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Villas | César González | TEDxRiodelaPlata


[Musica]
[Saluti]
ville
la vita in un mondo a parte
madri single che remano contro un mare di
pietra
una cultura del padre assente dal padre
di prigioniero del padre crivellato
del padre presente
ma con la parte posteriore essiccata
[Musica]
i detriti che inventano le strade
quindi il fango non ti morde le caviglie
scheletri di auto rubati e accesi
fuoco
il vicino parla attraverso il
cablato mentre appende i vestiti nel
corda
la polizia e la loro caccia tra
risate scintillanti
poliziotti parenti del tuo obiettivo
la sala da pranzo e il suo pallido spuntino tra
un dolore colorato
quelli che stanno andando a lavorare con loro
intasca le tue bici e i tuoi occhi stanchi
le madri che piangono la morte hanno detto jet
nelle proprie e altrui scie
gli evangelisti e le loro urla di bugie
i cani che inseguono le bici
lo stufato salvatore del mezzogiorno
si è fatto di notte
quel che resta di quello stufato domani
l’autobus che attraversa le prigioni
traboccante di famiglia
la cumbia che mette il passo alla miseria
l’ alba e le macchine
l’ alba e quelli che sono ancora da
giro
molti stipendi magri destinati a
travestimento povertà
Maradona che ha ucciso la polizia
chi sono lavoratori
che sprecano la loro magia ma in a
canchita di argilla e piena di bicchieri
la strada è un confine che divide
la villa del mondo
è per questo che i resti si offrono
sangue per il miracolo di esiliare verso
fuori
sinfonia della pioggia che maltratta il
teli
stranieri della classe media che vengono
comprare la droga e vanno a piedi nudi e
in lacrime
candele che si sciolgono nel mini
santuari con la foto dei bambini che
sono morti
muri che ricordano le sue imprese
gli angoli sorridenti con i guachos
e le Pibas spruzzano scintille cosmiche
i bambini che diventano genitori
abitanti che si conoscono i segreti
chi sa tutto
inganni impossibili da nascondere
dove la classe senza classe vive l’unica
proprietario di tutte le scope
dove i premi del
meritocrazia
dove l’orizzonte ha sempre un odore
la cellula ha odore di proiettile
il lavoro precario ha un odore di tuta
addetto alle pulizie
è il villaggio è un altro mondo è quello di vivere
paragrafo
[Saluti]
[Musica]
grazie mille
César quando come e cosa hai scritto
questa buona poesia è stata scritta questa poesia
Quasi dieci anni or sono ho avuto
19 in quel momento sono stato imprigionato nel
penal de marcos paz Ho avuto cinque anni
prigionieri e il bene era una via d’uscita
andare in giro per il mio quartiere senza averlo
muoversi perché non potevo neanche
ovviamente ed è stato un modo per ricreare il
esperienza dalla memoria con il
immaginazione per non aggirare il
quartiere immaginario ma non
basta andare in giro per il quartiere
e non ero interessato a scrivere
semplicemente per scrivere ma per aggiungere
quella descrizione un filtro che è il
filtrare la mia concezione di cosa vuol dire vivere
nella villa per molte persone
tu non vivi come vivo, non con il
parole che ho messo in vita nel
villa quindi erano filtri filosofici
politici ideologici di cose che accadono
per me nel villaggio che sono ingiusti
non dovrebbero passare, cioè non romanticizzare
vita nella villa ma anche buona
salva tutta la bellezza che sorge in
mezzo di tanta morte non va bene a te
gentiluomini al gonzález vi ringrazio molto
[Saluti]
[Musica]
1
e
[Musica]
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