
Guardate, io non lo conosco Jovanotti. Lorenzo, ci conosciamo? No.
Però penso che sia una persona molto intelligente. Ho visto qualche intervista, dove in modo
tranquillo esprime le sue opinioni, interessanti. Ho letto un libro molto carino che ha scritto
con Franco Bolelli, che conosco abbastanza bene “Viva tutto”, ottimo libro, pieno
di idee. È senz’altro una persona in gamba, che
ha cervello, un ragionatore, a prescindere poi dalla musica che fa, che può piacere
o meno, o dal personaggio, che può piacere o meno.
E allora, quando escono polemiche come quella che è uscita in questi giorni per una frase
che ha detto in università la prima cosa che faccio qual è? Vado a vedere il video
integrale del suo intervento. Quanti di voi hanno visto il video integrale?
Su la mano. Okay. Questo è il problema, che la gente parla, commenta, critica, ma non
va a vedere, non approfondisce le fonti. Si basa chiaramente sui titoli dei giornali,
ma lo sapete come funziona? Faccio questo mestiere.
Online hai bisogno di far pagine viste, hai bisogno di vendere pubblicità, ti serve fare
“link baiting,” ti serve il titolone per attirare traffico, così vendi pubblicità,
i giornali sono più contenti e i giornalisti guadagnano quelle tre lirette.
Ma la verità è che Jovanotti, se guardate il video, non ha affatto detto quello che
hanno detto i giornali. Jovanotti ha detto una cosa molto semplice. Strasacrosanta. Quando
sei uno sbarbato, se vai a lavorare gratis per fare esperienza è solo una cosa positiva.
Ed è ovvio che sia così. Facciamo un esempio. Immaginate di voler diventare un giocatore
di basket e avete la possibilità di andare a lavorare con Michael Jordan – Re Michael
– che ti dice: “Guarda, vieni sei mesi con me, fai uno stage, ti pago 0, ti faccio
un mazzo così e poi per il resto non so neanche, ti scartiamo probabilmente alla fine dei sei
mesi”. Voi che cosa fate? Allora chi ha criticato
Jovanotti direbbe: “Eh no Michael, voglio qua il mio contrattino, contributi, la certezza
del posto fisso alla fine dei sei mesi nella NBA…” Ma vaffanculo!
È ovvio, la prima cosa che devi fare è alzi il culo, prendi e vai a farti un mazzo così
per sei mesi con Michael Jordan e ti garantisco che se impari al meglio da Michael Jordan
probabilmente poi diventi il prossimo Kobe Bryant, non avrai neanche più il problema
dei soldi per tutta la tua vita, che diamine! E allora è chiaro che è una critica senza
senso, perché il mondo del lavoro è cambiato, tutto il concetto di lavoro oggi va completamente
reinventato. Quello che racconta la politica, i giornali in Italia… non esiste più, non
c’è più. Quello che c’è è che c’è un 40% di disoccupazione giovanile, questo
c’è, questo è un dato. Ma se uno pensa di risolverlo applicando le
logiche del passato, del posto fisso, del mando il curriculum allora mi rispondi, del
faccio uno stage e poi tutta la vita sto in un’azienda… non esiste più. Questo esiste
solo nel Paese delle Meraviglie. Quello che sappiamo oggi è che nel giro di
vent’anni l’80% dei lavori saranno sostituiti da macchine, da intelligenza artificiale…
80% dei lavori del vostro, del mio, di tutti quanti. E uno deve pensare a che cosa fare.
Quello che sappiamo è che la sicurezza non esiste più per nessuno, non c’è neanche
per un imprenditore. Non è che la mattina mi alzo e arriva il
signor lavoro, che dice: “Ciao sono il Lavoro” – “Ah, ciao, eccoci qua, entra, prego
entra”. No! Sei sul campo di battaglia, ogni giorno ti devi inventare qualcosa. Non
esiste la sicurezza. La maggiore insicurezza è proprio la ricerca della sicurezza. È
questa sicurezza finta. Non c’è nessuno che ti garantisce che le cose andranno bene.
Nessuno. L’unica cosa che puoi fare è cercare di diventare imprenditore di te stesso.
Sia che tu faccia l’imprenditore, sia che tu voglia lavorare per qualcun altro. E qual
è la chiave allora? Non lo so amici, non ho risposte magiche. Non ho la palla di cristallo.
Idealmente il consiglio è molto semplice. Creati un lavoro, non andare a cercare un
lavoro. Crea un lavoro. Lamentarsi non è una strategia. Se Eminem
si fosse lamentato non sarebbe diventato Eminem. Se Manny Pacquiao, il pugile, che è nato
in mezzo alla strada, fosse stato lì a lamentarsi non diventava uno dei più grandi pugili della
storia. Lamentarsi del governo, dei contratti, di Jovanotti, della crisi… lamentarsi non
è una strategia. Ma se la tua strada invece non è crearti
un lavoro ma cercarti un lavoro, allora il consiglio più semplice è questo. Il lavoro
non si cerca. Il lavoro si attrae. Il lavoro si attrae diventando la persona più competente,
più capace, che sia in grado di aggiungere più valore di chiunque altro. E a quel punto
il lavoro magicamente appare. Qui c’è un unico signore che ti tira fuori
dalla situazione in cui sei, se stai cercando lavoro e non lo trovi. Quel signore sei tu.
E se non mi credi, se pensi che ho sparato cazzate per tre minuti no problem, prosegui
così, prosegui a lamentarti, prosegui a criticare, prosegui a pensare che il lavoro ti spetti
di diritto, per la tua bella faccia. Ma la verità è che se non hai un piano tu per
te stesso e pensi che gli altri lo abbiano preparato per te, ti renderai conto che il
piano che ti hanno riservato, nella migliore delle ipotesi… è proprio un piano del cazzo.
Però penso che sia una persona molto intelligente. Ho visto qualche intervista, dove in modo
tranquillo esprime le sue opinioni, interessanti. Ho letto un libro molto carino che ha scritto
con Franco Bolelli, che conosco abbastanza bene “Viva tutto”, ottimo libro, pieno
di idee. È senz’altro una persona in gamba, che
ha cervello, un ragionatore, a prescindere poi dalla musica che fa, che può piacere
o meno, o dal personaggio, che può piacere o meno.
E allora, quando escono polemiche come quella che è uscita in questi giorni per una frase
che ha detto in università la prima cosa che faccio qual è? Vado a vedere il video
integrale del suo intervento. Quanti di voi hanno visto il video integrale?
Su la mano. Okay. Questo è il problema, che la gente parla, commenta, critica, ma non
va a vedere, non approfondisce le fonti. Si basa chiaramente sui titoli dei giornali,
ma lo sapete come funziona? Faccio questo mestiere.
Online hai bisogno di far pagine viste, hai bisogno di vendere pubblicità, ti serve fare
“link baiting,” ti serve il titolone per attirare traffico, così vendi pubblicità,
i giornali sono più contenti e i giornalisti guadagnano quelle tre lirette.
Ma la verità è che Jovanotti, se guardate il video, non ha affatto detto quello che
hanno detto i giornali. Jovanotti ha detto una cosa molto semplice. Strasacrosanta. Quando
sei uno sbarbato, se vai a lavorare gratis per fare esperienza è solo una cosa positiva.
Ed è ovvio che sia così. Facciamo un esempio. Immaginate di voler diventare un giocatore
di basket e avete la possibilità di andare a lavorare con Michael Jordan – Re Michael
– che ti dice: “Guarda, vieni sei mesi con me, fai uno stage, ti pago 0, ti faccio
un mazzo così e poi per il resto non so neanche, ti scartiamo probabilmente alla fine dei sei
mesi”. Voi che cosa fate? Allora chi ha criticato
Jovanotti direbbe: “Eh no Michael, voglio qua il mio contrattino, contributi, la certezza
del posto fisso alla fine dei sei mesi nella NBA…” Ma vaffanculo!
È ovvio, la prima cosa che devi fare è alzi il culo, prendi e vai a farti un mazzo così
per sei mesi con Michael Jordan e ti garantisco che se impari al meglio da Michael Jordan
probabilmente poi diventi il prossimo Kobe Bryant, non avrai neanche più il problema
dei soldi per tutta la tua vita, che diamine! E allora è chiaro che è una critica senza
senso, perché il mondo del lavoro è cambiato, tutto il concetto di lavoro oggi va completamente
reinventato. Quello che racconta la politica, i giornali in Italia… non esiste più, non
c’è più. Quello che c’è è che c’è un 40% di disoccupazione giovanile, questo
c’è, questo è un dato. Ma se uno pensa di risolverlo applicando le
logiche del passato, del posto fisso, del mando il curriculum allora mi rispondi, del
faccio uno stage e poi tutta la vita sto in un’azienda… non esiste più. Questo esiste
solo nel Paese delle Meraviglie. Quello che sappiamo oggi è che nel giro di
vent’anni l’80% dei lavori saranno sostituiti da macchine, da intelligenza artificiale…
80% dei lavori del vostro, del mio, di tutti quanti. E uno deve pensare a che cosa fare.
Quello che sappiamo è che la sicurezza non esiste più per nessuno, non c’è neanche
per un imprenditore. Non è che la mattina mi alzo e arriva il
signor lavoro, che dice: “Ciao sono il Lavoro” – “Ah, ciao, eccoci qua, entra, prego
entra”. No! Sei sul campo di battaglia, ogni giorno ti devi inventare qualcosa. Non
esiste la sicurezza. La maggiore insicurezza è proprio la ricerca della sicurezza. È
questa sicurezza finta. Non c’è nessuno che ti garantisce che le cose andranno bene.
Nessuno. L’unica cosa che puoi fare è cercare di diventare imprenditore di te stesso.
Sia che tu faccia l’imprenditore, sia che tu voglia lavorare per qualcun altro. E qual
è la chiave allora? Non lo so amici, non ho risposte magiche. Non ho la palla di cristallo.
Idealmente il consiglio è molto semplice. Creati un lavoro, non andare a cercare un
lavoro. Crea un lavoro. Lamentarsi non è una strategia. Se Eminem
si fosse lamentato non sarebbe diventato Eminem. Se Manny Pacquiao, il pugile, che è nato
in mezzo alla strada, fosse stato lì a lamentarsi non diventava uno dei più grandi pugili della
storia. Lamentarsi del governo, dei contratti, di Jovanotti, della crisi… lamentarsi non
è una strategia. Ma se la tua strada invece non è crearti
un lavoro ma cercarti un lavoro, allora il consiglio più semplice è questo. Il lavoro
non si cerca. Il lavoro si attrae. Il lavoro si attrae diventando la persona più competente,
più capace, che sia in grado di aggiungere più valore di chiunque altro. E a quel punto
il lavoro magicamente appare. Qui c’è un unico signore che ti tira fuori
dalla situazione in cui sei, se stai cercando lavoro e non lo trovi. Quel signore sei tu.
E se non mi credi, se pensi che ho sparato cazzate per tre minuti no problem, prosegui
così, prosegui a lamentarti, prosegui a criticare, prosegui a pensare che il lavoro ti spetti
di diritto, per la tua bella faccia. Ma la verità è che se non hai un piano tu per
te stesso e pensi che gli altri lo abbiano preparato per te, ti renderai conto che il
piano che ti hanno riservato, nella migliore delle ipotesi… è proprio un piano del cazzo.
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