
Qual è la prima cosa che viene in mente qui all’estero quando gli dici di essere italiano.
Italiano!
Italiano!
Pizza, spaghetti bolognese… cazzo, non si dice “spaghetti bolognese”, si dice “spaghetti
alla bolognese”, “alla” is very important.
Mafia… tutti i soliti stereotipi italiani, non viene mai in mente il fatto che abbiamo
inventato una tonnellata di invenzioni pazzesche, straordinarie, incredibili, che hanno rivoluzionato
il mondo e l’universo e oggi le celebriamo, porca di quella paletta.
Orgogliosi di essere italiani.
Ovviamente il mondo delle invenzioni è un bordello pazzesco, quindi ogni volta che dici:
“Ecco, questo ha inventato questa cosa”, c’è un altro che dice: “Ma no, sono stato io!”.
Ok, no problem, il mio metodo scientifico funziona così:
Nel dubbio, quell’invenzione è italiana.
Punto.
In quale altro paese si sarebbe potuto inventare il preservativo.
Ditemi voi.
Gabriele Falloppio, fine del 1500, inventa il preservativo come metodo per curare la
sifilide.
È vero che c’era anche prima, già nel 1500 in Giappone, dove usavano il preservativo…
sapete cosa usavano?
Conchiglie, corni di animali, poi uno dice perché gli italiani sono amati nel mondo
come latin lover…
Usavano corni di animali, cioè…
Sui soldi siamo sempre molto attenti noi italiani, quindi non c’è da stupirsi:
Banco di San Giorgio, 1407 a Genova e poi le famiglie Bardi e Peruzzi, che esportano
di fatto il sistema bancario in Italia e in Europa fino alla conquista del mondo.
Poi non c’è rimasta una lira, ma questo è un altro discorso.
Pianoforte, 1709, Bartolomeo Cristofori, arriva a inventare questo gravicembalo, “fortepiano”,
poi diventato pianoforte.
Molto diverso da come ce lo aspetteremmo oggi, le corde erano un po’ più sottili, però
altra grande invenzione italiana.
Amen.
Vorrei avere qui Elon Musk per dirgli: “Elon, tu con la tua batteria e il Power Wall, a
noi italiani, te tu ci fai una sega.”
1800, Alessandro Volta.
Oddio, magari non è che ha inventato proprio la batteria, ha inventato un principio della
batteria, o una batteria molto lontana da quella che pensiamo essere una batteria oggi,
ma comunque ha anche dato un nome, con grande astuzia e genio italiano al Volt.
Volta, Volt.
Ok, passiamo al prossimo.
Il telefono.
Ora, su questa invenzione devo dire c’è una lite totale.
Il numero di inventori…
350.000 persone che dichiarano di avere inventato il telefono, ma noi diciamo: “No, l’abbiamo
inventato noi!”
Meucci probabilmente ha dato un contributo importante all’invenzione del telefono.
Come tutte le invenzioni, arrivano un po’ per passaggi successivi, uno prende dagli
altri e si evolve fino ad arrivare al prodotto finale.
E diciamo che noi italiani abbiamo inventato anche lo smartphone.
E dai, dai. 1884 arriva anche la macchina dell’espresso.
A Milano andavo sempre in un bar che si chiamava Moriondo e non capivo mai perché si chiamasse
Moriondo… perché l’inventore è proprio Moriondo, a Torino, dopodiché la macchina
dell’espresso, primi anni del 1900, hanno cominciato a venderne, in piccola scala a
Milano, fino poi a invadere il mondo e diventare, ad esempio, Starbucks.
Se avete più soldini magari in casa avete una Jacuzzi, che all’estero tutti chiamano
“Djacusi”…
Candido Jacuzzi, 1949, inventa questa vasca a getti proprio perché il figlio, malato
di artrite reumatoide, aveva bisogno di queste cure, non sapeva come farla e ha inventato
lui questo prodotto che poi è diventato di larga scala.
Complimenti e buon per lui decisamente.
I jeans.
Tutti diranno: “Eh no, Montemagno, però non ci puoi mettere dentro anche i jeans in questa
lista!”
Sì, li metto dentro i jeans invece, ok?
Genova, “Gênes”, parola francese per definire Genova, peraltro a Nîmes facevano una roba
simile, “denim”, eh?
Jeans, denim, cioè non si sbaglia, con la linguistica ragazzi non si sbaglia.
Il tessuto dei jeans veniva usato a Genova anche per imballare i pacchi.
E di lì poi insomma tutto il grande progresso, bla bla bla, gli Stati Uniti poi ci sono passati
sopra come dei treni.
E va beh…
Il primo personal computer ragazzi!
Il programma 101, Pierluigi [sic., but he probably refers to Pier Giorgio Perotto] Perotto,
lanciato nel 1965 dalla grande, allora, Olivetti.
La Nasa comprava il programma 101, BBC, i grandi gruppi…
Siamo sempre stati forti in quello, il microprocessore, Chiariglione con MPEG, MP3, non è che siamo
proprio dei coglioni nell’informatica, eh…
E poi gli occhiali.
Uno dice: “Ma perché Luxottica, siamo dei fenomeni nel mondo…”
Eh, ma perché a un certo punto, 1300-1306, arriva Giordano da Pisa e di fatto, non so
se realmente ha inventato, perché ci sono tracce di occhiali anche precedentemente,
però ha pacchettizzato, mettiamola così, l’uso degli occhiali, che poi ad esempio a
Venezia hanno cominciato a regolamentare subito dall’inizio del 1300.
Idea geniale!
Sono lì, non vedo una mazza, invento un paio di occhiali.
Tac, genio italiano in azione.
Fermiamoci qui.
Se ami l’Italia, condividi questo video.
Se ci sono delle invenzioni che vuoi aggiungere, segnalamele nei commenti.
Se alcune delle invenzioni no, le hai inventate tu, fatti ricoverare da uno psichiatra.
E per il resto, enjoy!
Italiano!
Italiano!
Pizza, spaghetti bolognese… cazzo, non si dice “spaghetti bolognese”, si dice “spaghetti
alla bolognese”, “alla” is very important.
Mafia… tutti i soliti stereotipi italiani, non viene mai in mente il fatto che abbiamo
inventato una tonnellata di invenzioni pazzesche, straordinarie, incredibili, che hanno rivoluzionato
il mondo e l’universo e oggi le celebriamo, porca di quella paletta.
Orgogliosi di essere italiani.
Ovviamente il mondo delle invenzioni è un bordello pazzesco, quindi ogni volta che dici:
“Ecco, questo ha inventato questa cosa”, c’è un altro che dice: “Ma no, sono stato io!”.
Ok, no problem, il mio metodo scientifico funziona così:
Nel dubbio, quell’invenzione è italiana.
Punto.
In quale altro paese si sarebbe potuto inventare il preservativo.
Ditemi voi.
Gabriele Falloppio, fine del 1500, inventa il preservativo come metodo per curare la
sifilide.
È vero che c’era anche prima, già nel 1500 in Giappone, dove usavano il preservativo…
sapete cosa usavano?
Conchiglie, corni di animali, poi uno dice perché gli italiani sono amati nel mondo
come latin lover…
Usavano corni di animali, cioè…
Sui soldi siamo sempre molto attenti noi italiani, quindi non c’è da stupirsi:
Banco di San Giorgio, 1407 a Genova e poi le famiglie Bardi e Peruzzi, che esportano
di fatto il sistema bancario in Italia e in Europa fino alla conquista del mondo.
Poi non c’è rimasta una lira, ma questo è un altro discorso.
Pianoforte, 1709, Bartolomeo Cristofori, arriva a inventare questo gravicembalo, “fortepiano”,
poi diventato pianoforte.
Molto diverso da come ce lo aspetteremmo oggi, le corde erano un po’ più sottili, però
altra grande invenzione italiana.
Amen.
Vorrei avere qui Elon Musk per dirgli: “Elon, tu con la tua batteria e il Power Wall, a
noi italiani, te tu ci fai una sega.”
1800, Alessandro Volta.
Oddio, magari non è che ha inventato proprio la batteria, ha inventato un principio della
batteria, o una batteria molto lontana da quella che pensiamo essere una batteria oggi,
ma comunque ha anche dato un nome, con grande astuzia e genio italiano al Volt.
Volta, Volt.
Ok, passiamo al prossimo.
Il telefono.
Ora, su questa invenzione devo dire c’è una lite totale.
Il numero di inventori…
350.000 persone che dichiarano di avere inventato il telefono, ma noi diciamo: “No, l’abbiamo
inventato noi!”
Meucci probabilmente ha dato un contributo importante all’invenzione del telefono.
Come tutte le invenzioni, arrivano un po’ per passaggi successivi, uno prende dagli
altri e si evolve fino ad arrivare al prodotto finale.
E diciamo che noi italiani abbiamo inventato anche lo smartphone.
E dai, dai. 1884 arriva anche la macchina dell’espresso.
A Milano andavo sempre in un bar che si chiamava Moriondo e non capivo mai perché si chiamasse
Moriondo… perché l’inventore è proprio Moriondo, a Torino, dopodiché la macchina
dell’espresso, primi anni del 1900, hanno cominciato a venderne, in piccola scala a
Milano, fino poi a invadere il mondo e diventare, ad esempio, Starbucks.
Se avete più soldini magari in casa avete una Jacuzzi, che all’estero tutti chiamano
“Djacusi”…
Candido Jacuzzi, 1949, inventa questa vasca a getti proprio perché il figlio, malato
di artrite reumatoide, aveva bisogno di queste cure, non sapeva come farla e ha inventato
lui questo prodotto che poi è diventato di larga scala.
Complimenti e buon per lui decisamente.
I jeans.
Tutti diranno: “Eh no, Montemagno, però non ci puoi mettere dentro anche i jeans in questa
lista!”
Sì, li metto dentro i jeans invece, ok?
Genova, “Gênes”, parola francese per definire Genova, peraltro a Nîmes facevano una roba
simile, “denim”, eh?
Jeans, denim, cioè non si sbaglia, con la linguistica ragazzi non si sbaglia.
Il tessuto dei jeans veniva usato a Genova anche per imballare i pacchi.
E di lì poi insomma tutto il grande progresso, bla bla bla, gli Stati Uniti poi ci sono passati
sopra come dei treni.
E va beh…
Il primo personal computer ragazzi!
Il programma 101, Pierluigi [sic., but he probably refers to Pier Giorgio Perotto] Perotto,
lanciato nel 1965 dalla grande, allora, Olivetti.
La Nasa comprava il programma 101, BBC, i grandi gruppi…
Siamo sempre stati forti in quello, il microprocessore, Chiariglione con MPEG, MP3, non è che siamo
proprio dei coglioni nell’informatica, eh…
E poi gli occhiali.
Uno dice: “Ma perché Luxottica, siamo dei fenomeni nel mondo…”
Eh, ma perché a un certo punto, 1300-1306, arriva Giordano da Pisa e di fatto, non so
se realmente ha inventato, perché ci sono tracce di occhiali anche precedentemente,
però ha pacchettizzato, mettiamola così, l’uso degli occhiali, che poi ad esempio a
Venezia hanno cominciato a regolamentare subito dall’inizio del 1300.
Idea geniale!
Sono lì, non vedo una mazza, invento un paio di occhiali.
Tac, genio italiano in azione.
Fermiamoci qui.
Se ami l’Italia, condividi questo video.
Se ci sono delle invenzioni che vuoi aggiungere, segnalamele nei commenti.
Se alcune delle invenzioni no, le hai inventate tu, fatti ricoverare da uno psichiatra.
E per il resto, enjoy!
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