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“Rifiuti Zero” | Rossano Ercolini | TEDxAlessandria


buonasera mi chiamo rossano ercolini

sono un maestro elementare e mi posso

semplicemente definire un cittadino

attivo tanto ero giovane era un po

agitato conflittuale nel tempo ha

imparato ad essere propositivo positivo

senza però mai rinunciare al pensiero

critico

infatti io sono molto preoccupato per la

crisi ambientale globale che ci riguarda

da vicino

se noi consumassimo come fanno gli

americani degli stati uniti

avremo bisogno di quattro pianeti beh

noi europei potremmo anche ritenerci

culla di saggezza filosofia tedesca la

rivoluzione francese

sì ma da quando esiste la scienza

dell’impronta ecologica che trasforma in

grandezze numeriche il tempo necessario

per rimpiazzare le risorse che

preleviamo dal pianeta ci stiamo

accorgendo che anche noi europei andando

avanti così avremo bisogno di soli tre

pianeti e tutto questo mentre cina india

indonesia brasile stanno copiando il

nostro modello usa e getta

qualcosa deve cambiare e da dove partire

da ciò che ci ha caratterizzato più

steve stupidamente la definizione dei

rifiuti i rifiuti rifiuti sono un

problema i rifiuti ci passano dalle

nostre mani

ecco partire dai cosiddetti benedetti

rifiuti perché ciò ci fa percepire di

essere parte del problema ma se noi

percepiamo di essere parte del problema

è inevitabile che possiamo e dobbiamo

anche percepirne la possibilità di

diventare parte della soluzione allora i

rifiuti

ma esistono questi rifiuti oppure per

anni anni ci siamo comportati come lo

sciocco che indicando la foresta guarda

il suo dito i rifiuti esistono se

mischio la frazione organica con il

resto

allora certo che rifiuti esistono ma se

queste dieci dita queste due mani

tengono separata la frazione organica

d’arresto non ci sono i rifiuti ma ci

sono preziosi materiali metalli

materiale cellulosico polimeri plastici

vetro tessuti legno preziosissima

sostanza organica da restituire ai suoli

in via di desertificazione per pensare

il carbonio al terreno

ecco che allora occorre guardare con

altri occhi

il cassonetto se io apro il cassonetto

con questa visione

io vi vedo un’autentica miniera urbana e

se guardo intorno

nelle nostre città le individuo come

giacimenti urbani da cui estrarre

ricchezza ecologica ricchezza economica

e posti di lavoro

pensiamo ai mobili dismessi

pensiamo ai nostri dispositivi elettrici

elettronici pensiamo ai nostri computer

e ai nostri iphone portandoli nei centri

di riparazione riuso restituendoli

attraverso processi molto elementari di

ricondizionamento una seconda vita dando

loro una resurrezione

abbiamo ricchezza che si riversa sui

territori locali in termini di posti di

lavoro e se non riusciamo a recuperare

il prodotto in quanto tale

dobbiamo recuperare i materiali i

metalli preziosi

l’alluminio loro rosso del rame

l’argento l’oro e le famigerate

terre rare oggi senza terre rare non

andiamo da nessuna parte

ecco che allora rifiuti zero il progetto

rifiuti zero dischiude un mondo leber

liberaenergie apre nuovi settori di

conoscenze collettive dal basso

nel momento in cui tutti gli analisti si

avvertono della scarsità delle materie

prime l’aru material scarcity ecco che

rifiuti zero ci introduce al percorso

dell’economia circolare ed ecco che

rifiuti zero può essere a portata di

mano basta percorrere dieci passi il

primo primo passo estremamente

occorre investire sulle comunità

informandole ben formandole ben

organizzato infatti sono le comunità

che fanno la differenza è la

differenziata

se io investo nella tecnologia di ultima

generazione le macchine manche con gli

oil termovalorizzatori creati tale

public relation ben pagate

io spenderò il 95 per cento dei soldi

sottratti alla nostra dalla nostra

bolletta rifiuti per investirli in

macchine obiettivamente inquinanti ma

soprattutto riproporrò un sistema

lineare di spreco e di insostenibilità

le raccolte differenziate vincenti sono

quelli porta a porta e integrate con

isole ecologiche di prossimità

occorrono poi impianti piattaforme per

il compostaggio per il riciclo il

compostaggio è più importante del

riciclo il passo numero 5 è quello di

costruire centri sistemi di centri in

termini di villaggi della riparazione

riuso possibilmente posti a fronte delle

isole ecologiche perché perché se io

devo conferire un frigorifero dismesso

padoin isola ecologica e se io trovo

qualcuno che con occhio esperto mi dice

che lo può facilmente riparare

restituendo una seconda chance a quel

prodotto

io credo di aver fatto un’operazione

microscopica ma di un microscopio che

sommato ad altri microscopi che azioni

porta un risultato

apro scopico il passo numero 6 un passo

di equità se io mi impegno nel ridurre

nella gérard e i rifiuti

indifferenziati del sacco grigio dovrò

pagare di meno il settimo passo ci dice

che dobbiamo investire piccole

iniziative di riduzione dei rifiuti

ridurre è molto più importante nel pur

virtuoso riciclare le casette dell’acqua

e l’apt alla spina e pannolini lavabili

le feste gli eventi le corse non

competitive dove si bandisce la plastica

di stoviglie usa e getta rimpiazzando le

magari con bio plastica oppure con

cellulosa o meglio ancora con i piatti

con i piatti tradizionali

ecco in questo modo con queste sette

primi passi

io arrivo a risolvere fino all’ottanta

ed oltre per cento del problema dei

rifiuti solidi urbani andando in

prospettiva a risolvere anche il

problema ben più grave degli scarti che

provengono dalle aziende produttive che

si chiamano rifiuti speciali che cosa

rimane sullo stomaco del sistema di

gestione dei rifiuti rimangono i

prodotti non riciclabili e non

gli ho capannori dirigo il centro di

ricerca rifiuti zero che banalmente va

aprire il sacco grigio per studiare cosa

c’è dentro

cosa rimane dopo la 80 per cento di

raccolta differenziata

quello è un errore di progettazione

perché non ha alternativa allo

smaltimento

e allora siccome la cabina di regia del

progetto rifiuti zero prevede che i

cittadini ne facciano parte con le loro

due mani ben in estate al cervello ne

facciano parte decisori politici che in

grado di fornire servizi efficaci ed

efficienti in modo tale di intercettare

materiali sempre meno sporchi e sempre

più merceologicamente importanti ma

occorre coinvolgere anche il produttore

questo passaggio

l’ottavo passo è topico nella strategia

rifiuti zero

si chiama coinvolgimento della

responsabilità estesa del produttore to

cortesemente dacci una mano noi abbiamo

risolto l’ottanta per cento del problema

ridisegna quei prodotti che ad oggi non

hanno alternativa allo smaltimento e che

sono un evidente errore di progettazione

industriale

il nostro modello è il cono gelato si

mangia la crema ma poi si mangia anche

il comm

non ci devono rimanere rifiuti ci si

può andare

rifiuti zero non è domani ma chi è

partito come a capannori nel mio comune

nel 2007 ci sta arrivando dannatamente

vicino che parte oggi ad alessandria nel

2030 ci arriverà maledettamente vicina

qualcuno potrebbe dire ma e per quel 20

per cento che rimane non ci dobbiamo

rassegnare a impianti di industria

sporca inceneritori discariche

attraverso un sistema industriale già

ampiamente disponibile su scala

nazionale e internazionale si strappano

dalle grinfie dello smaltimento i

metalli e materiali cellulosici

ancorché parzialmente sporchi quei

pezzi di vetro che sono sfuggiti dalle

maglie strette delle raccolte

differenziate porta a porta a finire in

discariche che non somigliano

assolutamente alle discariche puzzolenti

del presente del passato non ci sarà

più di quel 10 per cento che è entrato

nel sistema di gestione dei materiali di

scarto

si vabbè ma tutto questo dove sta

accadendo

domanda legittima viva lo scetticismo

certo ci sono moltissime esperienze su

scala nazionale e su scala

internazionale dalle quali occorre solo

copiate ma io stesso non è che venga da

marte

vengo dalla provincia di lucca nel 97

volevano realizzare due inceneritori uno

dei quali a capannoli nel mio comune

gliel’abbiamo impedito legando

strettamente alle comunità e adesso

capannone la provincia di lucca sono

all’avanguardia 330 mila abitanti ormai

rasentano il 75 per cento di raccolta

differenziata

che dire poi il treviso noi spesso siamo

famosi all’estero per le cattive

pratiche ma noi siamo anche come in un

paese delle montagne russe bravi di

buone pratiche

treviso è la miglior buona pratica

industriale le gestioni di materiali di

scarto all 85 e oltre di raccolta

differenziata nella baia di san

francisco tra san francisco berkeley 3

milioni di abitanti si sottrae oltre

l’ottanta per cento dallo smaltimento in

italia 250 comuni 6 milioni di abitanti

non parlano di rifiuti zero ma giorno

per giorno sono impegnate attraverso la

delibera rifiuti zero rifiuti zero si

può fare su quello che rimane abbiamo

detto bisogna un po anche ironizzare su

quello che non è riciclabile

allora abbiamo realizzato il piccolo

museo degli orrori di progettazione e

abbiamo censito 24 prodotti non

riciclabili non compostabili pannolini

usa e getta pannoloni assorbenti

femminili accendini usa e getta

le capsule le cialde monoporzione te per

il caffè le schede plastiche le abbiamo

messe idealmente in modo costruttivo

positivo propositivo nelle mani dei

produttori perché qualcosa cambi sul

serio

i risultati sono venuti la mia una

storia del paolo ii io quando sono

tornato dagli stati uniti dopo aver

ricevuto una telefonata nel mezzo della

mia classe che mi informava di aver

vinto il goldman price nel 2013

ho avuto è come se fossero rimbombate

le parole del mahatma gandhi all’inizio

ti sbeffeggio ranno ottenere ranno

andrai avanti ti attaccheranno duramente

ea volte ti criminalizzano vincerai

saranno tutti con te bene dopo che ho

ricevuto il premio

francisco dopo che sono stato ricevuto

alla casa bianca nel mitico studio ovale

e dal presidente obama

quando sono tornato in italia ho

percepito che rifiuti zero non è per

una ristretta nicchia non è presi gati

e trendy e fashion è figo si può fare

si può fare noi siamo come delle gocce

se ogni goccia sta per conto proprio

la goccia evapora ma se le gocce si

mettono insieme noi formiamo un oceano

è l’oceano del cambiamento bellezza e

ai giovani bisogna insegnare a vedere il

mare che è nella doccia

bisogna insegnare che ci si può

impegnare divertendosi

si deve insegnare loro che devono

continuare a sognare pur sapendo di

sognare

bisogna insegnare loro ea tutti noi che

di fronte alla crisi ambientale globale

che pulsa le porte delle comunità

locali

il messaggio è chiaro o vinciamo tutti

o perdiamo tutti

e allora pop e drammatizzeranno

provocatoriamente gradevole e incisivo

il messaggio make love not waste fate

l’amore non fate rifiuti

grazie mille

[Applauso] [Musica]

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