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Climate Change: come Ti convinco per 50 anni che il problema non esiste


Qual è l’azienda per voi di maggior valore al mondo?
Alcuni potrebbero pensare immediatamente Apple,
ad esempio. Invece no, l’azienda di maggior valore al mondo
è Saudi Aramco, che ha una valutazione stimata
tra un trilione e dieci trilioni di dollari.
Not bad. Concordiamo quindi tutti
che il business dell’energia, il business del petrolio,
ad oggi, 2016, è la madre di tutti i business.
Anche perché di petrolifere non ne esiste solo una, no?
Le sette sorelle, le cinque sorelle, i diciotto fratelli… Quel cazzo che è!
Dall’altro lato il 97% di noi concorda
che il cambiamento climatico, climate change, esiste.
Perché il 97%? Perché il 97% degli scienziati
del pianeta concorda che il climate change è
una realtà. Altro dato interessante se è sfuggito a qualcuno,
che marzo, marzo, questo marzo qua, è stato il mese più caldo
degli ultimi 100 anni. Se poi qualcuno avesse ancora
dubbi, cazzo basta che viene su in Inghilterra e vede che
c’è stato un cambiamento, anzi qua speriamo che il climate change arrivi!
Così noi avremo un tempo pazzesco, come in Sardegna, in Sardegna piove
tutto l’anno, noi ce l’abbiamo qua. Giustizia finalmente!
Allora colleghiamo questi due elementi, il più grande business al mondo,
di qua, eccolo qua, il mondo del petrolio e energia,
e uno dei più grandi problemi al mondo, che è il climate change,
il cambiamento climatico. Ci stiamo sciogliendo come neve al sole.
Ecco perché non ci può non interessare l’inchiesta
che è in corso, le indagini in corso negli Stati Uniti, rispetto
al fatto che alcune multinazionali del petrolio,
che poi sono un po’ tutte in contatto, quindi insomma
ne prendono una ma mi sa che ci sono dentro in più di una,
sapessero del cambiamento climatico già da 40/50 anni.
E se così fosse, che dire amici, tanto di cappello,
fatemelo mettere su il cappello, perché parliamo
della più grande campagna di comunicazione della storia. Per 50 anni
questi signori sono riusciti a far credere al mondo
che il cambiamento climatico fosse una gran puttanata.
Oh, chiariamoci: possono averlo fatto in buona fede, o in mala fede.
Possono averlo fatto in buona fede, possono aver fatto le loro indagini,
le loro ricerche, è chiaro, è sicuro che hanno fatto le loro ricerche
e possono essere giunti alla conclusione che invece il cambiamento climatico
non sarebbe stato un problema. E hanno detto ragazzi mettiamoci insieme
e comunichiamo al mondo che questa roba non è un problema.
Così hanno fatto e che dire, complimentoni! Sono riusciti
a convincere il mondo, per 50 anni, che il cambiamento climatico
non fosse un problema. Come hanno fatto e quali sono
le tecniche di marketing che potremmo imparare da questi signori?
Ma sono sempre le stesse. Attività di lobby, di pressione
sulla politica per far non uscire le normative,
intruci, i soliti. Me la fai la legge, non me la fai?
E sposta… Finanziamenti di gruppi di ricerca
di think tank, e quant’altro per dimostrare che il climate change
in fondo non fosse un grande pericolo, grande attività
di promozione del dubbio nelle persone, al punto
che ancora adesso se tu chiedi a qualcuno, ma il climate change è vero o no?
Andate per strada, molte persone vi diranno: “Ma non lo so, non son sicuro.”
È il dubbio, come per le multinazionali del tabacco,
il prodotto principale in questi casi.
E poi in generale, la tecnica migliore di comunicazione,
che hanno adottato è stata quella di resettare l’orologio. Siamo proprio
sicuri del cambiamento climatico? Ma le ricerche non l’hanno
ancora dimostrato, aspettiamo ancora un po’. Dopo cinque anni, resettiamo
l’orologio, ma aspettiamo ancora un po’, dopo dieci anni
resettiamo l’orologio, aspettiamo ancora un po’. È la vecchia tecnica
delle quattro galline e delle tre paperelle. È una storia davvero interessante,
staremo a vedere come finisce. Ipotesi uno, se l’hanno fatto in buona fede
l’unica cosa che devono fare è chiudere baracca, perché da un lato
sono ovviamente capaci a fare business dall’altro sono totalmente
incapaci a prevedere qualche cosa di talmente gigantesco
che sono pericolosi per l’umanità. Se invece
questa campagna di comunicazione l’hanno fatta in mala fede
sapendo benissimo quali sarebbero stati gli effetti
del cambiamento climatico sul pianeta, beh,
in questo secondo caso non è che ci sia molto da dire. In questo secondo caso
togliamo il cappello perché abbiamo soltanto a che fare con dei criminali.
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