
ciao monte federica pellegrini chi
meglio di te può aiutarci a capire che
cosa vuol dire nuotare competere e
vincere e andare avanti nonostante tutto
nonostante tutti avere una carriera
sfolgorante incredibile e cercare di
tirar fuori delle considerazioni utili
per noi che invece poi lavoriamo in un
settore poco nuotati come il business e
la vita di tutti i giorni lavorativa
anche perché da nuotatore totalmente
negato se competesse con federica
vorrei 199 metri di vantaggio e
probabilmente perdere è uguale sui 200
ho sempre visto il nuoto come molto
simile quando lancia un progetto perché
da un lato sei da solo che immerso in
questa solitudine no la tua piccola
bolla acquatica dall’altro lato però
compiti nella vasca con tutti gli altri
il mercato sono tutti gli altri e
competitor che gli squali è un lavoro di
squadra ma sei tu spesso nel buio della
tua cameretta come fondatore
imprenditore a dover tela smazzare
insomma ne parliamo allora con federica
dopo la sigla partiamo anzitutto dalle
basi allora nel noto sicuramente la
tecnica è un valore fondamentale che si
impara da piccolissimi e importante che
insomma i più piccoli imparino subito la
buona tecnica perché comunque diciamo
che per semplificare la cosa meglio noti
e meno dispendio di energie nella
prestazione finale quindi né in quello
che sarà poi la gara alla fine quindi
meno fatica fai più ne hai
alla fine è una cosa che si impara da
bambini o per esempio avuto dei coach
molto bravi
la maggior parte tutti fissati molto con
la tecnica sulla bracciata sulla presa
dello stile libero che ha quasi una l in
acqua quindi mi ricordo queste domeniche
mattine passate a riprendere la mia
nuotata sott’acqua sia di fianco con le
telecamere un tipo con un carrellino che
scorre a lato della vasca con la
telecamera che va sotto e riprende
mentre noi nuotiamo è anche una frontale
per vedere se le due braccia sono
simmetriche poi iniziato da piccola e
non si finisce mai di imparare c’è
sempre qualcosa qualche centesimo su
quelli male su cui perfezionarsi e c’è
ancora tanto da fare è una questione di
centesimi sul lavoro è identico sé
stesse e vero no peraltro inghilterra da
quando hanno vinto quelli del ciclismo
ogni due minuti c’è sempre la loro
teoria del marginal games in pratica tu
fai dei micro miglioramenti in ogni
settore della tua attività per avere un
interesse composto che porta a un
miglioramento nei per cui centesimi
centesimi centesimi fatta questa
premessa una volta che uno inizia
competere a che fare con gli avversari
le sfighe infortuni e bla bla bla
come li affronti tutte le ricche come li
affrontati questi anni ma questa è una
bella domanda nel senso che penso che
nella mia carriera sportiva non sia
mancato proprio niente di queste cose
perché è un po ci si è messa la sfiga un
po sfortuna infortuni gravissimi
facciamo le corna non ci sono mai stati
attacchi della stampa a bizzeffe quindi
insomma le ho passate un po tutte la
cosa che mi ha sempre salvato è stata
poi
la vera passione che ho per questo sport
quindi ti manda avanti nonostante quello
che dicono gli altri nonostante le
difficoltà che succedono nella vita ma
non solo di una sportiva nella vita di
tutte le persone e gli infortuni che ci
sono stati per esempio i punti critici
dei nuotatori sono le spalle la schiena
io ho due spalle che comunque devo
tenere sotto controllo e un ernia la
schiena quindi insomma gli sportivi di
alto livello sono abbastanza giacca ti
però si supera tutto insomma se poi i
tuoi obiettivi e la tua passione
veramente quello che stai facendo e
quelli che vorrei raggiungere li ferma
nessuno
ecco perché mito persistente sul lavoro
e che se tu fai una bella carriera in
qualunque settore qualunque cosa tu
faccia arrivi in fondo che sei bello a
posto rilassato pulito come le chiappe
tine di un bambino e invece no arrivi lì
pieno di acciacchi casini perché per
arrivare all’altro lato ti sei dovuto
fare un mazzo così e sei passato capite
in mezzo di simoni in piena e 15 ae le
cicatrici addosso per loro diventa
sempre più importante pensare a come
durare nel lungo periodo
diciamo che ha notato restano un po
masochista in questo perché poi noi
facciamo uno sport che a prettamente
allenamento e alla fine dell’anno è la
gara più importante che per quanto mi
riguarda dura un minuto e 55 secondi
qualcosina meno spero però insomma lì
per lì e quindi passiamo
undici mesi in acqua per quel minuto e
55 stv anelka goto il giorno prima
quello è un problema parlando delle
olimpiadi poi sono una gara ogni quattro
anni quindi insomma lo fai perché ti
piace non lo fai sicuramente peraltro
questo sport io sento che insomma
qualcosa che poi ti sento dentro no il
fatto di sentirsi bene in un elemento
che non è il tuo quindi penso di essere
nata per questo penso che comunque i
geni di mamma e papà sono state buoni
per questo e quindi fin quando mi
sentirò bene andrò avanti a farlo per un
minuto e 55 tutti alle niebel in 15 mesi
o quello che per arrivare a giocarci
tutto in un minuto e 55 in rete non è
come i 100 metri che ai 10 secondi
minuti 55 non è tantissimo tempo che gli
sforzi che fai spesso nel lavoro uguale
prepari un progetto ci lavori sei mesi
una loro lanci e poi quell attimo e le
24 ore del lancio si determina se tu
esplodi o se floppy clamorosamente
l’altro spunto interessante fede questo
è sentirsi bene in un elemento il
mercato spesso non è un elemento in cui
istintivamente automaticamente ti senti
a tuo agio perché è molto incasinato
complesso e allora su quello bisogna
imparare a farselo stare bene addosso
spal marcelo di nutella addosso come
direbbero i moretti e quello che ti può
aiutare essere più confortevole enti in
questo elemento è la squadra che tu ti
costruisci intorno sulla staff
io credo fermamente diciamo che nel
nuoto non è mai
osannato così tanto perché nuoto è uno
sport individuale quindi tu sei in acqua
da solo tu vinci e tu perdi nome non è
mai stato così perché poi io almeno per
quanto mi riguarda ho sempre cercato di
crearmi un po la mia bolla protettiva da
tutto quello che mi circonda perché
comunque anche a livello mediatico di
pressioni al di fuori non è facile
sopportare da solo e quindi mi sono
creato un po questo staff che soltanto a
livello sportivo
per quanto riguarda proprio la
prestazione di per se ne fanno parte
tuttora il mio allenatore matteo giunta
la mia mental coach
il mio fisioterapista nutrizionista
medico della nazionale quindi insomma
tutte queste persone che lavorano
insieme a me creano un po questa bolla
protettiva e quindi io ho sempre creduto
tanto in questo credo che niente sia il
caso quindi
e soprattutto quando vengono fuori i
problemi perché quando sei giovane viene
tutto facile no quindi poi quando vai
avanti con gli anni devi cercare di
perfezionare ogni singolo particolare
l’alimentazione all’allenamento perché
comunque è logico che poi andando avanti
con gli anni non riesci più a fare
quello che facevi a 16 17 anni quindi
hai bisogno di più qualità di più
perfezione da quel punto di vista ma
anche dalla fisioterapia proprio
l’approccio mentale prima prima della
gara quella bolla protettiva ti serve
perché non puoi prendere le legnate sul
lavoro sempre solo tu devi avere un bel
tour a ash forte che in grado di
smarcarsi dei problemi non puoi essere
sempre più con le bottiglie su qualunque
cosa
altro spunto interessante fondamentale
importantissimo per qualunque tipo di
lavoro e quello che viene fuori ogni
volta che parla come un atleta ed è la
loro giornata tipo una giornata classica
iniziale 7 la mattina alle sette alle
otto e mezza poi dipende dall orario di
entrata in acqua però di solito alle 8
siamo in piscina entriamo in acqua alle
otto e mezza fino alle dieci e mezza 11
poi facciamo un po di stretching andiamo
a pranzo dopo pranzo di solito con la
siamo letto per almeno un’ora un’ora e
mezza alle quattro e mezzo siamo di
nuovo in acqua fino alle sei e mezza 7
poi si ripete con l’unica variante che
lunedì mercoledì e venerdì abbiamo anche
la palestra anche dura proprio sessione
di pesi aerobico diciamo che noi
direttamente lo facciamo in acqua anche
breve quello che si fa al di fuori
anaerobico diverso da quello che si fa
quindi la palestra è soltanto pesi
la facciamo lady e venerdì per circa
un’ora e mezza il sabato pomeriggio
riposo e domenica libera tutti quelli
che hanno veramente ottimi risultati sul
lavoro e comunque professione lo vedete
ogni volta che siamo un video con un
atleta è successo
tutti impostati allo stesso modo
ripetere ripetere ripetere non è una
roba sexy non è una roba divertente ma è
quello che tocca fare i peti ripete
ripeti bla e bla bla bla è facile a
dirlo a farlo un po meno anche perché
tutto questo avviene in un contesto di
pressione spesso no pensati federiche
pressione c’hai addosso e come fai a
gestire tutta sta roba qua gli occhi
addosso tutto quello che succede allora
devo dire che cellere sotto pressione
non non è facile capisco che al di fuori
possa essere una cosa quasi impossibile
no perché se pensi a una finale olimpica
emozioni tua casa che la stai guardando
pensa cosa possiamo vivere noi lì in
quel momento il problema non è tanto il
momento in cui tu entri sul piano vasca
ti butti entry napoli perché ormai
quello è fatto il problema sono le ore
prima le ore prima sono
di tachicardia continua dove diciamo che
la mia tecnica per smorzare tutto è
concentrarsi su quello che devi fare dal
mettere in borsa la cuffia piuttosto che
rigare l’accappatoio tutto con calma
tutto sistematico tutto organizzato però
pensando a quello una cosa per volta con
un massima calma lo devo dire che mi
aiuta a non pensare a quello che dovrò
fare quel pomeriggio piuttosto a
concentrarsi sulle piccole cose un po
vendersi per il culo si è uno schema lo
fai con molta calma ti concentri su
quello senza pensare a quello che ci
sarà nel pomeriggio quello devo dire che
mi aiuta a non sentire la tensione poi è
logico che il momento di massima
tensione per esempio per me non è tanto
noi allora arriviamo in piscina il
giorno della finale circa due ore prima
della gara io mi butto a fare
riscaldamento un’ora e mezza prima della
gara faccio 40 minuti di riscaldamento a
tre quarti d’ora dalla gara sono fuori
che a mezz’ora mentre il costume ecco
quello vanno metti il costume da gara
per me era il momento di massima
attenzione che proprio il cuore comincia
a battere anche dentro la testa ci siamo
insomma poi un po questa routine
mi faccio accompagnare dal mio
allenatore fino in camera di chiamata la
camera di chiamata è praticamente la
camera dove controllano cuffie
occhialini e costume se ai cerotti vari
e quant’altro ci devi andare un quarto
d’ora prima della gara ti assegnano la
corsia di sistemano e quindi poi da lì
in poi se da sola per un quarto d’ora
con le altre sette finaliste per me non
è un problema di tensione lì anzi è più
un problema di concentrazione perché lì
poi a 10 minuti
sì è vero che sei tanto emozionata però
ti concentri più tecnicamente su quello
che che andrai va a fare cerchi di
motivati da sola ascolti la musica
io l’ho fatto a volte a volte no al
bisogno ecco però devo dire che sia il
momento di massima tensione quando ti
metti il costume dice adesso son cavoli
come se non bastasse tutta questa
tachicardia poi ci sono anche gli
avversari come li gestisce ci si parla
non ci si parla si insulta diciamo che è
molto diverso l’approccio mentale
maschile e femminile perché le femmine
tendono comunque a sale proprio per
conto loro non parlarsi ma neanche farsi
troppa violenza psicologica invece
uomini sono molto più testosteroni ci da
questo punto di vista c’è proprio
vogliono fare gli strafottenti anche
magari solo nel modo di parlare in
camera di chiamata dalle donne invece
sono molto più introspettive un momento prima della gara federica grazie ciao
meglio di te può aiutarci a capire che
cosa vuol dire nuotare competere e
vincere e andare avanti nonostante tutto
nonostante tutti avere una carriera
sfolgorante incredibile e cercare di
tirar fuori delle considerazioni utili
per noi che invece poi lavoriamo in un
settore poco nuotati come il business e
la vita di tutti i giorni lavorativa
anche perché da nuotatore totalmente
negato se competesse con federica
vorrei 199 metri di vantaggio e
probabilmente perdere è uguale sui 200
ho sempre visto il nuoto come molto
simile quando lancia un progetto perché
da un lato sei da solo che immerso in
questa solitudine no la tua piccola
bolla acquatica dall’altro lato però
compiti nella vasca con tutti gli altri
il mercato sono tutti gli altri e
competitor che gli squali è un lavoro di
squadra ma sei tu spesso nel buio della
tua cameretta come fondatore
imprenditore a dover tela smazzare
insomma ne parliamo allora con federica
dopo la sigla partiamo anzitutto dalle
basi allora nel noto sicuramente la
tecnica è un valore fondamentale che si
impara da piccolissimi e importante che
insomma i più piccoli imparino subito la
buona tecnica perché comunque diciamo
che per semplificare la cosa meglio noti
e meno dispendio di energie nella
prestazione finale quindi né in quello
che sarà poi la gara alla fine quindi
meno fatica fai più ne hai
alla fine è una cosa che si impara da
bambini o per esempio avuto dei coach
molto bravi
la maggior parte tutti fissati molto con
la tecnica sulla bracciata sulla presa
dello stile libero che ha quasi una l in
acqua quindi mi ricordo queste domeniche
mattine passate a riprendere la mia
nuotata sott’acqua sia di fianco con le
telecamere un tipo con un carrellino che
scorre a lato della vasca con la
telecamera che va sotto e riprende
mentre noi nuotiamo è anche una frontale
per vedere se le due braccia sono
simmetriche poi iniziato da piccola e
non si finisce mai di imparare c’è
sempre qualcosa qualche centesimo su
quelli male su cui perfezionarsi e c’è
ancora tanto da fare è una questione di
centesimi sul lavoro è identico sé
stesse e vero no peraltro inghilterra da
quando hanno vinto quelli del ciclismo
ogni due minuti c’è sempre la loro
teoria del marginal games in pratica tu
fai dei micro miglioramenti in ogni
settore della tua attività per avere un
interesse composto che porta a un
miglioramento nei per cui centesimi
centesimi centesimi fatta questa
premessa una volta che uno inizia
competere a che fare con gli avversari
le sfighe infortuni e bla bla bla
come li affronti tutte le ricche come li
affrontati questi anni ma questa è una
bella domanda nel senso che penso che
nella mia carriera sportiva non sia
mancato proprio niente di queste cose
perché è un po ci si è messa la sfiga un
po sfortuna infortuni gravissimi
facciamo le corna non ci sono mai stati
attacchi della stampa a bizzeffe quindi
insomma le ho passate un po tutte la
cosa che mi ha sempre salvato è stata
poi
la vera passione che ho per questo sport
quindi ti manda avanti nonostante quello
che dicono gli altri nonostante le
difficoltà che succedono nella vita ma
non solo di una sportiva nella vita di
tutte le persone e gli infortuni che ci
sono stati per esempio i punti critici
dei nuotatori sono le spalle la schiena
io ho due spalle che comunque devo
tenere sotto controllo e un ernia la
schiena quindi insomma gli sportivi di
alto livello sono abbastanza giacca ti
però si supera tutto insomma se poi i
tuoi obiettivi e la tua passione
veramente quello che stai facendo e
quelli che vorrei raggiungere li ferma
nessuno
ecco perché mito persistente sul lavoro
e che se tu fai una bella carriera in
qualunque settore qualunque cosa tu
faccia arrivi in fondo che sei bello a
posto rilassato pulito come le chiappe
tine di un bambino e invece no arrivi lì
pieno di acciacchi casini perché per
arrivare all’altro lato ti sei dovuto
fare un mazzo così e sei passato capite
in mezzo di simoni in piena e 15 ae le
cicatrici addosso per loro diventa
sempre più importante pensare a come
durare nel lungo periodo
diciamo che ha notato restano un po
masochista in questo perché poi noi
facciamo uno sport che a prettamente
allenamento e alla fine dell’anno è la
gara più importante che per quanto mi
riguarda dura un minuto e 55 secondi
qualcosina meno spero però insomma lì
per lì e quindi passiamo
undici mesi in acqua per quel minuto e
55 stv anelka goto il giorno prima
quello è un problema parlando delle
olimpiadi poi sono una gara ogni quattro
anni quindi insomma lo fai perché ti
piace non lo fai sicuramente peraltro
questo sport io sento che insomma
qualcosa che poi ti sento dentro no il
fatto di sentirsi bene in un elemento
che non è il tuo quindi penso di essere
nata per questo penso che comunque i
geni di mamma e papà sono state buoni
per questo e quindi fin quando mi
sentirò bene andrò avanti a farlo per un
minuto e 55 tutti alle niebel in 15 mesi
o quello che per arrivare a giocarci
tutto in un minuto e 55 in rete non è
come i 100 metri che ai 10 secondi
minuti 55 non è tantissimo tempo che gli
sforzi che fai spesso nel lavoro uguale
prepari un progetto ci lavori sei mesi
una loro lanci e poi quell attimo e le
24 ore del lancio si determina se tu
esplodi o se floppy clamorosamente
l’altro spunto interessante fede questo
è sentirsi bene in un elemento il
mercato spesso non è un elemento in cui
istintivamente automaticamente ti senti
a tuo agio perché è molto incasinato
complesso e allora su quello bisogna
imparare a farselo stare bene addosso
spal marcelo di nutella addosso come
direbbero i moretti e quello che ti può
aiutare essere più confortevole enti in
questo elemento è la squadra che tu ti
costruisci intorno sulla staff
io credo fermamente diciamo che nel
nuoto non è mai
osannato così tanto perché nuoto è uno
sport individuale quindi tu sei in acqua
da solo tu vinci e tu perdi nome non è
mai stato così perché poi io almeno per
quanto mi riguarda ho sempre cercato di
crearmi un po la mia bolla protettiva da
tutto quello che mi circonda perché
comunque anche a livello mediatico di
pressioni al di fuori non è facile
sopportare da solo e quindi mi sono
creato un po questo staff che soltanto a
livello sportivo
per quanto riguarda proprio la
prestazione di per se ne fanno parte
tuttora il mio allenatore matteo giunta
la mia mental coach
il mio fisioterapista nutrizionista
medico della nazionale quindi insomma
tutte queste persone che lavorano
insieme a me creano un po questa bolla
protettiva e quindi io ho sempre creduto
tanto in questo credo che niente sia il
caso quindi
e soprattutto quando vengono fuori i
problemi perché quando sei giovane viene
tutto facile no quindi poi quando vai
avanti con gli anni devi cercare di
perfezionare ogni singolo particolare
l’alimentazione all’allenamento perché
comunque è logico che poi andando avanti
con gli anni non riesci più a fare
quello che facevi a 16 17 anni quindi
hai bisogno di più qualità di più
perfezione da quel punto di vista ma
anche dalla fisioterapia proprio
l’approccio mentale prima prima della
gara quella bolla protettiva ti serve
perché non puoi prendere le legnate sul
lavoro sempre solo tu devi avere un bel
tour a ash forte che in grado di
smarcarsi dei problemi non puoi essere
sempre più con le bottiglie su qualunque
cosa
altro spunto interessante fondamentale
importantissimo per qualunque tipo di
lavoro e quello che viene fuori ogni
volta che parla come un atleta ed è la
loro giornata tipo una giornata classica
iniziale 7 la mattina alle sette alle
otto e mezza poi dipende dall orario di
entrata in acqua però di solito alle 8
siamo in piscina entriamo in acqua alle
otto e mezza fino alle dieci e mezza 11
poi facciamo un po di stretching andiamo
a pranzo dopo pranzo di solito con la
siamo letto per almeno un’ora un’ora e
mezza alle quattro e mezzo siamo di
nuovo in acqua fino alle sei e mezza 7
poi si ripete con l’unica variante che
lunedì mercoledì e venerdì abbiamo anche
la palestra anche dura proprio sessione
di pesi aerobico diciamo che noi
direttamente lo facciamo in acqua anche
breve quello che si fa al di fuori
anaerobico diverso da quello che si fa
quindi la palestra è soltanto pesi
la facciamo lady e venerdì per circa
un’ora e mezza il sabato pomeriggio
riposo e domenica libera tutti quelli
che hanno veramente ottimi risultati sul
lavoro e comunque professione lo vedete
ogni volta che siamo un video con un
atleta è successo
tutti impostati allo stesso modo
ripetere ripetere ripetere non è una
roba sexy non è una roba divertente ma è
quello che tocca fare i peti ripete
ripeti bla e bla bla bla è facile a
dirlo a farlo un po meno anche perché
tutto questo avviene in un contesto di
pressione spesso no pensati federiche
pressione c’hai addosso e come fai a
gestire tutta sta roba qua gli occhi
addosso tutto quello che succede allora
devo dire che cellere sotto pressione
non non è facile capisco che al di fuori
possa essere una cosa quasi impossibile
no perché se pensi a una finale olimpica
emozioni tua casa che la stai guardando
pensa cosa possiamo vivere noi lì in
quel momento il problema non è tanto il
momento in cui tu entri sul piano vasca
ti butti entry napoli perché ormai
quello è fatto il problema sono le ore
prima le ore prima sono
di tachicardia continua dove diciamo che
la mia tecnica per smorzare tutto è
concentrarsi su quello che devi fare dal
mettere in borsa la cuffia piuttosto che
rigare l’accappatoio tutto con calma
tutto sistematico tutto organizzato però
pensando a quello una cosa per volta con
un massima calma lo devo dire che mi
aiuta a non pensare a quello che dovrò
fare quel pomeriggio piuttosto a
concentrarsi sulle piccole cose un po
vendersi per il culo si è uno schema lo
fai con molta calma ti concentri su
quello senza pensare a quello che ci
sarà nel pomeriggio quello devo dire che
mi aiuta a non sentire la tensione poi è
logico che il momento di massima
tensione per esempio per me non è tanto
noi allora arriviamo in piscina il
giorno della finale circa due ore prima
della gara io mi butto a fare
riscaldamento un’ora e mezza prima della
gara faccio 40 minuti di riscaldamento a
tre quarti d’ora dalla gara sono fuori
che a mezz’ora mentre il costume ecco
quello vanno metti il costume da gara
per me era il momento di massima
attenzione che proprio il cuore comincia
a battere anche dentro la testa ci siamo
insomma poi un po questa routine
mi faccio accompagnare dal mio
allenatore fino in camera di chiamata la
camera di chiamata è praticamente la
camera dove controllano cuffie
occhialini e costume se ai cerotti vari
e quant’altro ci devi andare un quarto
d’ora prima della gara ti assegnano la
corsia di sistemano e quindi poi da lì
in poi se da sola per un quarto d’ora
con le altre sette finaliste per me non
è un problema di tensione lì anzi è più
un problema di concentrazione perché lì
poi a 10 minuti
sì è vero che sei tanto emozionata però
ti concentri più tecnicamente su quello
che che andrai va a fare cerchi di
motivati da sola ascolti la musica
io l’ho fatto a volte a volte no al
bisogno ecco però devo dire che sia il
momento di massima tensione quando ti
metti il costume dice adesso son cavoli
come se non bastasse tutta questa
tachicardia poi ci sono anche gli
avversari come li gestisce ci si parla
non ci si parla si insulta diciamo che è
molto diverso l’approccio mentale
maschile e femminile perché le femmine
tendono comunque a sale proprio per
conto loro non parlarsi ma neanche farsi
troppa violenza psicologica invece
uomini sono molto più testosteroni ci da
questo punto di vista c’è proprio
vogliono fare gli strafottenti anche
magari solo nel modo di parlare in
camera di chiamata dalle donne invece
sono molto più introspettive un momento prima della gara federica grazie ciao
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