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Dove stiamo andando? | Davide Cristaldi | TEDxYouth@Bologna


[Musica]

se volete potete chiudere gli occhi

che fai tu luna in ciel

[Musica]

dimmi che fai silenziosa luna

sorci da sera e vai contemplando i

deserti i tifosi

ancora non credi di essere

ancor 6 vaga di mira queste mano

9 la grecia oltre per campo e vede

greggi frontale ed erbe

poi stacco si riposa in sulla sera altro

mai bene

a che fare al posto la sua vita

nostra vita

dimmi dove tenne questo pagare un mio

breve il tuo corso

[Musica]

vi voglio confessare una cosa perché

vedete il mio talk non doveva iniziare

così sapete

dietro a questi discorsi c’è un sacco di

preparazione e io saro pronto era fatto

funzionava almeno mi hanno detto così a

una domanda da spararvi subito in faccia

dritto sapete tecniche di retorica

queste cose così poi per non so quale

caso ho studiato proprio in questo

periodo a scuola leopardi

ho conosciuto così giacomino e proprio

leggendo queste questi versi magnifici

che adesso abbiamo ascoltato insieme io

ho riletto nelle sue parole la mia

stessa domanda com’è possibile

leopardi un genio assoluto io persona

qualsiasi

la stessa domanda come è possibile e mi

sono dato una risposta perché vedete ho

detto noi siamo sempre stati noi

l’uomo è sempre stato uomo e io davide

persona qualsiasi e leopardi e tu che

sta in prima fila e lui e l’operaio che

ha costruito questo posto condividendo

la nostra umanità ci siamo fatti le

stesse domande

per questo fatto di essere uomini di

stare tutti qua a vivere questa vita ci

siamo domandati prima o poi dove stiamo

andando

è questa la domanda con cui volevo

partire dove stiamo andando

ove tende questo pagarmi a breve e per

spiegarvela vi racconto la sua storia

perché ha una storia dunque ero in

classe

vedete sono uno studente o 18 anni sto

all’ultimo anno del liceo e mentre ero

in classe e pensavo proprio a questo a

ripetersi delle mie giornate in modo

paul altro perché vedete io riesco a

ricordarmi perfettamente quello che ho

pensato in quel momento da quello che

adesso andrò a raccontare però non

riesco a ricordare quale lezione fosse

il perché ve lo dico subito perché io

assisto a una lezione 5 6 volte al

giorno tutti i giorni della settimana

tranne che uno da otto anni

senza contare le elementari quindi la

ripetitività nelle mie giornate

io pensavo proprio a questo mentre stavo

la il luogo che vedo tutti i giorni

mentre ormai mi astra evo e la voce del

professore che non faceva che da

sottofondo ad andare frenetico dei miei

pensieri mi è sorto proprio questo

dubbio ma dove stiamo andando cioè cosa

sto facendo io in questo momento che

cos’è che mi spinge ogni giorno ad

alzarmi e fare la stessa cosa a venire

qua qual è il senso ce lo siamo

domandati in tanti perché alla fine

questa domanda se astra chiamo giorno

dopo giorno la vita

qual è il senso della nostra vita dove

tende alla nostra vita a cosa ci porta

vedete quando nazione diventa

abitudinaria rischiamo certe volte di

dimenticarci perché la facciamo

qual è il senso di questa azione mi

viene un esempio con gli insegnanti

perché siamo in questo ambito ci sono

degli insegnanti mi potete alzare la

mano ok perfetto

beh anno dopo anno le elezioni non vi

offendete sono quasi sempre le stesse ma

non perché adesso le stesse perché gli

argomenti da da insegnare sono quelli e

io penso che sia capitato anche a voi

mentre facevate una lezione che magari

avevate ripetuto solo qualche ora prima

un’altra classe o anche sei mesi prima

vi siate un attimo distratti fermati

anche soltanto col pensiero mentre

andavate vi siete chiesti che sto

facendo ha un senso questa cosa ma

vedete vale per tutto

quando una cosa diventa automatica per

esempio quando ci avete fatto caso

quando ripetiamo una parola tante volte

consecutivamente una dopo l’altra

che poi non riusciamo più a ricordarci

che cosa significa non associamo quella

parola quel suono al suo significato

io credo che sia successo a tutti beh è

di questo che sto parlando e vedete

quello che ho pensato io in quel momento

a scuola e che noi ci tiriamo indietro e

vediamo la nostra strada già tracciata

il percorso che noi abbiamo messo fasi

faticosamente in piedi

passo dopo passo come se fosse stato

disegnato da qualcun altro qualcuno

che ci ha detto e continua a dirci ogni

giorno cosa dobbiamo fare

alzati la mattina vai a scuola o lavoro

che sia abitudini poi trovi un posto

nella società di andare all’università

trovati un masso una specializzazione fa

gli straordinari porta a casa al lavoro

matrimonio figli abitudine abitudine

abitudini ancora abitudini però ho

pensato un’altra cosa

se io vi dicessi a ora che questo non è

vero che questo ragionamento è fallace è

falso è sbagliato o meglio in realtà è

vero è vero

finché rimaniamo chini sulle nostre

scrivanie e non portiamo il nostro

sguardo più avanti del nostro naso è

vero finché rimarremo concentrati su

quella piccola minuscola macchiolina che

sporca la nostra scarpa ma se noi

alziamo lo sguardo dai nostri piccoli

affanni dai nostri piccoli affari

quotidiani e ci rendiamo conto di quello

che abbiamo intorno di essere inserito

in un contesto molto più grande vedete

anche quella strada di cui parlavo prima

ci sembrerà diversa se noi davvero

riusciremo a vederci come soltanto un

piccolo tassello all’interno di una

visione molto più grande

all’interno di un cantato come i puzzle

un pezzettino piccolissimo cioè inserito

all’interno di un puzzle però quasi

infinito quel pezzettino da solo non ha

senso anche il pazzo però tutto il resto

senza quel pezzettino non ha senso

allora noi dobbiamo fare dobbiamo

allargare la visione è questo punto

allargare la visione come quelle riprese

aeree non so se ci avete presenti

riprese aeree fatte da droni che partono

però da un particolare stretto da un

primo piano magari e poi vanno

allargandosi salgono salgono inglobano

prima una strada poi una città intera

poi escono il paese il continente e alla

fine escono dal mondo bellissime e tu

vedi il nostro mondo

da un altro punto di vista noi dobbiamo

fare così

cambiamo prospettiva e cambieremo

approccio vedete quello che intendo cosa

sono i nostri piccoli ma lì i nostri

piccoli affari quotidiani in confronto

con la grandezza totalizzante del mondo

possiamo davvero noi confrontarci che so

io con le ingiustizie che avvengono in

siria in palestina si parla tanto di

migranti si parla tanto di migranti

gente che lascia il proprio habitat

naturale la propria casa sapendo di

essere di andare incontro alla morte

praticamente perché parliamoci chiaro la

speranza è poca

però noi continuiamo a essere

concentrati sui nostri piccoli affari

nostri piccoli affanni vedete hegel

so che a molti non piace che diceva una

cosa ciò che è reale è razionale cioè

tutto quello che c’è c’è perché deve

esserci e quindi la realtà è perfetta

così come ho capito però esiste male è

vero ma anche quello fa parte della

visione anche quello fa parte del tutto

non ha senso

il tutto senza particolari non ha senso

il particolare sempre senza il tutto

citazione ultimo lo giuro

ciò bigliettino come a scuola saluto del

prof

e tiziano bersani ci vuole un senso di

sé che non sia quello vicino della

carriera e dei soldi che sia il senso

che sei parte di questa cosa

meravigliosa che è tutta qui attorno a

noi il nostro orizzonte del mondo

ecco un altro in cui io ritrovo dei

pensieri miei il nostro orizzonte al

mondo ecco cosa dice tiziano terzani e

allora se il nostro orizzonte è il mondo

torniamo a quella storia alla quel

ragazzo che sta in classe la scuola la

scuola diventa uno strumento perché se

noi capiamo il nostro orizzonte non è la

scuola ma allarghiamo allarghiamo

l’orizzonte è il mondo allora la scuola

ci servirà assolutamente come strumento

e lo dobbiamo sfruttare perché pensateci

se non ci fosse la scuola come

impareremmo che ne so la filosofia la

fisica materie difficili beh compreremo

un libro che ne parla

e cercheremo una persona più esperta di

noi che ne sa qualcosa ecco il

professore

e allora ragazzi adesso vi dirò una cosa

che sembra stupida però a pendere dalle

labbra di ogni vostro singolo professore

pendere dalle labbra di ogni vostro

singolo professore ha anche se di tutto

quello che dirà a voi servirà o vi

interesserà una sola parola ma quella

parola non perdetela perché non ricavi

da più è un’occasione unica mai

abbastanza vi voglio raccontare l’ultima

storia ci fu una rivoluzione di fatto

1961

ci fu una rivoluzione di fatto che fu

guardata da tutti ma non dal punto di

vista che voglio sottolineare io ne

parla nanni un sociologo nel 1961 per la

prima volta l’uomo andò nello spazio e

vide il suo habitat naturale da un’altra

prospettiva

yuri gagarin si fece questo volo

spaziale bellissimo e vide la terra dove

ha sempre abitato da fuori dallo spazio

e cosa gli sembrò una piccola

insignificante arancia un arancia blu

ora il problema è che spesso noi non

riusciamo che a vedere quello spicchio

quella parte di spicchio su cui noi ci

troviamo in quel momento senza renderci

conto che ci stanno tutti gli altri e

allora ragazzi

guardatevi attorno rendetevi conto di

tutti gli spicchi che abbiamo e poi

create portate del vostro

a questo punto possiamo creare si

condividiamo idee

facciamoci taccuini portiamo innovazione

portiamo quello che abbiamo in testa noi

però sempre ricordandoci questa grande

visione e allora ci siamo conosciuti con

una domanda esistenziale dove stiamo

andando con il senso della vita mi vuoi

lasciare con una domanda di cucina

preferirete lo spicchio all arancia

intera

grazie [Applauso]

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