
Immagina di avere un’ idea,
ma non sai come realizzarla. Magari vuoi fare un videogioco
oppure vuoi vendere qualche cosa online, vuoi fare un e-commerce.
Magari sei un artista e vuoi farti conoscere da mezzo mondo. Come trasformi
allora questa idea, che al momento sta solo sotto
al cappellino, in un qualcosa di concreto, come fai a passare
dalla stazione alla creazione? Tre suggeri-Monti.
Il primo è sperimentare in modo imperfetto.
Reid Hoffman, che è il fondatore di LinkedIn,
qualche tempo fa è uscito con una frase meravigliosa: se lanci
il tuo prodotto sul mercato, e quando l’hai lanciato non ti senti veramente
in imbarazzo significa che l’hai lanciato troppo tardi.
Al posto di aspettare degli anni, dei decenni,
di partorire un’idea perfetta che poi diventa un progetto
perfetto, poi arrivo sul mercato quando sono perfetto,
appena hai una roba che più o meno funziona, e sbattila fuori
e senti cosa dice il mercato rispetto a quello che è la tua idea.
Ma davanti a qualcosa di concreto hai dei dati concreti. Qua ci sono
mille teorie e mille libri da leggere, hai presente The Lean Startup,
di Erik Ries? Ha fatto un botto qualche anno fa, piuttosto che
Steve Blank, e via, altro grande… Ma se volete la vera
verità, il miglior libro da leggere in assoluto,
si chiama esperienza. Il secondo suggerimento
è quello di pensare sempre che una chiave fondamentale
per far si che poi un’idea si traduca in una roba che più o meno
funziona, è il tempo. Il timing.
Facciamo finta che ti trovi a Rio de Janeiro
e ti viene una fantastica idea di fare un video blog dove documenti le Olimpiadi.
Sei d’accordo con me che se quel video blog
lo fai durante le Olimpiadi, beh magari piglia bene.
Ma se aspetti di farlo dopo le Olimpiadi, quella roba lì
sarà difficile che funzioni, giusto? Devi farlo durante le Olimpiadi.
Chiaramente preparandoti prima e poi dopo ci sarà uno strascico,
ma durante le Olimpiadi hai il core, il momento in cui la gente
cerca tutte le informazioni olimpiche… Samba!
Terzo consiglio: un passo alla volta.
Martin Luther King cosa diceva? Diceva fai il primo gradino
anche se non vedi tutta la scalinata. Nella tua idea,
se ci credi, devi crederci prima di avere dei risultati.
Devi crederci prima che gli altri dicano: “Eh, fenomeno!”.
No! Fai ‘sto gradino, la scalinata non la vedi, vai su.
Guardando poi indietro tanto, se ti abitui a ragionare così,
facendo tanti test, tanti esperimenti, molti non funzionano,
qualcuno funziona, impari da quelli che funzionano, cambi
ti adatti, ti aggiusti, malleabilmente,
ti accorgi sempre che ti sei fatto mille paranoie e pippe mentali
inutili… E perché non l’ho fatto prima? Non lo so perché non l’hai fatto prima!
Che te lo dico a fa? Il tutto con l’atteggiamento
della formula Michael Caine. Nella parte sopra
sguardo fiero,determinato, deciso, “we gonna change the world!”.
E sotto l’acqua, nella parte sotto con le zampette
che le agiti come un bastardo e facendo di tutto
per restare a galla.
ma non sai come realizzarla. Magari vuoi fare un videogioco
oppure vuoi vendere qualche cosa online, vuoi fare un e-commerce.
Magari sei un artista e vuoi farti conoscere da mezzo mondo. Come trasformi
allora questa idea, che al momento sta solo sotto
al cappellino, in un qualcosa di concreto, come fai a passare
dalla stazione alla creazione? Tre suggeri-Monti.
Il primo è sperimentare in modo imperfetto.
Reid Hoffman, che è il fondatore di LinkedIn,
qualche tempo fa è uscito con una frase meravigliosa: se lanci
il tuo prodotto sul mercato, e quando l’hai lanciato non ti senti veramente
in imbarazzo significa che l’hai lanciato troppo tardi.
Al posto di aspettare degli anni, dei decenni,
di partorire un’idea perfetta che poi diventa un progetto
perfetto, poi arrivo sul mercato quando sono perfetto,
appena hai una roba che più o meno funziona, e sbattila fuori
e senti cosa dice il mercato rispetto a quello che è la tua idea.
Ma davanti a qualcosa di concreto hai dei dati concreti. Qua ci sono
mille teorie e mille libri da leggere, hai presente The Lean Startup,
di Erik Ries? Ha fatto un botto qualche anno fa, piuttosto che
Steve Blank, e via, altro grande… Ma se volete la vera
verità, il miglior libro da leggere in assoluto,
si chiama esperienza. Il secondo suggerimento
è quello di pensare sempre che una chiave fondamentale
per far si che poi un’idea si traduca in una roba che più o meno
funziona, è il tempo. Il timing.
Facciamo finta che ti trovi a Rio de Janeiro
e ti viene una fantastica idea di fare un video blog dove documenti le Olimpiadi.
Sei d’accordo con me che se quel video blog
lo fai durante le Olimpiadi, beh magari piglia bene.
Ma se aspetti di farlo dopo le Olimpiadi, quella roba lì
sarà difficile che funzioni, giusto? Devi farlo durante le Olimpiadi.
Chiaramente preparandoti prima e poi dopo ci sarà uno strascico,
ma durante le Olimpiadi hai il core, il momento in cui la gente
cerca tutte le informazioni olimpiche… Samba!
Terzo consiglio: un passo alla volta.
Martin Luther King cosa diceva? Diceva fai il primo gradino
anche se non vedi tutta la scalinata. Nella tua idea,
se ci credi, devi crederci prima di avere dei risultati.
Devi crederci prima che gli altri dicano: “Eh, fenomeno!”.
No! Fai ‘sto gradino, la scalinata non la vedi, vai su.
Guardando poi indietro tanto, se ti abitui a ragionare così,
facendo tanti test, tanti esperimenti, molti non funzionano,
qualcuno funziona, impari da quelli che funzionano, cambi
ti adatti, ti aggiusti, malleabilmente,
ti accorgi sempre che ti sei fatto mille paranoie e pippe mentali
inutili… E perché non l’ho fatto prima? Non lo so perché non l’hai fatto prima!
Che te lo dico a fa? Il tutto con l’atteggiamento
della formula Michael Caine. Nella parte sopra
sguardo fiero,determinato, deciso, “we gonna change the world!”.
E sotto l’acqua, nella parte sotto con le zampette
che le agiti come un bastardo e facendo di tutto
per restare a galla.
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