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Hai la Mentalità del Pensionato?


Si parla molto di pensioni no, in questi giorni
e si fa una gran confusione tra
la pensione come istituzione
e la pensione come mentalità.
La pensione come istituzione è ovvio che sia giusta.
Pensate che in Inghilterra, all’inizio del 1900,
davano la pensione credo di 5 scellini,
una roba tipo 14 pounds a settimana,
a chi aveva più di 70 anni.
Peccato che l’aspettativa di vita
media fosse 47.
In matematica gli Stati sono sempre molto attenti.
E allora pensate nell’era delle fabbriche, nel periodo della guerra,
avevi persone che facevano dei lavori disumani,
e quindi arrivavano a certe età che
non ce la facevi più, eri completamente
usurato. Di lì la logica
di avere del grano
che ti permettesse di poter vivere
quando il tuo fisico non ce la faceva più.
E poi la pensione è stata estesa
a miliardi di altri casi e quindi ha
una logica
molto precisa, molto chiara.
Poi si potrebbe discutere
del fatto di come vengono erogate,
come non vengono erogate.
Sarà possibile ancora pagare le pensioni,
in un mondo in cui le persone vivono sempre di più?
E miliardi di altri problemi.
La politica in generale
cavalca sempre molto delle emozioni,
su questi temi,
più che dei fatti.
È come il bonus degli 80 euro di Renzi:
immaginatevi se uno proponesse,
al posto di 80 euro,
80 euro in libri,
che però come conoscenza
ti possono far guadagnare 8 milioni di euro.
Che cosa piacerebbe di più alla massa? Non interessa
il potenziale, interessanno gli 80 euro cash.
Ma torniamo al problema delle pensioni, il problema
delle pensioni come istituzioni che hanno creato la mentalità del pensionato.
Che tu oggi vedi generazioni
che hanno 20 anni, 30 anni, 40 anni, 50 anni,
la mentalità del pensionato funziona così:
faccio un lavoro di merda,
fino all’età pensionabile, 60, 65, 70, a seconda di dove vivo nel mondo,
e poi finalmente,
quando raggiungono l’età pensionabile, o non faccio più una mazza,
o finalmente farò quello che ho sempre voluto fare nella vita.
Ora, ditemi voi se è
un ragionamento che sta in piedi: numero uno perchè devi aspettare
di avere 60, 65, 70 anni,
per fare quello che desideri nella tua vita.
Ma perchè non iniziare a farlo ora,
da subito? No, perchè il lavoro, la crisi, le difficoltà..
Viviamo nel miglior
periodo della storia, il periodo più ricco di opportunità,
da tutti i punti di vista.
Riccardo Zacconi ha fatto appena una exit da quasi da 6 miliardi di dollari.
Why not you?
Il secondo grande mito della mentalità del pensionato
è quello per cui, quando hai dei soldi,
a quel punto puoi smettere di lavorare e non fare nulla.
Che è lo stesso concetto di chi dice:
guadagno un sacco di soldi così non devo più lavorare.
A parte che io ho provato a stare due settimane
in Australia, sulla spiaggia di Broom,
a non fare niente.
Belin, dopo due settimane che non fai niente,
dai le testate contro le angurie….
Ma poi non fare niente uccide, uccide non solamente in senso teorico, uccide in senso
fisico, i tuoi neuroni cominciano…andare via.
Guardate questo speech al TED
di questa neuroscienziata che si chiama Sandrine Thuret.
Vi fa vedere chiaramente com’è possibile anche negli adulti
generare nuovi neuroni,
se sei attivo, se continui ad imparare, se il tuo cervello è in movimento.
Se ti metti lì pensando di fare una vita
passiva da pensionato,
bye bye ai tuoi neuroncini.
E la mentalità del pensionato è contagiosa,
perchè è una mentalità del posticipare,
dell’accettare un lavoro che non
ti sta bene ma comunque lo devi far
lo stesso. E’ la
mentalità del lamento, dell’è sempre colpa di qualcun’altro. Comunque, ognuno fa le sue scelte.
Non dico che tutti dovrebbero provare a lasciare
un segno nell’universo.
Però almeno un segno col gessetto, sulla lavagna
di casa. Almeno quello sì.
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