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STAR: un giovane sogno per catturare i detriti spaziali | Alessia Gloder | TEDxVicenza


avete mai rivolto il vostro sguardo

verso il cielo verso le stelle il buio

profondo oppure verso il sole le nuvole

chiedendomi che cosa ci sia al di là

del nostro pianeta domande come questa

mi hanno sempre affascinata fin da

bambina e mi hanno spinta sebbene il mio

percorso di studi non sia sempre stato

di tipo scientifico dato che ho un

diploma linguistico e una laurea in

clarinetto mi hanno spinta verso appunto

l’ingegneria aerospaziale

me l’hanno fatto innamorare quindi la

poi scelta come percorso di studi questo

amore per lo spazio è arrivato in

particolar modo al termine delle scuole

superiori in quel momento della vita di

una persona in cui si deve scegliere che

cosa fare del proprio futuro e assieme

ad esso rimetta la consapevolezza di

voler dedicare la mia vita al qualcosa

di particolare di affascinante in grado

di mettermi alla prova di far emergere

già al termine della laurea triennale

sono riuscita ad entrare a far parte di

un progetto che ha dato una svolta

importantissima la mia vita ovvero star

assieme ad altri quattro studenti

dell’università di padova sono infatti

riusciti ad ideare un meccanismo per lo

svolgimento e di riavvolgimento di un

filo nello spazio e questo meccanismo a

numerosissime applicazioni ne vediamo

però assieme una forse la più

affascinante è la più urgente che è

la ricerca in campo spaziale ha portato

negli anni a delle conseguenze che sono

spesso state ignorate ma che per le

quali la nostra generazione rischia di

dover pagare un prezzo decisamente molto

alto non tutti sanno che sopra le nostre

teste orbita una quantità elevatissima

di oggetti parliamo di serbatoi per il

propellente vuoti di satelliti non più

funzionanti ed i componenti minori per

tradurre il tutto con un’immagine comune

ed attuali se passati in pochi anni ad

avere un disabitato e il iliaco

paesaggio naturale ad una vera e propria

metropoli di detriti introducendo

qualche numero

parliamo di circa 18.000

di dimensioni rilevanti di circa 750

mila oggetti di dimensioni medie e circa

colleghi una moneta e di milioni di

oggetti inferiori ad un centimetro

il vero problema è che solo il 67 per

cento di essi è funzionante

quindi il 1100 satelliti circa il

restante 94 per cento è costituito da

materiale che nel corso degli anni è

stato accumulato nello spazio e che ora

vaga incontro al lato quindi potete ben

capire quanto sia rischioso impattare

contro uno di essi e questo rappresenta

un problema decisamente importante per

le emissioni attuali ma anche per quelle

future

ora immaginate di avere in mano una

nocciolina e che è più o meno la

dimensione di un detrito medio e di

poterla lanciare contro un altro oggetto

ad una velocità di 35.000 40.000

chilometri orari una cosa di tutti i

giorni insomma l’effetto contro questo

altro oggetto sarebbe equiparabile non a

quello di un incidente stradale o di uno

sparo di un proiettile ma quello di una

granata

lascio quindi alla vostra immaginazione

la cosa potrebbe portare l’impatto

contro un detrito delle dimensioni di un

camion quindi con questa immagine ben

chiare in testa

potete capire bene la gravità del

problema dei detriti spaziali che cosa

fare quindi di fronte ad un problema di

coinvolgimento globale di questo tipo

già da alcuni anni la nasa l’agenzia

spaziale europea e la comunità

internazionale hanno adottato delle

norme e delle procedure per poter

limitare il problema dei detriti

però queste non sono sufficienti non

sono sufficienti senza la rimozione

attiva dei detriti e quindi parliamo

dell’intervento dell’uomo

il vero problema è come fare questa

rimozione attiva infatti ogni meccanismo

deve avere delle caratteristiche

particolari deve essere tecnologicamente

costruibile economicamente appetibile e

cosa più importante deve essere un buon

compromesso dal punto di vista politico

a livello internazionale superate queste

tre prove

queste caratteristiche deve non deve

costituire un rischio per poi la

popolazione a terra quindi capite bene

quanto sia complesso da affrontare

questo problema

nonostante questo sono state proposte

diverse soluzioni negli animi e ne

parliamo ad esempio di rieti o di vele

ma anche soluzioni un po più esotiche

in questo contesto si inserisce il

progetto di cui faccio parte quindi star

che è stato ideato da cinque studenti

dell’università di padova e che potete

vedere alle mie spalle e che ora vi

presento a partire dalla vostra a

sinistra trovate leonardo pellegrino

poi ci sono mattia pezzato e al centro

il nostro team leader gilberto grassi

quindi alvise rossi e poi io come

accennato star è un meccanismo per lo

srotolamento e l’avvolgimento di un filo

nello spazio questo meccanismo va poi

inserito all’interno di un satellite

più grande chiamato statale the madre

che grazie a questo filo può dare

andare ad agganciare questo detrito

oggetto e per poi riportarlo a terra

oppure lanciarlo diciamo verso

l’infinito e dold la nostra esperienza

è iniziata nel 2015 quando il

professore di impianti sistemi

aerospaziali di padova le sembra

francesconi ci ha suggerito di provare

uno di quei bandi che ogni anno

l’agenzia spaziale europea mette a

disposizione per gli studenti

universitari per avvicinarli giallo

dai primi anni alla ricerca in campo

spaziale quindi potete immaginare il

nostro entusiasmo di fronte a questa

proposta e quindi era nata anche la

voglia di mettersi poi in gioco e di

contribuire alla ricerca spaziale e dopo

circa un anno di studi e anche qualche

fallimento nel 2016

abbiamo avuto la straordinaria notizia

di essere stati selezionati proprio per

uno di questi bandi limando draw più

artesis che permette di testare il

proprio esperimento nella torre di

caduta di brema che vedete alle mie

spalle e che è una struttura una delle

strutture che si sia sulla terra per

simulare la condizione di assenza di

peso dello spazio

come vedete si tratta di un’enorme torre

che viene svuotato dell’aria all’interno

della quale viene lanciata una capsula

contenente l’esperimento con due

modalità sei una prima modalità la

modalità drop con cui viene lasciata

cadere la capsula dall’altro e con cui

si sperimentano circa 4,7 secondi di

assenza di peso o la modalità a

catapulta che è quello quella di cui

che di cui ha usufruito star e che

invece dà accesso 9,3 secondi di

assenza di peso per non va alla nostra

noi al momento della selezione

ovviamente dopo un primo periodo di

totale euforia

ci siamo resi conto di aver pochissimo

tempo per portare quella che nel momento

della selezione era un’idea geniale ma

come completamente astratta a qualcosa

poi di concreto come previsto dal

programma infatti avevamo circa sette

mesi da marzo ad ottobre per passare

dalla fase idea alla fase poi di test e

la nostra poca esperienza nel campo

della ricerca però non era certo

d’aiuto

noi infatti stavamo proponendo qualcosa

di estremamente innovativo è nuovo e

quindi non c’erano dei libri su cui

studiare o delle missioni passate a cui

grazie però l’input iniziale del nostro

professore dei suoi dottorandi

l’ingegner riccardo mantellato siamo

riusciti a sviluppare le prime idee ad

arrivare in poco tempo ad un concetto

finale per la progettazione ci siamo

ispirati ad un meccanismo

sconosciutissimo la canna da pesca e

l’abbiamo poi adattata allo spazio cosa

che magari a una prima impressione può

sembrare un po banale ma in realtà

quello che il nostro team si è trovato

ad affrontare è stata una vera e

propria sfida nei confronti di anni di

studio e in effetti nel passato tutte le

missioni che hanno utilizzato dei figli

avevano dei meccanismi enormi e molto

pesanti nei quali filo spesso si

inceppava si trancia va quindi portando

poi al fallimento della missione la

nostra bravura invece è stata proprio

quella di adottare un meccanismo

semplice e leggero allo spazio non

abbiamo mai smesso di credere di poterlo

realizzare nonostante tutto cosa che ci

ha aiutati nei sette mesi dato che

comunque le difficoltà che abbiamo

affrontato sono state decisamente

numerose parliamo ad esempio di

soluzioni che poi si sono rivelate non

vincenti

oppure di ordini che hanno da riparare o

scarsa collaborazione con aziende con

terze persone e fondi in realtà che in

un primo momento erano quasi inesistenti

e che ci hanno a volte addirittura

impedito di comprare la componentistica

necessaria in qualche modo però siamo

riusciti ad adattarci alle situazioni

quindi trovando delle soluzioni

alternative meno costose e in un primo

momento quasi autofinanziandoci alla

fine di settembre però il nostro

esperimento andava costruito in qualche

modo e alla fine ce l’abbiamo fatta con

decisamente molti caffè in corpo e

anche qualche notte un po insonne però

alla fine di settembre il nostro

esperimento era concreto era lì davanti

a noi e quindi siamo poi volati a brema

per due delle settimane che forse

sono tra le settimane più

indimenticabili della nostra vita

durante la prima settimana abbiamo avuto

modo di confrontarci con i tecnici e gli

esperti della torre di caduta che ci

hanno dato tantissimi consigli e stato

un asse una settimana veramente molto

educativa e durante la quale abbiamo

apportato le ultime migliorie al nostro

esperimento l’abbiamo poi inserito

all’interno della capsula che vedete al

termine della prima settimana quindi il

nostro esperimento era pronto per quello

che poi sarebbe stato il vero cuore del

nostro progetto

quindi la settimana dei lanci terna un

doppio 51 al giorno questa settimana il

giorno tipo prevedeva la sveglia presto

una controllata generale

dell’esperimento e quindi magari la

sostituzione di qualche componente poi

vi era l’inserimento all’interno della

torre e il lancio al termine del lancio

e veniva poi nuovamente inserita l’aria

all’interno della torre veniva

recuperata la capsula e in serata c’era

quindi l’analisi del comportamento ed

eventuali modifiche per il lancio

ora immaginate di condensare sette mesi

di lavoro di fatiche di sogni a volte

anche un po di disperazione di speranze

in 9 secondi e potrete avvicinarvi in

quel che potrete avvicinarvi a quella

che era la nostra sensazione all’inizio

di questa seconda settimana e quel

bottone rosso però ormai andavo ha

premuto e dare il via quindi alla

sequenza di lancio che avrebbe svelato

se quei sette mesi poi avrebbero portato

qui eravamo all’interno della torre di

[Musica]

vecchio come avete potuto vedere in

questo video

siamo orgogliosi di dire che il nostro

esperimento ha avuto successo in tutti e

cinque i lanci ed è un risultato che ha

superato anche le più rosee delle

aspettative e ha lasciato spazio a

diversi progetti per il nostro futuro

e in effetti abbiamo da poco depositato

il brevetto del nostro meccanismo c’è

spazio per nuovi studi approfondimenti e

ci saranno poi delle pubblicazioni e

stiamo anche raccogliendo dei fondi per

partecipare a delle conferenze nazionali

ed internazionali per i quali ci hanno

già selezionati a conclusione di tutto

ci tengo a sottolineare quanto ognuno di

noi abbia speso energie e sogni per

questo progetto sacrificando tantissime

ore di lavoro e di studio e di

divertimento cosa che non tutti i 23

anni al giorno d’oggi sono disposti a

fare siamo partiti da un’idea

completamente astratta su un foglio

senza fondi senza conoscere veramente

nel dettaglio l’oggetto di ciò che

stavamo creando e senza conoscerci e

nemmeno benissimo tra di noi per

arrivare poi ad essere un team unito e

con un sogno comune e quindi siamo fieri

di aver dimostrato che con l’impegno la

determinazione e la passione

i risultati prima o poi a tipino noi non

sappiamo se il nostro meccanismo verrà

mai considerato da qualche agenzia

spaziale o se volerà la cosa importante

però è che ognuno di noi ha cercato e

sta tuttora cercando di scrivere un

piccolo pezzettino di storia e chi lo sa

magari in un futuro non troppo lontano

potremo dire di aver contribuito a far

ritornare lo spazio un posto libero e

incontaminato come tutti noi ce lo

immaginiamo

[Musica]

[Applauso] [Musica]

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