’interesse a questo tema sull’acquisto
o prendi i prodotti quel momento lì se
no sei fuori e vai punto sul mercato
secondario per cercare comprarlo a un
prezzo strabiliante la terza leva di
marketing e l’identità un brand così
forte di culto di nicchia che ti fa
sentire totalmente diverso ma al tempo
stesso super autentico e autenticità
sappiamo oggi è il nome e cognome del
gioco tutte le aziende cercano di
trasmetterti questa autenticità il
problema è che fosse autentico offrono
rosse e su prima per vent’anni è
riuscita a mantenere questa immagine di
autenticità
l’ultima leva è una sorta di
competizione sociale spingo sull’animo
competitivo di una persona io al
prodotto e tu non ce l’hai
riuscirà a questo punto su prima a
mantenere questa immagine di culto
nonostante sia un unicorno che aveva un
miliardo no non ci riuscirà perché
anche se non cambiano modello di
business nel momento in cui prendono 500
milioni l’investitore vuole vedere dei
risultati e dei ritorni come è giusto
che sia in questi risultati e ritorni tu
ce li hai nel momento in cui hai una
crescita e per crescere deve
necessariamente avere più prodotti in
circolazione e per quanto il prodotto
sia culla diventa un prodotto
necessariamente più di massa in un più
riservata una nicchia stiamo a vedere
però perché supreme ci ha sorpresi per
20 anni e magari ci sorprendono anche in
futuro quello che è certo però è che
supreme è la conferma di come un brand
oggi più che mai non sia l’insieme come
si usa dire del logo del sito del
prodotto è l’insieme dell’esperienza
che vado a confezionare ed è la
dimostrazione di uno dei grandi mantra
del marketing moderno che assolutamente
si conta il prodotto ma per le persone
che lo comprano quello che davvero
davvero conta è riuscire a fargli sentire un emozione
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