
ad oggi l’informazione per la massa fa
schifo che è un paradosso se ci pensate
perché per l’uno per cento per l’elite
che si sa configurare un aggregatore rss
e va direttamente le sue fonti di
informazione è la migliore informazione
della storia argomento energia che seguo
vaslav smil storia harari statistica
nathan silver sicurezza a bruges nayer
per la prima volta abbiamo possibilità
di avere la migliore informazione del
mondo in tempo reale sul nostro
telefonino ma la massa l’utente medio
non la fa questa operazione perché
perché l’abitudine è più forte del
desiderio è come dire per anni se sul
televisore potevi configurarsi tutti i
tuoi vari canali
la verità è che la fine guardavi
sempre quei primi cinque canali perché
era più comodo così
l’abitudine trionfa sempre sul desiderio
e dove si informa oggi l’utente medio
nel mondo sulle grandi piattaforme
l’informazione si sposta online si
informa sulle grandi piattaforme
facebook google in primis negli stati
uniti ad esempio la metà degli
americani dato 2016 si informa su
facebook e uno può dire abbia
montemagno però guarda che l’utente sa
distinguere quando arriva l’informazione
del new york times all’interno del tuo
feed
oppure arriva una cagata pazzesca la
verità è che mcluhan e insegnava il
mezzo al messaggio come per anni le
persone dicevano è importante perché
l’ha detto la televisione o importante
quel personaggio perché è in
televisione oggi come oggi la situazione
è ribaltata di qui e quindi se nel tuo
feed facebook ha senso perché il mezzo
stesso che rende autorevole e vero che
sta reggendo e fin qua nulla di nuovo
allora proviamo a ragionare sui motivi
per cui l’informazione faccia così
schifo per la massa i primi protagonisti
sono gli editori i media tradizionali
chi di mestiere fa informazione chi h 24
stalli e cerca di fare informazione in
tutto il mondo non solo in italia in
tutto il mondo gli editori sono in
grande crisi il problema principale
quale è il modello di business
se io un modello di business che non sta
in piedi perché tendenzialmente nella
storia il modello degli editori è
sempre stato un modello abbassa
intenzione sto leggendo l’articolo sulla
siria e c’è la pubblicità dei
pannolini
ok al contrario di modelli tipo google
che modello ad alta intenzione cerco su
google dove comprare pannolini e pappe
c’è la pubblicità il pallone
con un modello di business così debole
tutti gli editori prestano il fianco a
chi agli inserzionisti che hanno più
potere contrattuale e vogliono più
marchette alle grandi piattaforme
tecnologiche tipo facebook che porta ad
esempio una media del 30 per cento del
traffico statistica recente
dell’international news media
association in generale avendo meno
potere contrattuale si prestano avere
tutti i vari intrallazzi con la politica
e vari imprenditori che dettano linee
guida e ci percepiti il problema per noi
utenti per noi lettori è evidente che
un conto sono gli interessi degli
inserzionisti e un conto sono gli
interessi dei lettori
il secondo problema che in questa
condizione debolezza gli editori cosa
fanno
parlano di quello che gli utenti si
vogliono sentir dire è come se tu hai
un bambino e gli chiedi che cosa vuoi
mangiare stasera smarties cioccolato e
pandoro verità è che se fa
informazione agli utenti gli poi solo
dire quello che si voglia di dire chi
devi anche dire quello che è importante
sapere che magari fa almeno pagine viste
non piace né azionisti agli stakeholder
è importante per i lettori
il secondo protagonista sono appunto le
piattaforme tecnologiche che hanno un
grande problema di fondo i facebook e
google
da un lato dicono noi siano solo
piattaforme tecnologiche ma nei fatti
sono dei media perché non vogliono dire
che sono dei media perché a wall street
o in borsa non fa figo dire sono un
media fa figo dire faccio la migliore
tecnologia per andare su marte o
nell’iperspazio ma il conflitto c’è ed
è evidente se tu apri il feed di
facebook chi è che cura questo feed
facebook quindi di fatto è un media è
un editore che sceglie con l’algoritmo
bla bla bla roma la verità è che
sceglie quello che vedi e influenza le
tue decisioni che aspetta delle
influenze se in questo momento di
campagna politica ti faccio vedere più
notizie che parlano male di trump
parlamento ti garantisco che
consciamente o inconsciamente se
indirizzato a un voto o a un altro in
tutto questo casino un altro attore
importante sono tutte le aziende
professionisti del mondo che oggi sono
anche dei media ma il problema qual è
che questi signori fanno contenuti per
vendere una strategia di conte marketing
non è una strategia di informazione in
primis
certo c’è anche informazione ma non è
l’obiettivo principale è l’ultimo
player sono i vari esperti i was las
mille gli orari in montemagno turno che
allietano l’altra feed facebook
ma la verità è che non c’è un
algoritmo che dia più visibilità a dei
contenuti di qualità rispetto dei
contenuti cra positive di del gattino
gli scherzi le bufale varie questo
significa che magari basla smil po
scrive un articolo straordinario
sull’energia che cambia il mondo a
nessuno legge a meno che non te lo vai a
pescare
siccome la massa di default non se lo va
a pescare puzzle admin il tuo feed non
vedrai mai come si esce allora da questo
garbuglio da un lato gli editori devono
trovare modelli di business nuovi se li
devono inventare non ce l’ho la risposta
in un video di tre minuti se no questo
video per gli editori e pianeta
costerebbe 100 milioni di dollari ogni
10 secondi senza indipendenza sei un
mantenuto che dipende sempre da qualcuno
e non decidi tu la linea dall’altro lato
e piattaforme devono smettere di essere
ipocrite sennò contenuti d’informazione
premium non ci saranno mai lì perché
creare informazione reportage importanti
è un’attività costosa lunghe faticose
o le piattaforme impostano dei modelli
di business che permettono la
sopravvivenza anche di questa realtà
editoriale se no il sistema collassa e
allo stesso tempo queste piattaforme
devono aiutarci a fare un controllo
cosiddetto fact checking google ha
inserito ieri in google news
sperimentale vedi una dichiarazione di
trump o della clinton benissimo dimmi
nei fatti se questa roba è una boiata o
se invece vera e l’ultimo aspetto forse
il più importante di tutti è
l’educazione di questi utenti negli
stati uniti solo il 3 per cento delle
persone si educa nelle migliori
università americane e l’altro 97 per
cento ovvero lasciamo l’altro 97 per
cento si informa tramite il grande
fratello si informa nei feed di facebook
in base a quello che c’ha in base a
quella che eli pariser chiamava the
filter bubble online o questo filtro per
cui continua a vedere suggeriti
contenuti che rientrano nei miei gusti
ma se i miei gusti sono i gattini
continua a vedere video di gattini da
quella bolla io non esco mai
o si cambia tutti ed è un lavoro né di
squadra mica da ridere oppure non
dobbiamo stupirci se al posto dei fatti
e di quello che è importante sapere
belen prevarranno sempre di più gli slogan e le puttanate effetto
schifo che è un paradosso se ci pensate
perché per l’uno per cento per l’elite
che si sa configurare un aggregatore rss
e va direttamente le sue fonti di
informazione è la migliore informazione
della storia argomento energia che seguo
vaslav smil storia harari statistica
nathan silver sicurezza a bruges nayer
per la prima volta abbiamo possibilità
di avere la migliore informazione del
mondo in tempo reale sul nostro
telefonino ma la massa l’utente medio
non la fa questa operazione perché
perché l’abitudine è più forte del
desiderio è come dire per anni se sul
televisore potevi configurarsi tutti i
tuoi vari canali
la verità è che la fine guardavi
sempre quei primi cinque canali perché
era più comodo così
l’abitudine trionfa sempre sul desiderio
e dove si informa oggi l’utente medio
nel mondo sulle grandi piattaforme
l’informazione si sposta online si
informa sulle grandi piattaforme
facebook google in primis negli stati
uniti ad esempio la metà degli
americani dato 2016 si informa su
facebook e uno può dire abbia
montemagno però guarda che l’utente sa
distinguere quando arriva l’informazione
del new york times all’interno del tuo
feed
oppure arriva una cagata pazzesca la
verità è che mcluhan e insegnava il
mezzo al messaggio come per anni le
persone dicevano è importante perché
l’ha detto la televisione o importante
quel personaggio perché è in
televisione oggi come oggi la situazione
è ribaltata di qui e quindi se nel tuo
feed facebook ha senso perché il mezzo
stesso che rende autorevole e vero che
sta reggendo e fin qua nulla di nuovo
allora proviamo a ragionare sui motivi
per cui l’informazione faccia così
schifo per la massa i primi protagonisti
sono gli editori i media tradizionali
chi di mestiere fa informazione chi h 24
stalli e cerca di fare informazione in
tutto il mondo non solo in italia in
tutto il mondo gli editori sono in
grande crisi il problema principale
quale è il modello di business
se io un modello di business che non sta
in piedi perché tendenzialmente nella
storia il modello degli editori è
sempre stato un modello abbassa
intenzione sto leggendo l’articolo sulla
siria e c’è la pubblicità dei
pannolini
ok al contrario di modelli tipo google
che modello ad alta intenzione cerco su
google dove comprare pannolini e pappe
c’è la pubblicità il pallone
con un modello di business così debole
tutti gli editori prestano il fianco a
chi agli inserzionisti che hanno più
potere contrattuale e vogliono più
marchette alle grandi piattaforme
tecnologiche tipo facebook che porta ad
esempio una media del 30 per cento del
traffico statistica recente
dell’international news media
association in generale avendo meno
potere contrattuale si prestano avere
tutti i vari intrallazzi con la politica
e vari imprenditori che dettano linee
guida e ci percepiti il problema per noi
utenti per noi lettori è evidente che
un conto sono gli interessi degli
inserzionisti e un conto sono gli
interessi dei lettori
il secondo problema che in questa
condizione debolezza gli editori cosa
fanno
parlano di quello che gli utenti si
vogliono sentir dire è come se tu hai
un bambino e gli chiedi che cosa vuoi
mangiare stasera smarties cioccolato e
pandoro verità è che se fa
informazione agli utenti gli poi solo
dire quello che si voglia di dire chi
devi anche dire quello che è importante
sapere che magari fa almeno pagine viste
non piace né azionisti agli stakeholder
è importante per i lettori
il secondo protagonista sono appunto le
piattaforme tecnologiche che hanno un
grande problema di fondo i facebook e
da un lato dicono noi siano solo
piattaforme tecnologiche ma nei fatti
sono dei media perché non vogliono dire
che sono dei media perché a wall street
o in borsa non fa figo dire sono un
media fa figo dire faccio la migliore
tecnologia per andare su marte o
nell’iperspazio ma il conflitto c’è ed
è evidente se tu apri il feed di
facebook chi è che cura questo feed
facebook quindi di fatto è un media è
un editore che sceglie con l’algoritmo
bla bla bla roma la verità è che
sceglie quello che vedi e influenza le
tue decisioni che aspetta delle
influenze se in questo momento di
campagna politica ti faccio vedere più
notizie che parlano male di trump
parlamento ti garantisco che
consciamente o inconsciamente se
indirizzato a un voto o a un altro in
tutto questo casino un altro attore
importante sono tutte le aziende
professionisti del mondo che oggi sono
anche dei media ma il problema qual è
che questi signori fanno contenuti per
vendere una strategia di conte marketing
non è una strategia di informazione in
primis
certo c’è anche informazione ma non è
l’obiettivo principale è l’ultimo
player sono i vari esperti i was las
mille gli orari in montemagno turno che
allietano l’altra feed facebook
ma la verità è che non c’è un
algoritmo che dia più visibilità a dei
contenuti di qualità rispetto dei
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significa che magari basla smil po
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siccome la massa di default non se lo va
a pescare puzzle admin il tuo feed non
vedrai mai come si esce allora da questo
garbuglio da un lato gli editori devono
trovare modelli di business nuovi se li
devono inventare non ce l’ho la risposta
in un video di tre minuti se no questo
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costerebbe 100 milioni di dollari ogni
10 secondi senza indipendenza sei un
mantenuto che dipende sempre da qualcuno
e non decidi tu la linea dall’altro lato
e piattaforme devono smettere di essere
ipocrite sennò contenuti d’informazione
premium non ci saranno mai lì perché
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è un’attività costosa lunghe faticose
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editoriale se no il sistema collassa e
allo stesso tempo queste piattaforme
devono aiutarci a fare un controllo
cosiddetto fact checking google ha
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sperimentale vedi una dichiarazione di
trump o della clinton benissimo dimmi
nei fatti se questa roba è una boiata o
se invece vera e l’ultimo aspetto forse
il più importante di tutti è
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stati uniti solo il 3 per cento delle
persone si educa nelle migliori
università americane e l’altro 97 per
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cento si informa tramite il grande
fratello si informa nei feed di facebook
in base a quello che c’ha in base a
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filter bubble online o questo filtro per
cui continua a vedere suggeriti
contenuti che rientrano nei miei gusti
ma se i miei gusti sono i gattini
continua a vedere video di gattini da
quella bolla io non esco mai
o si cambia tutti ed è un lavoro né di
squadra mica da ridere oppure non
dobbiamo stupirci se al posto dei fatti
e di quello che è importante sapere
belen prevarranno sempre di più gli slogan e le puttanate effetto
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