
L’obiettivo di un vero guru è che prima o poi dovrebbe levarsi dai coglioni.
La parola “guru” è stata completamente
stuprata se ci pensate. Perché? Perché siamo pieni
di guru politici, guru personaggi,
guru brand, guru feti, guru… “gureggianti”.
E questo bel manipolo di guru che ci circonda,
ha un unico interesse: che è quello di creare un esercito
di discepoli. Un esercito di Minions.
Ma il significato vero e originale della parola guru,
è esattamente l’opposto. Il guru è il maestro, il guru è
quello che disperde l’oscurità, oh!
E allo stesso modo in cui un vero leader
crea leader, un vero guru crea
dei guru. Non crea degli adepti. È ovvio che tutti
abbiamo bisogno di imparare, di formarci, di capire,
con umiltà, comprendere da chi è più avanti per arrivare
a evolverci. Ma ci deve essere un momento in cui io
passo dalla fase di discepolo alla fase di guru. Ma non posso
stare a essere un discepolo tutta la vita, se no che cazzo di guru sei?
Wim Hof, che è quello che ha il record del mondo
di sopportazione del freddo, oltre venti record del mondo,
mi ha colpito in un’intervista, perché ha detto:
“Io, ad un certo punto, sono arrivato a un momento della mia vita
in cui in pratica ho smesso di leggere, perché tutto mi era chiaro.”
Magari il vecchio Wim è un pelino estremo, però è così
che deve andare. In un modo o nell’altro. Ci deve essere un momento,
porco di quel belin, che la smetti di star lì sugli spalti
a bere la birra a mangiare i pop-corn, ad applaudire il guru di turno,
e in campo scendi tu e il rigore lo tiri tu.
I veri guru, i veri maestri sono quelli che
creano altri maestri, altri guru, persone indipendenti,
che pensano con il loro cervello, e fanno la loro vita,
a modo loro, non gli dicono cosa pensare,
gli aiutano a capire come pensare. Dopodiché saranno
cazzi tuoi! Insomma cosa ti devo dire, è una vitaccia! È vero o no?
Il problema qual è però, ed è lì da vedere. Che tutto questo mondo
di brand guru, personaggi guru, politici guru, eccetera eccetera,
hanno tutto l’interesse a continuare ad avere
dei discepoli, per venderci i loro prodotti, servizi
e puttanate ad eternum. E qual è la tecnica
di comunicazione molto semplice? È il cosiddetto marketing
dell’inadeguatezza. Ti convinco di essere inadeguato.
Ti manca sempre qualcosa. E ma se avessi le pere più grosse
allora… Con questa soluzione magica che conosco solo io
il tuo business si trasformerà, se voti me, allora…
Chissà cosa succederà! Inadeguatezza.
Faccio leva sul fatto che ti manca sempre qualcosa
e su quello ti intorto. L’obiettivo di un vero guru
è che prima o poi dovrebbe levarsi dai coglioni; ma non perché non lo vuoi più sentire,
lo puoi anche stare a sentire tutti i giorni, vedervi e stare in contatto
quanto vuoi, ma perché parlate allo stesso livello, ad un certo punto
sei passato da discepolo a guru. Se poi nella vita vuoi
portarti dietro a tutti costi un guru, almeno fai così.
Mio consiglio: scegline uno che sia il migliore.
E qual è il miglior guru per te, in assoluto il miglior guru per te?
Sei tu.
La parola “guru” è stata completamente
stuprata se ci pensate. Perché? Perché siamo pieni
di guru politici, guru personaggi,
guru brand, guru feti, guru… “gureggianti”.
E questo bel manipolo di guru che ci circonda,
ha un unico interesse: che è quello di creare un esercito
di discepoli. Un esercito di Minions.
Ma il significato vero e originale della parola guru,
è esattamente l’opposto. Il guru è il maestro, il guru è
quello che disperde l’oscurità, oh!
E allo stesso modo in cui un vero leader
crea leader, un vero guru crea
dei guru. Non crea degli adepti. È ovvio che tutti
abbiamo bisogno di imparare, di formarci, di capire,
con umiltà, comprendere da chi è più avanti per arrivare
a evolverci. Ma ci deve essere un momento in cui io
passo dalla fase di discepolo alla fase di guru. Ma non posso
stare a essere un discepolo tutta la vita, se no che cazzo di guru sei?
Wim Hof, che è quello che ha il record del mondo
di sopportazione del freddo, oltre venti record del mondo,
mi ha colpito in un’intervista, perché ha detto:
“Io, ad un certo punto, sono arrivato a un momento della mia vita
in cui in pratica ho smesso di leggere, perché tutto mi era chiaro.”
Magari il vecchio Wim è un pelino estremo, però è così
che deve andare. In un modo o nell’altro. Ci deve essere un momento,
porco di quel belin, che la smetti di star lì sugli spalti
a bere la birra a mangiare i pop-corn, ad applaudire il guru di turno,
e in campo scendi tu e il rigore lo tiri tu.
I veri guru, i veri maestri sono quelli che
creano altri maestri, altri guru, persone indipendenti,
che pensano con il loro cervello, e fanno la loro vita,
a modo loro, non gli dicono cosa pensare,
gli aiutano a capire come pensare. Dopodiché saranno
cazzi tuoi! Insomma cosa ti devo dire, è una vitaccia! È vero o no?
Il problema qual è però, ed è lì da vedere. Che tutto questo mondo
di brand guru, personaggi guru, politici guru, eccetera eccetera,
hanno tutto l’interesse a continuare ad avere
dei discepoli, per venderci i loro prodotti, servizi
e puttanate ad eternum. E qual è la tecnica
di comunicazione molto semplice? È il cosiddetto marketing
dell’inadeguatezza. Ti convinco di essere inadeguato.
Ti manca sempre qualcosa. E ma se avessi le pere più grosse
allora… Con questa soluzione magica che conosco solo io
il tuo business si trasformerà, se voti me, allora…
Chissà cosa succederà! Inadeguatezza.
Faccio leva sul fatto che ti manca sempre qualcosa
e su quello ti intorto. L’obiettivo di un vero guru
è che prima o poi dovrebbe levarsi dai coglioni; ma non perché non lo vuoi più sentire,
lo puoi anche stare a sentire tutti i giorni, vedervi e stare in contatto
quanto vuoi, ma perché parlate allo stesso livello, ad un certo punto
sei passato da discepolo a guru. Se poi nella vita vuoi
portarti dietro a tutti costi un guru, almeno fai così.
Mio consiglio: scegline uno che sia il migliore.
E qual è il miglior guru per te, in assoluto il miglior guru per te?
Sei tu.
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