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Perché siamo sempre distratti nell’era dei social?


non vi sembra incredibile che ci siamo
abituati a vivere in questo stato che
linda stone definisce uno stato di
attenzione parziale permanente
attenzione parziale permanente ad otto
sia sempre distratti basta guardarsi in
giro non è che ci voglia grandi
scienziati ma se volete gli scienziati
sono una marea di studi che dimostrano
come l’impazienza ormai incredibile vi
ricordate che ai tempi si diceva sito
web carichi la paginetta dopo quattro
secondi se non si è caricata l’utente
medio scappa oggi si parla di mezzo
secondo è un sito buono si carica mezzo
secondo scappo via oppure tutti gli
studi su quante volte controlliamo il
cellulare ogni 15 minuti dobbiamo
assolutamente controllare cellulare
molti di più in realtà però sono
medie o ancora se abbiamo uno schermo
davanti o più schermi magari abbiamo
cellulare televisione ogni quanto
saltiamo da uno schermo all’altro ogni
quanto saltiamo da una tappa all’altra e
le stime che ogni due minuti se sei più
sbarbato ogni 4 minuti del tempo più
adulto passi da uno schermo all’altro
hanno sempre perennemente distratto e
vuoi dire che avete siamo distratti e
chissenefrega
in realtà ce ne frega perché la
distrazione il multitasking vuole fare
più roba contemporaneamente degrada
clamorosamente un sacco di roba tutta la
nostra capacità di attenzione va a
farsi friggere la capacità di
selezionare quello su cui dobbiamo stare
concentrati livello di performance della
nostra attenzione livello di efficienza
rispetto a quello che facciamo quanto
riusciamo a sostenere la nostra
attenzione nel tempo scende la velocità
con cui siamo in grado di processare
delle informazioni della nostra memoria
diminuisce la qualità della nostra
memoria quello che ci ricordiamo
diminuisce e via dicendo più
aggiungiamo l’estrazione è più la
qualità del nostro lavoro
crolla miseramente e anche la qualità
di vita personale non voglio ammorbarvi
su quello ma è chiaro che abbiamo un
grande problema se sia sempre di strada
ora la domanda che ci facciamo è ma
perché perché siamo arrivati a questo
punto di distrazione totale è tutta
colpa della tecnologia e la tecnologia
che ci ha reso distratti poi c’è
qualcosa di più cambi 970 non ero
ancora nato ma il libro del 1970 uno che
era uno dei futurologi di punta alvin
toffler aveva scritto futures choc
in sostanza la sua definizione di
fiducia lo choc il vero problema che lui
vedeva era troppo cambiamento in troppo
poco tempo
bene questa è una possibile spiegazione
c’è troppa roba e quindi siamo
ma in pratica ora in pratica uno può
dire internet telefonini social media
hanno creato quest’onda di distrazione
di massa
ok ma in pratica che allora ha suonato
da scandagliare un po più a fondo per
capire perché siamo così cablati nella
distrazione e ho trovato questo libro
molto carino de destruct mind libro
peraltro consigliatomi da voi in uno dei
commenti non ricordo chi ringraziare ma
grazie ottimo libro ottimo del cerino
dove questi due signori e sono uno
psicologo è uno scienziato entrano a
fondo e partono dagli albori da quando
eravamo degli uomini primitivi per
spiegare perché siamo sempre
dannatamente di strada il problema che
individuano e molto semplici il cervello
nostro è cablato per essere delle
creature in cerca di informazioni
siamo creature in cerca di informazione
perché perché immaginatevi di tornare
a essere primitivi siete nella vostra
foresta andate vicino al fiumiciattolo
per cercare di mangiare il vostro pescia
a questo punto non potete permettervi
per sopravvivenza di essere concentrati
esclusivamente su quale attività lino
andare lì e prendere il pesce dovete
avere anche un’attenzione periferica
tutte quelli che sono i segnali o delle
distrazioni che ci possono essere magari
un rumore di foglie come la tigre gable
pappare ma queste robe la pantera java
non so che ho qualcuno vuol sempre
pappare quando siete primitivi per
questo motivo il cervello è come se
fosse diviso in due parti c’è una parte
che loro chiamano la parte attenta agli
stimoli bottom up tutti gli stimoli
dell’ambiente ogni segnale a cui devi
essere attento per reagire all’altro
lato ci sono tutta una serie di altri
stimoli dall’alto abbasso topdown dove
tu in pratica dici no io adesso mi metto
qui e scrivo un libro non me ne frega
niente delle distrazioni sono in grado
di gestirle e noi specie ma noi viviamo
da sempre questo bilanciamento agli
stimoli a cui decidiamo meno di reagire
a tutte queste interferenze interruzioni
e quello che invece decidiamo di fare
quello che decidiamo e scartare
ora qual è il problema che chiaramente
internet social media mobile hanno
aumentato clamorosamente il numero di
stimoli dal basso all’alto ma il
cervello non si è evoluto e anche se è
vero che il cervello continua a
evolversi e cambiare non è mai una
stessa roba cambi in base a mille parole
allo stesso modo secondo gli autori di
questo libro non arriverà a cambiare
per centinaia di anni
dal punto di vista proprio strutturale e
quindi questo è quello che ci dobbiamo
tenere
e allora come si sopravvive in questa
situazione qui considerando che le
aziende tecnologiche fanno reclutando
mare e di neuro scienziati per far leva
su questo limite struttura del cervello
per tenere sempre la nostra attenzione
agganciata alla del momento loro
suggeriscono quattro aspetti principali
il primo è un fatto di metacognizione
sapere che il multitasking non è
qualche cosa di positivo
stop multitasking ho già parlato in un
altro video va in europa rivolta e
concentrati su quello è il motivo per
cui uno come tim ferriss ad esempio
miglia quattro ore di tempo ininterrotto
per fare un’attività se c’è qualche
cosa importante che devi fare mettiti ii
e stacca tutto resta secondo parametro e
questo accessibilità non avere
l’accessibilità di questi tacchi di
cose che ogni due minuti anche se non
sta vibrando suonando ugualmente noi
abbiamo interferenze interna che dicevo
in un aspetta magari sto perdendo una
mela importante c’è qualcosa che sta
succedendo che è assolutamente
fondamentale e questo terzo aspetto
ansietà di lavorare sul fatto che ti
porta un ansia questo aggeggio qua
ultimo aspetto è lavorare sulla noia le
generazioni moderne che vivono sempre
quelle cellulare attaccato non si
rendono conto che c’è stato un periodo
in cui noi semplicemente ci annoiavamo
non avevi niente da fare
oggi non esiste più la noia o meglio
c’è una bassissima tolleranza alla noia
appena mi annoio tiro fuori cellulare
qualcosa di magico succederà dice la
noia quel momento magico e momento in
cui magari diventi creativo ha idea
quello di essere sempre distratti è un
problema gigante non c’è una risposta
secondo me finirà ognuno deve trovare
la sua mio umile suggerimento è solo
uno fatti una domanda e datti una
risposta in altre parole liberal marzullo kent
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