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Come collaborare con i Rompicoglioni…


ma in un mondo ideale i clienti sono
delicati come cenerentola i colleghi
sono rouge a dosi come biancaneve e
socie i partner sono la bella
addormentata nel bosco la si legga vuole
che nella vita lavorativa di tutti i
giorni ci troviamo a che fare con una
marea di joker lex luthor e magneto è
il problema è che magneto non è anche
un figo pazzesco come fassbender e li
tipicamente abbiamo quattro opzioni la
prima opzione è quella di andare di
lasciar perdere però non possiamo
sempre lasciar perdere magari un cliente
ci serve in quel momento perché paga le
bollettino i conti di casa oppure
ipotesi b e che abbiamo un capo che si
è insopportabile come tengo ma al
momento non abbiamo un’altra soluzione
protesi 2 che ci adeguiamo subiamo la
situazione ipotesi 3 e che forziamo ci
imponiamo se ce lo possiamo permettere
si fa così ipotesi 4 che la più
frequente cerchiamo di collaborare
ora qual è il problema però della
collaborazione in questi casi è che tu
non collabori con uno con cui vai
d’accordo non collabori con uno con cui
hai un piano condiviso collabori con con
cui hai un problema è una soluzione
identificata collabori con uno che da un
lato non sopporti ma dall’altro lato il
vero problema è che non riesci neanche
definire quale sia il problema non
riesce neanche definire quale sia la
soluzione condivisa non c’è accordo su
nulla
e allora che si fa in questi casi è un
bel casino per trovare degli spunti
delle idee provato recuperarmi un
libricino di adam cohen che ha scritto
collaborating with enemy collaborare con
il nemico e questo signore perché è
interessante perché uno che fa
negoziati o meglio facilita la
collaborazione in contesti molto
difficili
paginate quando si discute del climate
change o ci sono iniziative da definire
in contesti dove sono guerra dove gli
attori non vanno d’accordo nessuno con
l’altro e ognuno la vede in modo diverso
e allora interessante vedere cosa
sviluppato negli ultimi 20 25 anni
carriera come modelli di ragionamento
tre spunti interessanti che
personalmente mi porta a casa che spero
possano tornare utili a qualcuno il
primo non c’è bisogno di andare
d’accordo per lavorare insieme che è un
concetto controintuitivo perché tu
cerchi sempre di creare dei team dove
tutti vanno d’accordo verità è che in
alcuni contesti non puoi andare
d’accordo
è la chiave per uscire dallo stallo e
abbandonare l’illusione del controllo
mettere da parte la classica domanda e
personalmente faccio sempre magari
qualcuno di voi anche come faccio a
convincerlo che no ecco quella domanda
lì non si può fare perché non c’è
controllo e per lui un continuo passare
tra conflitto e connessione ai dei
momenti in cui certi di essere più in
gage in connetterti ascoltare ei momenti
questo è più assertivo quello che i
nostri avi dicevano bastone e carota
petersen che professore di management su
questo fa un buon esempio molti l’iter
cercano di far crescere le proprie
piante standoci seduti sopra e
sbalordendo si del fatto che non
crescono in modo migliore invece in
questi casi quale è creare il giusto
contesto e poi sperare che le piante
crescano in altre parole requisito
numero uno per collaborare con dei
rompicoglioni e diventare degli ottimi
giardinieri il secondo spunto
interessante è che il sentiero non
esiste ma si costruisce mentre
camminiamo qual è l’errore che uno fa
di solito e che crea una strategia a
priori a un piano in testa invece qua è
una strategia emergente in questi casi
è una sperimentazione continua è più
un processo artistico se ci pensiamo è
come dipingere un quadro mentre dipingi
viene fuori quello che teoricamente il
quadro finale non l’hai deciso prima che
non è facile per niente del motivo per
cui dice bisogna riuscire avere questa
definisce negativi che abiliti una
specie di abilità essere comodi nello
scomodo terzo e ultimo spunto ce l’avete
presente la frasetta classica che si
dice se non sei parte della soluzione 6
parte del problema qui invece è
l’esatto contrario se non sei parte del
problema
non puoi essere parte della soluzione in
pratica è la stessa differenza che c’è
se stai guidando uno ti chiama e dice
dove sei e tu dici sono nel traffico
oppure un modo diverso di vedere la
situazione è che tu sei il traffico
questo per me è lo spunto più
interessante perché ci forza ragionare
in queste situazioni che l’autore
definisce di collaborazione stracciata
in un modo dove non siamo noi
protagoniste non siamo al centro
dell’attenzione noi siamo parte del
problema e se siamo parte del problema
ma come possiamo cambiare che cosa
possiamo modificare e ogni modifica
quali nuove opzioni a 3 stiamo a vedere
collaborare con il nemico o con i
rompicoglioni
non è facile per niente questa è la
verità però qualche spunto magari ci
può aiutare a sviluppare questa
abilità come il proverbi in questi casi
l’unico modo di scoprire una nuova terra
è quello di esser pronti a non vedere la terra ferma per un sacco di tempo
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